ᚬ

Áss / Óss

un dio degli Asi; la foce di un fiume

Autorità o il punto di partenza di un viaggio

Sound
ą /ɑ̃/, /o/
Posizione
4
Group
Ætt di Freyr
Descended from
Futhark Antico Ansuz (*ansuz, un dio)
Short-twig form
ᚭ
Unicode
U+16AC
Tempistica
Alla foce; l'inizio di una traversata
Sì / No
Sì, sotto l'autorità altrui

Diritto

  • un dio
  • autorità
  • Odino
  • ispirazione
  • un estuario
  • una soglia
  • consiglio
  • l'inizio di un viaggio

In the rune poems

Óss er flæstra færða fǫr; en skalpr er sværða.

La foce del fiume è la via della maggior parte dei viaggi; ma il fodero è delle spade.

Poema Runico Norvegese · Óss
Óss er algingautr ok ásgarðs jöfurr, ok valhallar vísi. Jupiter oddviti.

Odino è il vecchio Gautr, principe di Ásgarðr e signore del Valhalla. Giove; principe.

Poema Runico Islandese · Óss

Across the scripts

ᚨ

Ansuz

Futhark Antico

L'antenato, ricostruito come *ansuz, un dio degli Asi, portatore del suono semplice della a.

ᚬ

Áss / Óss

Futhark Recente

Il segno perse il tratto inferiore e il suono divenne nasale. L'Islanda mantenne il dio; la Norvegia adottò l'omofono per la foce del fiume.

ᚩ

Os

Futhorc Anglosassone

L'Inghilterra mutò il suono in o e glossò il nome con il latino os (bocca). Questo mutamento rende la sequenza inglese un futhorc anziché un futhark.

La vocale nasale

Il ruolo di questa runa nel Futhark Recente è singolare e chiarisce l'evoluzione della sua forma.

Il norreno antico possedeva vocali nasalizzate, residuo di consonanti nasali cadute: quando una n scompariva davanti a un'altra consonante, la vocale precedente ne assumeva la nasalità. Il Primo Trattato Grammaticale, redatto in Islanda nel XII secolo da un autore anonimo per adattare l'alfabeto latino all'islandese, descrive espressamente queste vocali nasali e propone di segnalarle con un punto. Tale opera rappresenta uno dei primi testi di fonologia in una lingua volgare europea.

La soluzione runica comparve prima. Quando la serie fu ridotta a sedici segni, l'antica runa a fu riservata alla vocale nasale, mentre Jera fu ridisegnata come ᛅ ár per accogliere la /a/ semplice. In questo modo il segno coprì il suono nasale e successivamente anche la /o/ arrotondata, mentre il suo valore fonetico originario passò a una lettera interamente diversa.

L'Islanda nomina il dio

La strofa islandese costituisce la testimonianza più sorprendente dell'intero corpus dei poemi runici.

Fu messa per iscritto in un paese cristiano, in manoscritti risalenti alla fine del XV secolo in poi, circa quattrocentocinquanta anni dopo la conversione dell'Islanda. E nomina Odino senza alcuna esitazione: algingautr, il vecchio Gautr (uno dei suoi appellativi), principe di Ásgarðr e signore del Valhalla.

Il confronto con le altre tradizioni è significativo. Il poema in antico inglese trasforma il nome nel latino os (bocca) e compone versi innocui sulla parola. Il poema norvegese ricorre all'omofono per l'estuario. Entrambi evitano la divinità pagana; l'Islanda la dichiara apertamente.

Questo dato ha un grande valore documentario. Rappresenta la prova più solida che il nome originario della runa designava effettivamente una divinità, provenendo dall'unica testimonianza priva di qualsiasi motivo per inventarla.

La glossa latina compie poi una comparazione audace, accostando Odino a Giove anziché a Mercurio. Se gli autori romani, tra cui Tacito, avevano identificato il dio supremo germanico con Mercurio, il poeta islandese sceglie invece il sovrano degli dei.

La Norvegia sceglie l'estuario

Il norvegese óss indica la foce di un fiume, e la strofa si fonda su un'osservazione pratica: la foce è la via della maggior parte dei viaggi.

Per una comunità i cui insediamenti sorgevano in fondo ai fiordi e le cui strade erano le vie d'acqua, questa affermazione era una verità quotidiana. La foce è il punto in cui un viaggio inizia e si conclude, dove le navi possono attraccare e dove si sviluppano i mercati. Il toponimo di Oslo conserva questo elemento, così come il norreno antico óss in numerosi nomi di luogo.

Il secondo verso, secondo cui il fodero appartiene alle spade, risponde alla metrica del poema (fǫr in rima con sværða), benché vari lettori abbiano cercato di collegare il fodero e l'estuario come due cavità destinate a contenere qualcosa.

Così la medesima runa rappresenta in due paesi vicini un dio e un elemento geografico. La Norvegia non intendeva allontanarsi dalla religione, ma privilegiare l'utilità pratica: una foce è un punto concreto che un allievo può indicare con precisione.

Nella lettura

Entrambe le interpretazioni convergono su un principio pratico: un'autorità esterna che esercita il proprio peso sulla direzione da intraprendere.

Nella prospettiva islandese, si tratta di un consiglio, di un'ispirazione o di una direttiva sostenuta da autorevolezza e legittimità. Odino è il dio della poesia, delle rune stesse e della conoscenza ottenuta mediante il sacrificio: rimane appeso nove notti all'albero e cede un occhio alla fonte sacra. Áss interpretata come Odino non promette una saggezza indulgente, ma un sapere che comporta un costo.

Nella prospettiva norvegese, rappresenta una soglia: il punto in cui inizia una traversata, il momento in cui ci si affida a una rotta e la corrente prende il controllo.

In una stesura la runa indica solitamente un'autorità esterna: una persona la cui parola ha peso, un'istituzione o una scelta presa a un livello superiore. L'approccio norvegese definisce il contesto quando la questione riguarda il momento opportuno anziché il potere: questa è la foce, e il viaggio comincia qui.

Come lettera

La forma a rami lunghi è ᚬ; la variante a ramoscelli corti ᚭ riduce il tratto laterale a una semplice appendice.

Nel corso del tempo il valore della runa scivolò dalla vocale nasale verso la /o/ semplice, funzionando nel periodo medievale essenzialmente come una runa o. Le riforme delle rune puntate nell'XI e XII secolo fornirono infine alla Scandinavia una serie vocalica più precisa, rendendo esplicita questa distinzione.

Questions to sit with

  • Quale autorità esterna sta realmente determinando questa situazione?
  • Ti trovi alla foce e non in mare aperto: a quale rotta stai per affidarti?
  • Odino paga per ciò che apprende: quale prezzo richiederebbe questa conoscenza a te?

Domande frequenti

In Islanda designa un dio, nello specifico Odino: il vecchio Gautr, principe di Ásgarðr e signore del Valhalla. In Norvegia la stessa runa si leggeva óss, la foce di un fiume, descritta come l'inizio della maggior parte dei viaggi. Entrambi i significati sono attestati storicamente; ciascun paese ha ancorato il nome a una tradizione differente.

Nessuno lo sa con certezza, ma il fatto è notevole: i manoscritti risalgono alla fine del XV secolo, circa quattrocentocinquanta anni dopo la conversione dell'Islanda. Mentre il poema anglosassone ha trasformato il nome in bocca e quello norvegese in estuario, la franchezza islandese è la prova più forte che il nome originario indicava proprio una divinità.

Il norreno antico possedeva vocali nasalizzate derivate dalla caduta di antiche consonanti nasali. Con la riduzione della serie a sedici segni, la vecchia runa a fu riservata alla vocale nasale e Jera fu trasformata in ᛅ ár per la /a/ semplice. Il Primo Trattato Grammaticale del XII secolo descrive espressamente queste vocali nasali.

Perché il poeta islandese accosta Odino al sovrano degli dei romani. Si tratta di una scelta degna di nota, poiché autori classici come Tacito avevano assimilato la divinità principale germanica a Mercurio. Le glosse del poema applicano questo criterio comparativo in tutto il testo, associando ad esempio Þurs a Saturno e Týr a Marte.

Si tratta della stessa runa sotto due denominazioni tradizionali. Áss significa un dio degli Asi nella tradizione islandese; óss significa foce fluviale in quella norvegese. La pronuncia era abbastanza simile da fungere da omofoni mnemonici nell'insegnamento dell'alfabeto runico.