ᚦ

Þorn

una spina

Una difesa che ferisce chiunque tenti di afferrarla

Sound
þ /θ/, /ð/
Posizione
3
Group
Ætt di Freyr
Descended from
Futhark antico Thurisaz (*þurisaz, un gigante)
Unicode
U+16A6
Tempistica
Al contatto
Sì / No
Sì, e farà scorrere il sangue

Diritto

  • una spina
  • difesa
  • ostacolo appuntito
  • danno al contatto
  • siepe difensiva
  • durezza necessaria
  • conflitto
  • ciò che non va afferrato

In the rune poems

Ðorn byþ ðearle scearp; ðegna gehwylcum anfeng ys yfyl, ungemetum reþe manna gehwelcum, ðe him mid resteð.

La spina è straordinariamente acuta. Per ogni nobile guerriero, afferrarla è funesto; è smisuratamente crudele per qualsiasi uomo che vi riposi in mezzo.

Poema runico in antico inglese · Ðorn

Across the scripts

ᚦ

Thurisaz

Futhark antico

L'antenata, ricostruita come *þurisaz, un gigante. È l'unica runa che tutte e tre le tradizioni poetiche concordano nel ritenere pericolosa.

ᚦ

Þurs

Futhark recente

La Scandinavia mantenne la figura del mostro, ed è l'unica runa della sequenza norrena con un attestato impiego nominale in una maledizione, nello Skírnismál.

ᚦ

Þorn

Futhorc anglosassone

L'Inghilterra sostituì il gigante con una pianta, consentendo una lettura difensiva che la tradizione norrena non contempla mai.

Un gigante diventa una pianta

Qualsiasi altra tradizione definisce questa runa un gigante. L'antico inglese la chiama invece una spina.

Entrambi i poemi norreni conservano þurs, uno dei jötnar, ed entrambi ne parlano con ostilità: tormento delle donne, abitante delle rupi, sposo di una gigantessa. Il nome proto-germanico ricostruito è þurisaz, un gigante, e su questo non sussistono dubbi concreti.

In antico inglese ðorn è la spina di un arbusto. Se si tratti di un'autentica tradizione parallela o di un'attenuazione di epoca cristiana, che ha ridotto un mostro pagano a un elemento di siepe, rimane una questione dibattuta e irrisolta. Il poema non suona affatto attenuato nei toni: afferrarla è yfyl, una sventura, ed essa è ungemetum reþe, smisuratamente crudele; eppure, l'oggetto descritto ha cessato di essere una creatura personificata.

Ciò che questo scambio offre è una chiave di lettura che la tradizione norrena non può fornire. Un gigante ti attacca. Una spina ferisce soltanto chi tenta di afferrarla. È questa la differenza tra una minaccia attiva e una difesa, ed è il motivo per cui la pratica runica moderna, ispirata al poema inglese, considera questo segno come protettivo, mentre la Scandinavia lo riteneva puramente ostile.

Riposare tra le spine

La terza frase della strofa passa facilmente inosservata, eppure costituisce l'elemento più specifico dell'intero componimento.

Ungemetum reþe manna gehwelcum, ðe him mid resteð: smisuratamente crudele per qualsiasi uomo che riposi in mezzo a loro.

Le prime due frasi riguardano l'afferrare una spina, un singolo gesto deliberato. La terza parla invece del coricarsi in un roveto, una situazione del tutto differente: non un unico contatto doloroso, bensì un danno continuo, inevitabile e costante da ogni direzione, protratto perché ci si è preparati il letto proprio lì.

Per una stesa divinatoria, questa immagine risulta assai più utile di una singola puntura, ed è la parte della strofa che la maggior parte dei manuali di rune tralascia. Þorn non è soltanto ciò che taglia quando lo si stringe: è anche il luogo in cui si è scelto di dormire.

La lettera che sopravvisse all'alfabeto

Il latino non possedeva lettere per i suoni presenti in thin e this. Quando l'antico inglese iniziò a essere scritto con l'alfabeto latino, gli scribi risolsero il problema conservando questa runa.

La Þ rimase nella scrittura inglese per circa seicento anni, affiancata dalla correlata eth (ð), che è una d modificata anziché una runa. Entrambe ricorrono in tutta la produzione manoscritta. L'islandese le impiega entrambe ancora oggi, ed è l'unica lingua viva a farlo.

La sua scomparsa fu dovuta alla tipografia piuttosto che all'evoluzione della lingua. La stampa giunse in Inghilterra con caratteri fusi sul continente, dove la thorn non esisteva. I tipografi la sostituirono con la forma più vicina disponibile, che in alcune grafie gotiche era la y.

Tale sostituzione è all'origine dell'espressione Ye Olde. La y sulle insegne finto-antiche è una thorn tipografica: la parola è sempre stata the e non è mai stata pronunciata ye. È uno dei rari casi in cui un'innovazione tecnologica ha mutato per sempre l'aspetto visivo di una lingua, per poi essere fraintesa come una scelta di stile.

Nella lettura

Þorn rappresenta una forza dotata di una punta acuminata, interpretata attraverso la tradizione inglese come protettiva anziché ostile.

In posizione diritta segnala un confine efficace: una difesa attiva, un ostacolo che impedisce a qualcosa di entrare, un confronto risolutivo che sblocca ciò che nessun altro mezzo avrebbe risolto. La spina protegge la siepe dalle intrusioni.

Il prezzo da pagare è insito nella strofa e non scompare. Þorn è la runa della discussione che era giusto affrontare, ma le cui conseguenze si continueranno a pagare. Chi la interpreta come una carta puramente favorevole tende a rimanere sorpreso.

La clausola del riposo introduce inoltre un secondo significato a cui prestare molta attenzione: una situazione in cui il consultante si è accomodato e che gli infligge continui piccoli danni di cui ha smesso di accorgersi.

Chi legge le rune basandosi sulla tradizione norrena non vi troverà alcun valore difensivo. Entrambe le tradizioni sono legittime, ma non descrivono la stessa runa.

Questions to sit with

  • L'elemento appuntito in questa situazione è rivolto contro una minaccia o contro di te?
  • Hai preparato il tuo letto in un luogo che ti ferisce un poco ogni giorno?
  • Che cosa stai proteggendo rimanendo al riparo all'interno della siepe?

Domande frequenti

Una spina. In antico inglese ðorn indica la spina di un arbusto, e la strofa la definisce straordinariamente acuta, dolorosa da afferrare e smisuratamente crudele per chiunque vi riposi in mezzo. Ciò consente una lettura difensiva: una spina ferisce soltanto chi tenta di afferrarla.

Non è noto con certezza. Il nome proto-germanico ricostruito è *þurisaz, un gigante, ed entrambi i poemi norreni conservano la figura del mostro. Rimane irrisolto se l'antico inglese custodisca una tradizione parallela o un'attenuazione di epoca cristiana. Tale sostituzione introduce la differenza sostanziale tra una minaccia e una difesa, motivo per cui la pratica moderna la considera protettiva.

È la terza frase della strofa, spesso omessa dai manuali. Afferrare una spina è un singolo atto deliberato; coricarsi in un roveto comporta un danno continuo e inevitabile da ogni direzione, subito perché si è scelto di dormire lì. Nella lettura indica una situazione in cui ci si è accomodati e che provoca piccoli danni costanti di cui non ci si accorge più.

Sì. Il latino non disponeva di una lettera per i suoni «th», quindi gli scribi dell'antico inglese mantennero questa runa come þ, rimasta in uso per circa seicento anni. Con l'avvento della stampa e l'uso di caratteri continentali privi di thorn, i tipografi la sostituirono con la lettera «y», la forma più simile nelle grafie gotiche. La parola è sempre stata «the» e non è mai stata pronunciata «ye».

No. Þ è questa runa. Ð, o eth, è una lettera «d» latina modificata. L'antico inglese utilizzava entrambe, spesso in modo intercambiabile, per i medesimi due suoni. L'islandese le impiega entrambe ancora oggi ed è l'unica lingua vivente a farlo.