●
Il quarto dei sette centri

Chakra del cuore

Anāhata · अनाहत

Anahata significa non percosso. Ogni suono nel mondo nasce da due cose che si toccano; la tradizione ne afferma uno che non deriva da alcun contatto e lo colloca al centro del petto, a metà della serie, dove i tre centri inferiori incontrano i tre superiori.

amore dolore respiro connessione compassione
Posizione
Centro del petto, allo sterno
Elemento
Aria (vayu)
Suono seme
YAM
Petali
Dodici, recanti da kaṃ a ṭhaṃ
Colore, moderno
Verde
Colore dei petali nei testi
Vermiglio
Regione dell'elemento
Un esagramma color fumo, aria
Senso
Tatto
Vayu
Prana
Strato dell'aura
Il corpo astrale
Nodo
Vishnu granthi si trova subito sotto
Ghiandola, associazione moderna
Timo

Il suono seme

YAM

Aperto e disteso, attraversato da più respiro rispetto ai suoni sottostanti. Recitato su una lunga espirazione funge anche da pratica di respirazione, coerentemente con il centro che custodisce l'aria.

Dove si trova e cosa custodisce

Anahata viene raffigurato come un loto a dodici petali attorno a due triangoli intrecciati, uno rivolto verso l'alto e l'altro verso il basso, che costituiscono l'origine tradizionale dell'esagramma oggi associato a questo centro. Al suo interno si trova un'antilope, l'animale più veloce e leggero dell'intero schema, a simboleggiare l'aria.

La sua posizione è fondamentale. I tre centri inferiori affrontano il mondo dei corpi e dello sforzo. I tre superiori riguardano la parola, la percezione e ciò che si estende oltre di esse. Anahata funge da cardine, ed è per questo che gran parte della pratica si articola attorno a esso.

Il suono non percosso

Il nome trae origine da una distinzione formulata nella teoria indiana del suono. Il suono ahata è percosso: una corda pizzicata, un tamburo colpito, l'aria spinta attraverso la gola. Il suono anahata sorge invece senza contatto, e nella letteratura yogica corrisponde a ciò che il praticante comincia a percepire nel silenzio profondo, il nada attorno a cui si sviluppa il nada yoga.

Se si tratti di un fenomeno acustico interiore o di qualcos'altro è una questione che i testi non risolvono, interessati soprattutto a come operare con esso: ascoltarlo, seguirlo verso l'interno e lasciare che distolga l'attenzione dal mondo esteriore.

L'espressione classica per ciò che viene udito è shabda brahman, il suono come assoluto. Definirlo in questo modo rende esplicito l'assunto: la tradizione non descrive una semplice curiosità acustica, bensì il punto in cui il suono e il fondamento delle cose coincidono.

Come appare in una persona

L'insegnamento moderno interpreta anahata come amore, anche se qui la parola assume una portata più vasta del consueto. Comprende l'affetto, la compassione, il perdono e anche il dolore per una perdita, poiché il lutto è ciò che l'amore diviene quando il suo oggetto scompare. Un petto che si chiude attorno a una perdita è la descrizione classica di un centro del cuore bloccato.

Il fraintendimento più comune consiste nel considerare questo centro come puro calore incondizionato. I testi tradizionali sono meno sentimentali. Anahata è il punto in cui si smette di negoziare e si comincia ad accogliere, compresi gli aspetti di una situazione che si preferirebbe evitare.

Come si interpreta

In equilibrio, iperattivo, bloccato. Un linguaggio per la riflessione personale anziché una diagnosi.

In equilibrio

  • Calore che non esige nulla in cambio
  • Dolore che fluisce anziché congelarsi
  • Respiro libero, postura aperta nel petto
  • Capacità di vicinanza senza fusione

Iperattivo

  • Accudimento che non lascia nulla per chi se ne fa carico
  • Difficoltà a dire di no a chiunque si trovi in difficoltà
  • Amore espresso come controllo ansioso
  • Confini personali che svaniscono a ogni contatto

Bloccato

  • Petto contratto, spalle chiuse in avanti
  • Dolore sedimentato che non ha mai trovato una via d'uscita
  • Mantenere le persone a una distanza prefissata
  • Cinismo verso l'affetto, compreso il proprio

Dolore al petto, affanno e un lutto prolungato sono di competenza medica o terapeutica. Questa mappa si affianca a tali cure senza mai sostituirsi a esse.

Come lavorarci

L'aria risponde allo spazio. Le pratiche per questo centro aprono il petto e allungano il respiro.

  1. Inarcamenti dolci

    Sfinge, ponte, variante supportata del pesce con una coperta arrotolata. Mantenimenti lunghi e leggeri piuttosto che profondi. Il senso è lasciare che la parte anteriore del corpo si distenda, superando la chiusura tipica di chi lavora alla scrivania.

  2. Respirazione regolare

    Inspirare contando fino a quattro ed espirare contando fino a quattro, per cinque minuti. Poi estendere l'espirazione fino a sei. La pratica con anahata è una disciplina del respiro prima ancora che una visualizzazione.

  3. Recitare YAM

    Dodici ripetizioni con entrambe le mani appoggiate sullo sterno, cercando la vibrazione sotto i palmi.

  4. Metta

    La pratica buddhista della gentilezza amorevole appartiene a questo centro in ogni aspetto tranne che nel lessico: benevolenza rivolta prima a se stessi, poi verso l'esterno in cerchi via via più ampi.

Domande frequenti