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Beorc

betulla

Crescita da un'origine invisibile, su un terreno dove nient'altro attecchisce

Sound
b /b/
Posizione
18
Group
L'ætt di Tir
Descended from
Futhark Antico Berkano (*berkanan)
Unicode
U+16D2
Tempistica
Inizio primavera
Sì / No
Sì, sebbene sia ancora piccolo

Diritto

  • crescita
  • nuova vita
  • rinnovamento
  • inizi
  • rigenerazione
  • ripresa
  • sviluppo senza seme
  • qualcosa di tenero

In the rune poems

Beorc byþ bleda leas, bereþ efne swa ðeah tanas butan tudder, biþ on telgum wlitig, heah on helme hrysted fægere, geloden leafum, lyfte getenge.

La betulla è priva di frutti, eppure getta germogli senza seme; è bella nei suoi rami, alta nella chioma, nobilmente adorna, carica di foglie, protesa verso il cielo.

Poema runico in antico inglese · Beorc

Across the scripts

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Berkano

Futhark Antico

L'antenato, ricostruito come *berkanan, con affinità linguistiche ben oltre il germanico tra cui il sanscrito bhūrja.

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Bjarkan

Futhark Recente

Entrambe le strofe norrene mettono in risalto la piccolezza e la giovinezza: un ramoscello frondoso, un alberello, un giovane arbusto fresco. Nessuna menziona il paradosso.

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Beorc

Futhorc anglosassone

Dall'antico inglese beorc deriva l'inglese moderno birch (betulla), e la sua strofa è di gran lunga la più estesa delle tre tradizioni.

La strofa più lunga del poema

La maggior parte delle strofe nel poema runico in antico inglese consta di tre versi. Questa ne conta quattro, e lo spazio supplementare è dedicato quasi per intero a lodare la bellezza di un albero.

Biþ on telgum wlitig: bella nei suoi rami. Heah on helme hrysted fægere: alta nella chioma, nobilmente adorna; helm indica una copertura o un vertice, qui usato per la chioma. Geloden leafum: carica di foglie. Lyfte getenge: a contatto con l'aria, vicina al cielo.

Quattro descrizioni distinte per esaltare l'aspetto di un unico albero. Il poeta ha esaurito i dettagli informativi e insiste sull'apparenza esteriore, un tratto già visibile in Is e Hægl.

Nessun verso spiega a che cosa serva la betulla. Non si elencano usi pratici, prodotti o pericoli.

Germogli senza seme

L'intera strofa poggia sul paradosso iniziale e tutto il resto ne è lo sviluppo.

Beorc byþ bleda leas: la betulla è bleda leas, senza frutto. Bereþ efne swa ðeah tanas butan tudder: eppure porta tanas butan tudder, getti senza progenie né seme.

La spiegazione botanica è immediata. La betulla produce amenti anziché frutti vistosi, apparendo agli occhi di chi osserva come se nascesse dal nulla. Inoltre rigetta prontamente dal ceppo e mediante polloni: abbattendo una betulla, essa rinasce senza che alcunché sia stato piantato.

Come figura rúnica è precisa e distingue nettamente Beorc da Ger. Ger è il raccolto e richiede l'intero ciclo: si semina, si attende e la terra ripaga. Beorc è la crescita che prende avvio in ogni caso, senza causa visibile, prima che il contesto lo giustifichi.

Un'osservazione sulla specie: alcuni studiosi hanno interpretato l'albero come un pioppo anziché una betulla, sostenendo che l'enfasi sull'altezza e sulla cima elevata si adatti meglio al pioppo e che i nomi delle piante in antico inglese non fossero sempre univoci. La betulla resta l'interpretazione canonica confermata dall'etimologia, ma la strofa descrive un albero alto e frondoso senza specificare oltre il proprio nome runico.

L'albero pioniere

La betulla è una specie pioniera, e tutto il significato della runa discende da questo elemento.

Resiste nei terreni poveri, cresce rapidamente, produce semi in abbondanza e colonizza terre bruciate, disboscate o abbandonate prima che qualsiasi altro albero possa attecchirvi. Ha una vita breve rispetto ai ritmi della foresta. Non è l'albero destinato a restare: prepara il terreno per le specie più lente e longeve che ne prenderanno il posto.

In Britannia fu tra i primi alberi a ritornare con il ritirarsi dei ghiacci, e il carbone di betulla ricorre costantemente nei siti preistorici antichi.

La sua corteccia è impermeabile e si sfoglia a strati, venendo impiegata per contenitori e coperture nell'Europa settentrionale; dai suoi rami si ricavavano le scope tradizionali (besoms), radice folklorica della scopa della strega.

Nella lettura

Beorc rappresenta un inizio che ha attecchito ma resta ancora contenuto.

In una stesa indica qualcosa che nasce: un progetto nelle prime settimane, una relazione che inizia a formarsi, una convalescenza che prende avvio dopo una malattia o una crisi. La nascita in senso letterale e la gravidanza sono le letture più dirette e risultano spesso azzeccate quando il consulto verte su questi temi.

La qualità pioniera la distingue dalle altre rune di crescita. Beorc non attende condizioni favorevoli. Si manifesta come germoglio su terreno spoglio, arso o distrutto, il che la rende una delle rune più incoraggianti dopo una fase travagliata. È la prima cosa a rifiorire.

Per la stessa ragione è modesta. La betulla ha vita breve e non è l'albero che rimarrà per sempre. Beorc segnala raramente il compimento finale; indica che qualcosa ha preso vita ed è vitale, informazione che dopo Hægl o Nyd è quasi sempre la più preziosa.

La clausola senza seme le conferisce un valore particolare: una crescita la cui origine non è visibile. Beorc segna talvolta uno sviluppo privo di una causa identificabile, da accogliere come incoraggiamento e non con sospetto.

Questions to sit with

  • Che cosa è iniziato di recente che risulta ancora troppo fragile per essere difeso?
  • La betulla conquista il terreno che nessun altro albero accetta. Che cosa stai coltivando su un suolo ferito?
  • Qualcosa qui sta crescendo senza un'origine evidente. Stai cercando una causa di cui non hai alcun bisogno?

Domande frequenti

La betulla, dall'antico inglese beorc che dà origine all'inglese moderno birch. Nella lettura indica crescita e inizi, traendo il proprio carattere dalla pianta: una specie pioniera che colonizza suoli disboscati, bruciati o incolti prima di ogni altro albero.

La strofa definisce la betulla sterile e aggiunge che reca tanas butan tudder, germogli senza seme. La pianta produce amenti anziché frutti evidenti e pollona vigorosamente dal ceppo, rigenerandosi dopo il taglio senza bisogno di semina. Come simbolo evoca una crescita che sorge prima che le circostanze la giustifichino.

Perché dopo aver espresso il paradosso iniziale, il poeta dedica quattro enunciati distinti alla bellezza dell'albero: bella nei rami, alta nella chioma, nobilmente adorna, carica di foglie, vicina al cielo. È la medesima attenzione visiva presente in Is e Hægl, dove l'autore indugia sull'aspetto delle cose.

Ger rappresenta il raccolto e richiede l'intero ciclo: si semina, si attende e il campo produce a suo tempo. Beorc è la crescita che scaturisce comunque, dal nulla apparente, su un terreno spoglio o devastato. Mostra che qualcosa è vitale, non che è giunto a compimento.

Solo in modo indiretto attraverso la pianta, non attraverso la runa. Dai rami di betulla si ricavavano le scope tradizionali (besoms), termine assai più antico di qualsiasi associazione con la stregoneria. Inoltre la corteccia impermeabile serviva per contenitori e tetti in tutto il Nord Europa.