La mappa del corpo sottile
I testi tantrici descrivono una seconda anatomia sovrapposta a quella fisica: ruote lungo la colonna vertebrale, canali che le alimentano, venti che vi scorrono dentro, involucri che le contengono. Questa biblioteca dedica una pagina a ogni parte di quella mappa, con la tradizione da cui proviene e la pratica che ci lavora sopra.
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- voci mappate
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- strati di anatomia
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- tradizioni
La mappa del corpo sottile
Cinque strati di vocabolario, dai sette centri che quasi tutti incontrano per primi ai canali, ai venti, agli involucri e agli strati dell'aura che li circondano.
I centri energetici
12Sette chakra principali dalla base della colonna vertebrale alla sommità del capo, più cinque centri secondari che anche i testi più antichi nominano.
Le nadi
14I canali che trasportano il prana. Tre percorrono tutta la colonna, altri undici raggiungono occhi, orecchie, lingua e arti.
I vayu
10Il prana in movimento, ordinato per direzione: cinque venti principali e cinque secondari dietro il battito di ciglia, lo sbadiglio e la fame.
I kosha
5Cinque involucri, dal cibo alla beatitudine: la cornice con cui la Taittiriya Upanishad annida il corpo nella mente e la mente nello spirito.
Gli strati dell'aura
7Il modello teosofico e della guarigione moderna del campo attorno al corpo, con uno strato abbinato a ciascun chakra principale.
Esplora per tradizione
Nessuno ha inventato i chakra una volta per tutte. Gli elenchi cambiano di secolo in secolo e di scuola in scuola, e sono proprio le differenze la parte interessante.
Shaivismo e shaktismo tantrici
Il lignaggio da cui è nato il sistema dei sei centri. Il Kubjikamata e il Netra Tantra contano i centri a cinque, a sei e a nove prima che qualcosa si stabilizzi.
Hatha yoga
Manuali come l'Hatha Yoga Pradipika e la Shiva Samhita spostano i centri dalla visualizzazione alla pratica fisica: ritenzione del respiro, chiusure, sigilli.
Il testo dei sei chakra
Lo Shat-chakra-nirupana di Purnananda fissò petali, lettere, suoni seme e divinità nell'elenco che il mondo moderno ha ereditato, attraverso la traduzione di Arthur Avalon del 1919.
Kundalini yoga
Una pratica organizzata attorno al risveglio dell'energia arrotolata alla base della colonna, fatta salire attraverso ogni centro in successione, e attorno ai nodi che vi resistono.
I siddha Natha
Il lignaggio di Gorakhnath e la Siddha Siddhanta Paddhati, che mappa sedici adhara: punti di appoggio fisici dalle dita dei piedi al palato, usati per radicarsi anziché per salire.
Vajrayana buddhista
Cinque ruote invece di sette, con il proprio numero di petali, un canale centrale chiamato avadhuti e il cuore come sede della mente. Il fuoco interiore del tummo all'ombelico alimenta i Sei Yoga di Naropa.
Ayurveda e marma
La tradizione medica che condivide il vocabolario del prana e vi aggiunge 107 punti marma, giunzioni trattate con il tocco anziché con la meditazione.
Alchimia interiore taoista
Tre dantian e l'orbita microcosmica. Si sono sviluppati in modo indipendente dai chakra e vengono accostati a essi troppo in fretta.
La teoria dei meridiani
Dodici canali principali e otto vasi straordinari che trasportano il qi. L'analogo est-asiatico più vicino alle nadi, con una letteratura clinica alle spalle.
La sintesi teosofica
Il punto in cui le fonti sanscrite incontrarono l'occultismo occidentale. The Chakras di Leadbeater (1927) diede ai centri colori, ghiandole e un aspetto rotante.
Il modello occidentale dell'arcobaleno
Sette centri, sette colori dello spettro, sette temi psicologici. Popolare, utile e più recente di quanto quasi tutti immaginino.
Reiki e guarigione con le mani
Il sistema di Usui arrivò senza chakra e li acquisì in Occidente. Oggi quasi tutti i corsi di reiki insegnano i sette centri come standard.
Esplora per pratica
Quello che con questa mappa si fa davvero: respiro, suono, postura, attenzione, tocco.
Meditazione sui chakra
attenzioneTenere l'attenzione su un solo centro, con o senza la sua immagine, il suo colore e il suo suono seme. È la pratica più antica di questo elenco e resta la base di tutte le altre.
Pranayama
respiroLavoro sul respiro rivolto ai canali più che ai polmoni. La respirazione a narici alternate è la forma quotidiana della pratica su ida e pingala.
Canto dei mantra seme
suonoLAM, VAM, RAM, YAM, HAM. Una sillaba per centro, cantata ad alta voce o in silenzio, sentita come vibrazione nella regione che nomina.
Mudra e bandha
chiusureSigilli delle mani e chiusure interne che ridirigono pressione e attenzione. Mula bandha alla base, uddiyana all'ombelico, jalandhara alla gola.
Sequenze di asana
posturaPosizioni raggruppate per la regione che aprono: lavoro sulle anche per i centri bassi, inarcamenti per il cuore, inversioni per la testa.
Yoga nidra
rotazioneRotazione guidata della consapevolezza attraverso il corpo, spesso seguendo i centri in ordine. Sdraiati, senza sforzo, al confine del sonno.
Lavoro con colori e cristalli
modernoPietre e colori abbinati ai centri, posati sul corpo o tenuti in mano. Uno strato novecentesco sopra una mappa più antica, e una porta d'ingresso molto frequentata.
Suono e campane tibetane
suonoCampane, gong e diapason accordati sui centri. Gli schemi di accordatura sono invenzioni moderne; l'effetto di un suono prolungato sull'attenzione non lo è.
Guarigione energetica con le mani
toccoReiki, terapia della polarità e affini: mani appoggiate sul corpo o tenute poco sopra, centro per centro. Complementare alle cure mediche, mai un loro sostituto.
Scansione e lettura dell'aura
percezionePercepire il campo attorno a una persona con la mano o con lo sguardo, di solito strato per strato. È la pratica più soggettiva qui presente, e quella che più vale la pena verificare.
Una seconda anatomia
La parola chakra significa ruota. Nei testi sanscriti che per primi la usano in questo senso, attorno all'ottavo secolo, indica un punto del corpo su cui il praticante si concentra: non un organo, non un plesso nervoso, ma un luogo dove si posa l'attenzione e dove qualcosa accade. Nei quattrocento anni successivi quei punti furono contati, nominati, dotati di petali, lettere e sillabe, e disposti lungo la colonna vertebrale nella scala che quasi tutti oggi immaginano.
Quella scala non è mai stata l'unica versione. Il Kubjikamata Tantra lavora con cinque centri, il Netra Tantra con un insieme diverso, i tantra buddhisti con quattro. Alcuni sistemi collocano il centro più alto sul palato, altri interamente sopra la testa. I sette familiari, con i loro colori e le loro parole chiave psicologiche, provengono da una catena di trasmissione precisa: lo Shat-chakra-nirupana di Purnananda del 1577, tradotto da Arthur Avalon nel 1919 come The Serpent Power, letto dai teosofi e trasformato in arcobaleno dal movimento del potenziale umano negli anni Settanta.
Che cosa contiene questa biblioteca
Ciascuna delle cinque sezioni che seguono raccoglie un solo tipo di cose, e ogni voce ha la propria pagina.
I centri sono le ruote vere e proprie. Sette principali dalla base della colonna alla sommità del capo, e cinque secondari che compaiono nelle fonti più antiche senza mai diventare standard: bindu sulla nuca, hrit sotto il cuore, lalana sul palato molle, manas e soma nella regione della fronte.
Le nadi sono i canali in cui si muove il prana. La Shiva Samhita ne conta 350.000 e poi ne nomina quattordici che contano. Tre di quelle quattordici fanno quasi tutto il lavoro: sushumna lungo l'asse spinale, ida e pingala che le si avvolgono attorno.
I vayu sono il prana ordinato per direzione. Il prana entra, apana scende ed esce, samana si raccoglie all'ombelico, udana sale, vyana si diffonde ovunque. Cinque venti minori si occupano del battito di ciglia, dello sbadiglio, dello starnuto, della fame e di ciò che resta dopo la morte.
I kosha sono cinque involucri, dal corpo fatto di cibo all'involucro della beatitudine. La cornice viene dalla Taittiriya Upanishad e dà alle altre quattro sezioni un posto dove stare.
Gli strati dell'aura sono il materiale più recente qui presente, dalla teosofia e dalla pratica di guarigione novecentesca. Sono inclusi perché sono ciò che gran parte dell'insegnamento moderno sui chakra dà in realtà per scontato, e perché dire da dove viene un'idea è più utile che fingere sia sempre stata lì.
Come leggere le corrispondenze
Ogni centro di questo sito porta con sé una tabella: elemento, suono seme, numero di petali, colore, ghiandola associata. Alcune di quelle colonne sono antiche e stabili. Il numero dei petali e le lettere sanscrite risalgono ai testi medievali e variano appena. Altre sono recenti. Lo schema dei colori dell'arcobaleno è novecentesco, le associazioni con le ghiandole vengono da Leadbeater e dai suoi lettori, e la corrispondenza endocrina è un'analogia, non un'affermazione sulla fisiologia.
Su ogni pagina segnaliamo che cosa è che cosa. Una tradizione è più interessante quando se ne vedono le cuciture.
Una nota sulla salute
Il lavoro energetico affianca le cure mediche. Nulla in questa biblioteca diagnostica, cura o sostituisce un trattamento, e nessuna pratica qui descritta dovrebbe ritardare una visita medica per un sintomo. I centri sono una mappa per l'attenzione e la comprensione di sé. Usati così sono duraturi e vale la pena impararli. Usati come medicina, no.
Domande frequenti
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