ᚦ

Þurs

un gigante, uno dei jötnar

Un potere ostile che sta fuori dall’insediamento e non negozia

Sound
þ /θ/, /ð/
Posizione
3
Group
Ætt di Freyr
Descended from
Elder Futhark Thurisaz (*þurisaz)
Unicode
U+16A6
Tempistica
Improvviso e sgradito
Sì / No
No

Diritto

  • ostilità
  • forza ostile
  • caos
  • afflizione
  • malattia
  • forza bruta
  • ciò che è fuori dal recinto
  • coercizione

In the rune poems

Þurs vældr kvinna kvillu; kátr værðr fár af illu.

Il gigante causa angoscia alle donne; pochi sono rallegrati dalla sventura.

Poema runico norvegese · Þurs
Þurs er kvenna kvöl ok kletta búi ok varðrúnar verr. Saturnus þengill.

Il gigante è il tormento delle donne, l’abitatore delle scogliere e lo sposo della gigantessa Varðrún. Saturno; principe.

Poema runico islandese · Þurs

Across the scripts

ᚦ

Thurisaz

Elder Futhark

L’antenato. Ricostruita come *þurisaz, un gigante, e l’unica runa su cui tutte e tre le tradizioni poetiche concordano nell’attestarne la pericolosità.

ᚦ

Þurs

Futhark Recente

Invariata nella forma e nel nome, e se possibile ancora più ostile: questa è la sequenza in cui la runa acquisisce un uso magico documentato.

ᚦ

Þorn

Futhorc anglosassone

L’Inghilterra sostituì il mostro con una pianta, e questa è la forma che entrò nell’alfabeto latino come lettera thorn.

Cosa fosse un þurs

I þursar e i jötnar sono le forze contrapposte agli dèi nella cosmologia norrena, e non sono semplicemente esseri di grande statura. Appartengono all’esterno: a Útgarðr, lo spazio al di là del recinto protetto, contrapposto a Miðgarðr, il centro delimitato. Questa distinzione spaziale è il principio cardine dell’intera cosmologia norrena.

Ciò conferisce alla runa una fisionomia precisa. Un þurs non è malvagio in senso morale: è ciò che sta là fuori, è più forte di te e non ha alcun dovere nei tuoi confronti. Ogni legame sociale norreno (parentela, giuramento, risarcimento, ospitalità) ha valore solo dentro il recinto e non ha presa oltre di esso.

Entrambi i poemi conservano questa ostilità. Quello norvegese afferma che il gigante causa kvinna kvillu, malattia o angoscia nelle donne. Quello islandese ribadisce kvenna kvöl, tormento delle donne, aggiungendo poi abitante delle scogliere e sposo di una gigantessa.

Angoscia per le donne

Entrambi i poemi condividono questo accostamento, ed è utile chiarire cosa probabilmente significasse.

L’interpretazione più plausibile rimanda ai pericoli e alle malattie del parto e della gravidanza, che in quell’epoca mietevano moltissime vittime senza che vi fosse alcuna spiegazione razionale. Attribuire tutto ciò a una forza esterna ostile è la risposta naturale di una cultura priva di nozioni batteriologiche di fronte a una causa invisibile.

Esiste un filone correlato e ampiamente documentato nel materiale scandinavo e anglosassone posteriore in cui la malattia in genere è vista come un’aggressione dall’esterno (il colpo degli elfi, l’intrusione di un essere ostile), e dove la guarigione consiste nell’espellere o deviare l’aggressore anziché curare direttamente il corpo. I due poemi runici sono una sintesi poetica di tale concezione.

Il lettore moderno dovrebbe interpretarlo come una credenza storica sulle malattie, e non come un giudizio sulle donne.

L’unica runa con un uso magico documentato

È questo l’elemento che distingue realmente Þurs dal suo antenato dell’Elder Futhark, costituendo un’eccezione nell’intero corpus.

La strofa 36 dello Skírnismál, nell’Edda poetica, mostra Skírnir che minaccia Gerðr per costringerla a sposare Freyr. Le annuncia di incidere per lei þurs e altri tre rami: lascivia, frenesia e brama insopportabile, aggiungendo di poterli cancellare con la stessa facilità con cui li ha tracciati. Si tratta di una runa citata per nome e adoperata come maledizione in un testo, con un effetto esplicitamente dichiarato.

Il Buslubæn, un carme di maledizione nella tarda Bósa saga, si conclude con una sequenza di rune che il lettore è sfidato a decifrare, appartenente alla medesima tradizione di maleficio runico.

Entrambi i testi sono letterari e tardi (dal XIII secolo in poi), quindi non costituiscono prove dirette delle pratiche dell’epoca vichinga. Dimostrano tuttavia che gli islandesi medievali credevano che una specifica runa potesse essere incisa per infliggere un danno mirato, e che la runa prescelta fosse proprio questa.

Si tratta di una testimonianza storica circoscritta ma solida, ben superiore a quanto esista per qualsiasi altra lettera della sequenza.

Nella lettura

Þurs si manifesta in una stesa come una forza ostile con cui non si può scendere a patti.

Mentre Thurisaz dell’Elder Futhark può essere intesa come una spina difensiva (la lettura anglosassone), la tradizione norrena non offre alcuna attenuazione. Entrambi i poemi descrivono qualcosa che tormenta. Letta all’interno delle sedici rune, è il segno di ciò che avanza da oltre il recinto: una malattia, un avversario aggressivo o circostanze guidate da un agente ostile.

L’uso nello Skírnismál introduce un secondo e scomodo significato: la coercizione. La runa compare nella tradizione come strumento per forzare il consenso altrui. In una lettura esprime una pressione subita o esercitata dal consultante, aspetto cruciale da evidenziare nelle domande sulle relazioni.

Non viene offerto alcun significato capovolto. Il capovolgimento è una convenzione moderna incentrata sull’Elder Futhark, priva di fondamento nelle fonti storiche del Futhark Recente.

Come lettera

Þurs copre entrambe le fricative interdentali: il suono th sordo di thin e quello sonoro di this. Il norreno antico le distingueva foneticamente; la scrittura runica no.

La vita di questa lettera è durata più a lungo dell’alfabeto runico stesso. Gli amanuensi anglosassoni e scandinavi che usavano l’alfabeto latino la conservarono come þ, e l’islandese la impiega tuttora. L’islandese è l’unica lingua vivente che ne mantiene l’uso.

Questions to sit with

  • Quale pressione esterna si sta riversando su di te senza che i tuoi soliti accordi possano contenerla?
  • Qualcuno in questa situazione viene forzato ad acconsentire contro la propria volontà?
  • Il gigante dimora oltre il recinto: dove hai alzato una barriera, e che cosa stai davvero tenendo fuori?

Domande frequenti

Un gigante, uno dei þursar o jötnar, le forze schierate contro gli dèi nel mito norreno. Appartengono a Útgarðr, lo spazio esterno alla palizzata protetta, opposto a Miðgarðr, il centro custodito. La runa indica perciò una potenza ostile più forte di te che non ha obblighi verso di te.

Nei testi letterari sì, ed è l’unica runa della sequenza con un uso magico attestato per nome. Nello Skírnismál, Skírnir minaccia Gerðr incidendo per lei þurs insieme a tre rami di lascivia, frenesia e brama insopportabile. Il Buslubæn nella saga di Bósa riflette la stessa consuetudine. Poiché entrambi i testi risalgono al XIII secolo o a periodi successivi, documentano le credenze medievali islandesi.

La spiegazione più probabile riguarda le gravi complicazioni legate a gravidanza e parto, che mietevano molte vittime ed erano prive di comprensione medica. Imputare questi mali a un’entità ostile invisibile era comune prima della teoria dei germi. Una credenza affine trattava la malattia come un attacco magico esterno, da curare cacciando l’aggressore.

È la stessa lettera, ma con nome e sfumatura differenti. In Inghilterra fu rinominata ðorn (spina), consentendo una lettura protettiva come una siepe spinosa. I poemi scandinavi non offrono tale attenuazione e descrivono entrambi una forza che reca danno.

Non su questo sito. L’inversione è una pratica moderna sviluppata per l’Elder Futhark, non supportata dalle testimonianze storiche delle sedici rune del Futhark Recente. Introdurne una sarebbe un’invenzione priva di base storica.