ᛒ

Bjarkan

betulla, un ramo di betulla

Qualcosa di giovane e verde che ha attecchito su un terreno spoglio

Sound
b /b/, /p/, /ɸ/
Posizione
13
Group
Ætt di Týr
Descended from
Futhark Antico Berkano (*berkanan)
Short-twig form
ᛓ
Unicode
U+16D2
Tempistica
Inizio primavera; i primi germogli
Sì / No
Sì, ed è ancora all'inizio

Diritto

  • crescita
  • nuova vita
  • primavera
  • nascita
  • qualcosa di giovane
  • rinnovamento
  • germoglio
  • un piccolo inizio

In the rune poems

Bjarkan er laufgrønstr líma; Loki bar flærða tíma.

La betulla è il ramo dalle foglie più verdi; Loki ebbe fortuna nel suo inganno.

Poema Runico Norvegese · Bjarkan
Bjarkan er laufgat lim ok lítit tré ok ungsamligr viðr. abies buðlungr.

La betulla è un ramoscello frondoso, un piccolo albero e un arbusto fresco e giovane. Abete; principe.

Poema Runico Islandese · Bjarkan

Across the scripts

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Berkano

Futhark Antico

L'antenata. La sua strofa in antico inglese è la più lunga delle tre e ruota attorno a un paradosso: la betulla non dà frutti, eppure genera germogli senza semi.

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Bjarkan

Futhark Recente

Invariata nella forma, copre ora sia la p sia la b, poiché Perthro fu esclusa dalla sequenza.

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Beorc

Futhorc Anglosassone

Invariata. Dal termine in antico inglese beorc deriva l'inglese moderno birch.

Il primo albero a ricomparire

La betulla è una specie pioniera, e questa caratteristica costituisce l'intera sostanza della runa.

Tollera suoli poveri, cresce rapidamente, produce un'abbondanza di semi e colonizza terreni bruciati, disboscati o abbandonati prima di qualsiasi altro albero. Ha vita breve rispetto agli standard di una foresta e non è la specie destinata a rimanere stabilmente sul posto: prepara il terreno per gli alberi a crescita più lenta che in seguito prenderanno il suo posto. Nell'estremo nord cresce dove quasi nient'altro attecchisce, e il birkiskógur islandese, la macchia di betulle, costituiva l'unico bosco autoctono dell'isola.

Entrambe le strofe norrene pongono l'accento sulla giovinezza e sulle dimensioni ridotte, piuttosto che sulla fertilità. Il testo islandese offre tre kenningar che esprimono tutte il medesimo concetto: laufgat lim, un ramoscello frondoso; lítit tré, un piccolo albero; ungsamligr viðr, un arbusto fresco e giovane. Il poema norvegese la definisce laufgrønstr líma, il ramo dalle foglie più verdi.

Nessuna fonte storica descrive una madre, una dea o un grembo. Tale interpretazione appartiene esclusivamente alla rinascita esoterica del Novecento.

L'inganno di Loki

Il secondo verso del poema norvegese rappresenta uno dei veri enigmi del testo: Loki bar flærða tíma, Loki ebbe fortuna nel suo inganno, oppure Loki portò la sorte del tradimento.

La spiegazione metrica è lineare, con la rima tra líma e tíma. Tuttavia gli studiosi hanno cercato a lungo un legame tematico, e il riferimento più plausibile ricade sulla morte di Baldr.

In quel racconto Frigg esige un giuramento da ogni elemento del creato affinché non faccia del male a suo figlio, tralasciando soltanto il vischio perché ritenuto troppo giovane per prestare giuramento. Loki scopre questa omissione, ricava un dardo dalla pianta e induce il dio cieco Höðr a scagliarlo. Baldr muore. L'intera catena di eventi fa perno su una pianta così piccola e giovane da apparire del tutto innocua.

Questo episodio si accorda con una strofa incentrata su un piccolo albero e un giovane arbusto, e corrisponderebbe a una tipica ironia norrena: una runa dedicata a una nuova crescita innocua, accostata alla pianta apparentemente innocua più fatale dell'intera mitologia.

Si tratta di un'ipotesi interpretativa, non di una certezza dimostrata. Il poema potrebbe semplicemente aver avuto bisogno di una rima.

La betulla non è un abete

La glossa latina islandese recita abies, che indica un abete e non una betulla. Il nome della runa e tutte e tre le sue kenningar si riferiscono invece chiaramente alla betulla.

Questo dettaglio merita di essere sottolineato perché costituisce l'errore più evidente tra le glosse islandesi e illustra la natura stessa di queste note. Le glosse furono aggiunte da amanuensi che disponevano di un lessico latino e cercavano di far corrispondere i vocaboli norreni a quelli classici; in questo passaggio l'amanuense scelse un albero generico anziché quello corretto. In altri punti lo stesso apparato propone Jupiter per Óðinn e Mars per Týr, che rappresentano interpretazioni deliberate, e aurum per l'oro, termine del tutto esatto.

Le glosse costituiscono una stratificazione erudita medievale sovrapposta al testo poetico. Rappresentano una preziosa testimonianza di come i copisti islandesi interpretavano la propria tradizione, ma non fanno parte integrante della runa originaria.

Nella lettura

Bjarkan rappresenta un inizio che ha attecchito ed è ancora nelle sue prime fasi.

Segnala lo stadio iniziale di una situazione: un progetto nelle sue prime settimane, una relazione che comincia a prendere forma, una ripresa che si avvia dopo una crisi. La nascita fisica e la gravidanza costituiscono la lettura più diretta, e risultano spesso puntuali quando il quesito verte su questo tema.

La natura di pianta pioniera la differenzia da Ár. Ár rappresenta il raccolto, il compimento di un intero ciclo. Bjarkan è la crescita che attecchisce su un suolo disboscato o devastato prima ancora che le condizioni esterne la giustifichino; è una delle rune più incoraggianti da estrarre dopo Hagall o Kaun.

Il suo limite emerge chiaramente dalle strofe dei poemi: un ramoscello frondoso, un piccolo albero, un arbusto fresco e giovane. Bjarkan non descrive un risultato compiuto, e interpretarla in questo modo significherebbe sovraccaricare il suo significato. Indica che qualcosa è cominciato ed è vitale, informazione che dopo un periodo difficile risulta spesso la più preziosa.

Come lettera

Si presenta nella variante a rami lunghi ᛒ e in quella a rami corti ᛓ, che apre verso l'esterno il triangolo inferiore.

Rappresenta /b/, /p/ e la fricativa bilabiale, avendo assorbito il valore di p quando Perthro fu esclusa dalla serie. Con l'introduzione delle rune puntate, l'aggiunta di un punto diede origine a ᛔ per indicare /p/, distinguendo nuovamente i due suoni.

Questions to sit with

  • Che cosa è iniziato di recente che risulta ancora troppo fragile per essere difeso?
  • Stai trattando un semplice inizio come se fosse già un traguardo compiuto?
  • La betulla colonizza terreni che nessun'altra pianta accetta: che cosa stai coltivando su un suolo devastato?

Domande frequenti

La betulla, e in particolare una pianta giovane. Entrambe le strofe norrene mettono in risalto le dimensioni ridotte e il vigore verde anziché la fertilità: un ramoscello frondoso, un piccolo albero, un arbusto fresco e il ramo dalle foglie più verdi. Nella lettura indica un inizio che ha attecchito ed è ancora nelle sue prime fasi.

Il legame con la nascita e la crescita discende in modo naturale dalle caratteristiche dell'albero, e chi legge le rune la impiega spesso per quesiti sulla gravidanza. Ciò che appartiene all'epoca moderna è la sua definizione come runa madre o runa della dea. Nessuna delle strofe norrene descrive nulla di simile, e il poema in antico inglese parla di un albero che genera germogli senza semi.

In primo luogo per ragioni di rima, tra líma e tíma. Il tentativo consueto di proporre un'interpretazione più profonda richiama il mito di Baldr: Frigg tralasciò il vischio ritenendolo troppo giovane per prestare giuramento, e Loki sfruttò proprio quella pianta per causare la morte di suo figlio. L'accostamento tra una strofa su un piccolo albero e la pianta apparentemente innocua più letale della mitologia risponde a una tipica ironia norrena, ma si tratta di una suggestione interpretativa piuttosto che di una certezza provata.

Perché le glosse rappresentano un'aggiunta erudita successiva e non facevano parte del poema originario; in questo caso il copista scelse un albero generico. Si tratta dell'errore più palese dell'intero apparato. In altri passaggi le medesime note associano Jupiter a Óðinn e Mars a Týr, intese come identificazioni deliberate, e aurum all'oro, vocabolo esatto.

Ár rappresenta il raccolto, il compimento di un ciclo giunto a maturazione, e risponde alle domande sui tempi indicando un anno intero. Bjarkan è la crescita che attecchisce prima ancora che le condizioni esterne la giustifichino, su un terreno disboscato o devastato. Segnala che un processo è cominciato ed è vitale, non che è già giunto al traguardo.