Le quattordici nadi
Una nadi è un canale che trasporta il prana. I testi tradizionali ne contano a centinaia di migliaia per poi nominarne quattordici degne di nota, di cui tre compiono quasi tutto il lavoro. Le altre raggiungono occhi, orecchie, lingua, bocca e parte inferiore del corpo, e gli elenchi che le tramandano non concordano del tutto.
- 14
- canali nominati
- 3
- svolgono il vero lavoro
- 72,000
- nel conteggio consueto
I canali
Le tre nadi principali e le undici aggiunte dagli elenchi classici.
I tre canali principali
Ogni altro elemento del sistema viene descritto in rapporto a questi tre.
Sushumna
Il canale centrale, che corre lungo l'asse della colonna vertebrale dalla base fino all'apertura sulla sommità del capo. Di norma è chiuso, e aprirlo costituisce lo scopo di gran parte delle pratiche dello hatha yoga.
Ida
Il canale sinistro, fresco e lunare, che termina alla narice sinistra. È stato associato alla sfera parasimpatica molto prima che questo termine venisse coniato.
Pingala
Il canale destro, caldo e solare, che termina alla narice destra. È attivo durante lo sforzo fisico, la digestione e le attività diurne.
Gli altri undici
Canali nominati nella Shiva Samhita e nei testi affini, con variazioni tra le fonti.
Gandhari
Scorre accanto a ida e termina all'occhio sinistro. Prende il nome dalla regina del Mahabharata che scelse di bendarsi gli occhi.
Hastijihva
La lingua di elefante: scorre accanto al canale centrale e termina all'occhio destro nella maggior parte degli elenchi, o all'alluce sinistro secondo altre fonti.
Pusha
Il nutritore. Termina all'orecchio destro negli elenchi più comuni, oppure all'occhio destro in diversi altri testi.
Payasvini
Prende il nome dal latte; scorre vicino a pusha sul lato destro e termina in corrispondenza o dietro l'orecchio destro.
Yashasvini
La gloriosa: termina all'orecchio sinistro nella maggior parte delle fonti, mentre secondo la formulazione della Shiva Samhita giunge all'alluce sinistro.
Shankhini
Il canale a forma di conchiglia: discende lungo il lato sinistro e termina all'ano. Alcune fonti lo collocano invece all'orecchio sinistro.
Alambusha
Termina alla bocca. Nelle fonti che la descrivono come un canale discendente termina invece all'ano, rappresentando la divergenza più netta dell'intero elenco.
Kuhu
Prende il nome dalla luna nuova; discende lungo la parte anteriore del canale centrale e termina ai genitali.
Saraswati
Scorre parallelamente a sushumna e termina alla lingua. È associata alla parola e all'eloquio, facoltà governate dall'omonima dea.
Varuni
Prende il nome da Varuna, la divinità delle acque. Si dirama nel basso addome ed è legata ai processi di escrezione ed eliminazione.
Vishvodhara
Il canale che tutto sostiene: distribuito intorno all'ombelico, è associato all'assimilazione e alla distribuzione di ciò che il corpo riceve.
Che cos'è una nadi
Il termine nadi deriva da una radice sanscrita che significa scorrere, ed è usato per indicare fiumi, canali e pulsazioni, oltre a questi condotti sottili. Nella letteratura sul corpo sottile, una nadi trasporta il prana nello stesso modo in cui un vaso sanguigno trasporta il sangue, e i chakra si collocano nei punti in cui i canali principali si incrociano.
I conteggi sono ampi e variabili. La Shiva Samhita ne enumera 350.000. Il Goraksha Shataka e molti insegnamenti successivi ne registrano 72.000. Entrambe le tradizioni si concentrano poi su quattordici canali degni di nota e, tra questi quattordici, tre sostengono l'intera prassi operativa.
I tre canali fondamentali
Sushumna risale lungo l'asse spinale, dalla base della colonna vertebrale fino all'apertura sulla sommità del capo. Viene descritta come normalmente chiusa. Quasi ogni elemento dell'hatha yoga, le posture, i blocchi energetici e le ritenzioni del respiro, ha come obiettivo la sua apertura.
Ida e pingala le si avvolgono attorno, incrociandosi a ogni centro e terminando rispettivamente alla narice sinistra e a quella destra. Ida è lunare, rinfrescante e ricettiva. Pingala è solare, riscaldante e attiva. La loro alternanza non è una semplice metafora: nella maggior parte delle persone il flusso respiratorio si sposta effettivamente da una narice all'altra nel corso della giornata, e la tradizione ha elaborato una disciplina del respiro su questa osservazione molto prima che la fisiologia le desse un nome.
Quando le due correnti sono in equilibrio, si dice che sushumna si apra. Questa è la logica essenziale alla base del nadi shodhana, la respirazione a narici alternate, il pranayama più diffusamente insegnato.
Perché gli altri undici canali divergono
Le restanti undici nadi sono elencate nella Shiva Samhita, nella Gheranda Samhita e nei rispettivi commentari, ma i testi non coincidono. Alambusha termina alla bocca in una fonte e all'ano in un'altra. Yashasvini raggiunge l'orecchio sinistro in certi manoscritti e l'alluce sinistro in altri. Pusha e payasvini si scambiano la collocazione dell'orecchio destro a seconda del testo preso in esame.
In questa sede riportiamo il punto terminale più comunemente attestato per ciascuna, segnalando la variante principale nella relativa pagina. La discordanza non rappresenta un difetto dei testi, quanto una testimonianza della loro funzione: si tratta di appunti pratici raccolti da lignaggi differenti, messi per iscritto senza l'intento di omologarli a posteriori.
Un unico elenco, due logiche
Rileggendo le undici nadi secondarie emerge uno schema preciso. Un primo gruppo è organizzato in base agli organi di senso: gandhari e hastijihva dirette agli occhi, pusha e payasvini all'orecchio destro, shankhini o yashasvini a quello sinistro, saraswati alla lingua. Un secondo gruppo è ordinato in base alle funzioni corporee sotto l'ombelico: kuhu verso i genitali, varuni attraverso i fluidi, vishvodhara intorno all'area ombelicale, e alambusha situata tra la bocca e l'estremità opposta del medesimo canale digerente.
Le classificazioni basate sugli organi di senso risultano più ordinate, elemento che denota solitamente una redazione più tarda. A prescindere dal criterio seguito dal testo, il compito di queste undici nadi rimane invariato: condurre il prana dalla colonna centrale verso i punti in cui il corpo entra in contatto con il mondo esterno.
I tre nodi
L'apertura di sushumna non segue in modo automatico l'equilibrio dei due canali laterali. I testi tradizionali collocano lungo il suo tragitto tre granthi, o nodi: brahma granthi alla base, vishnu granthi al cuore, rudra granthi alla fronte. Ciascuno è descritto come un punto in cui la pratica rischia di arrestarsi, e ciascuno trova una lettura psicologica legata a una specifica forma di attaccamento: alla sicurezza materiale, alla propria efficacia personale e, infine, all'intuizione spirituale stessa.
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