Mann
un essere umano
Caro alla tua gente, e destinato a deluderla morendo
- Sound
- m /m/
- Posizione
- 20
- Group
- L'ætt di Tir
- Descended from
- Futhark Antico Mannaz (*mann-)
- Unicode
- U+16D7
- Tempistica
- Un'intera vita
- Sì / No
- Sì, attraverso le persone
Diritto
- una persona
- umanità
- parentela
- mortalità
- limite condiviso
- qualcuno di specifico
- comunità
- la scala umana
In the rune poems
Man byþ on myrgþe his magan leof: sceal þeah anra gehwylc oðrum swican, forðum drihten wyle dome sine þæt earme flæsc eorþan betæcan.
L'uomo nella gioia è caro ai suoi parenti; eppure ognuno deve deludere l'altro, poiché per suo decreto il Signore vuole affidare quella misera carne alla terra.
Across the scripts
Mannaz
L'antenato, formato da due aste verticali con i tratti di congiunzione incrociati, che condivide tale struttura con Ehwaz al suo fianco.
Maðr
Entrambi i poemi norreni usano l'espressione moldar auki, un accrescimento della polvere. L'islandese aggiunge che l'uomo è la gioia dell'uomo e l'ornamento delle navi.
Mann
Futhorc anglosassone
L'Inghilterra mantenne la forma a doppia asta del Futhark Antico. In antico inglese man indica un essere umano di entrambi i sessi; il restringimento al maschio adulto è posteriore.
La svolta
La strofa si apre con calore e subito muta direzione.
Man byþ on myrgþe his magan leof: l'uomo nella gioia è caro ai suoi parenti. Questa è tutta la lieta notizia e dura un solo verso.
Poi: sceal þeah anra gehwylc oðrum swican. Eppure ognuno deve swican l'altro.
Swican è il verbo che significa fallire, abbandonare, cedere, tradire. Non ha nulla di rassicurante, ed è lo stesso termine usato nella strofa di Tir per lodare una stella che næfre swiceþ, non fallisce mai. Gli esseri umani falliscono l'uno all'altro; la stella no. Il poeta mette a confronto le due rune a distanza di tre posizioni.
E poi giunge la motivazione, che non è morale: forðum drihten wyle dome sine þæt earme flæsc eorþan betæcan, poiché per suo decreto il Signore vuole affidare quella misera carne alla terra.
Tutti deludono tutti perché tutti muoiono. Questa è l'intera argomentazione.
Man significa persona
In antico inglese man indica un essere umano di qualsiasi sesso. I termini specifici per genere erano wer per il maschio adulto e wif per la femmina adulta.
Wer sopravvive nell'inglese moderno in un unico vocabolo: werewolf, uomo lupo (licantropo). Wif è diventato wife, restringendosi da donna a moglie. E man ha occupato il significato maschile lasciato libero da wer, uno sviluppo relativamente tardo nella storia della lingua.
Questa è dunque la runa dell'umano, non del maschio. I testi moderni sulle rune che la abbinano a Beorc come opposizione maschile-femminile importano una distinzione che il termine antico inglese non possiede, basandosi sul significato dell'inglese moderno anziché su quello della poesia.
I parenti
His magan leof: caro ai suoi magas, i suoi parenti. La strofa definisce la persona in rapporto a una rete di legami anziché come individuo isolato, esattamente come la versione islandese che chiama l'uomo la gioia dell'uomo.
Questo aspetto merita di essere confrontato con la lettura moderna di questa runa come il sé. Nell'Inghilterra anglosassone la parentela era una struttura giuridica. I tuoi mægþ erano tenuti a sostenere la tua causa in giudizio, a esigere vendetta o risarcimento se venivi ucciso e a contribuire al wergild (letteralmente prezzo dell'uomo) se uccidevi qualcun altro. Le leggi fissavano tale riscatto in base al rango, ed esso veniva versato tra famiglie.
Chi non aveva parenti non aveva nessuno che patrocinasse la sua causa, nessuno tenuto a proteggerlo e nessun prezzo sulla propria morte. È la condizione dell'esule nella strofa di Gyfu.
Mann rappresenta dunque il sé, ma il sé come nodo relazionale. Quando compare in merito a questioni di identità, la domanda più pertinente non è chi sia il consultante, ma tra chi si trovi.
Nella lettura
Mann ammette due interpretazioni principali, e la domanda orienta generalmente la risposta.
Come persona specifica, è la runa più letterale della serie, e nelle stese indica spesso semplicemente: la faccenda riguarda qualcuno. Quale persona sia risulta di norma chiaro dal contesto.
Come umanità, è la runa della condizione condivisa: il limite ordinario, la comune mortalità, il riconoscimento che il proprio problema non è speciale. Risponde con precisione a quesiti in cui il consultante si è considerato un'eccezione, indicando perlopiù che non lo è.
La mortalità è presente, gradita o meno. Mann non è un presagio di morte, bensì una runa dotata di un orizzonte preciso, e davanti a domande su quanto a lungo qualcosa possa essere rimandato, quell'orizzonte è spesso la risposta.
Il contributo peculiare della strofa risiede nel verbo swican. Ognuno finisce per deludere gli altri, non per malvagità ma per la propria temporaneità. Nelle letture riguardanti le delusioni verso il prossimo, questa constatazione è a volte il conforto più saggio.
Questions to sit with
- Di chi si tratta realmente in questa situazione?
- In che cosa ti sei considerato un'eccezione a una regola che vale per tutti?
- Qualcuno ti ha deluso. Quanto è dipeso da quella persona e quanto dal suo semplice essere umano?
Domande frequenti
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