Reið
cavalcare, viaggio; carro; tuono
Progresso pagato dallo sforzo di qualcun altro
- Sound
- r /r/
- Posizione
- 5
- Group
- Ætt di Freyr
- Descended from
- Futhark antico Raidho (*raidō)
- Unicode
- U+16B1
- Tempistica
- In viaggio
- Sì / No
- Sì, ma verificate chi sta sostenendo il lavoro
Diritto
- un viaggio
- cavalcata
- movimento
- un percorso
- progresso
- la fatica di chi trasporta
- un veicolo
- impegno verso una rotta
In the rune poems
Ræið kveða rossom væsta; Reginn sló sværðet bæzta.
Cavalcare è ritenuto il peggior tormento per i cavalli; Reginn forgiò la spada migliore.
Reið er sitjandi sæla ok snúðig ferð ok jórs erfiði. iter ræsir.
Cavalcare è un sedere beato, un viaggio rapido e il travaglio del cavallo. Viaggio; principe.
Across the scripts
Raidho
L'antenato, ricostruito come *raidō. La sua strofa in inglese antico contrappone la facilità con cui si parla di viaggi al chiuso alla durezza di montare un vero cavallo.
Reið
Futhark recente
Invariata nella forma e nel nome. Nel norreno antico, reið significa anche carro e tuono, da cui deriva il legame con Þórr.
Rad
L'inglese antico rad ha dato origine sia a road (strada) sia a raid (incursione), nate come un unico termine: una cavalcata, e una cavalcata condotta contro qualcuno.
Tre significati in una sola parola norrena
Il termine norreno antico reið racchiude più sfumature rispetto al nome del Futhark antico, e questi significati supplementari sono determinanti per intendere la runa.
Indica il cavalcare, l'atto fisico. Indica un carro o cocchio. E significa tuono: reið nel senso del rimbombo che scuote il cielo, ragione per cui Þórr, il cui carro è trainato da capri, viene talvolta collegato a questa runa nella pratica moderna.
Il significato di carro è storicamente il più denso di risvolti. La religione germanica documenta un'antica tradizione di cortei sacri su carri: Tacito descrive la dea Nerthus portata per i campi su un carro coperto, e la nave funeraria di Oseberg custodiva un carro finemente intagliato che non era mai servito per trasporti ordinari. Il movimento in processione era un atto sacro.
Nulla di tutto ciò è asserito direttamente sulla runa; è l'orizzonte semantico in cui è collocato il suo nome.
Entrambi i poemi si schierano con il cavallo
Questo è il tema conduttore che attraversa tutte e tre le tradizioni poetiche runiche, un fatto inconsueto.
La strofa norvegese è perentoria: cavalcare è detto essere il peggior male per i cavalli. Quella islandese offre tre kenningar e colloca questo punto al terzo posto, dopo gli aspetti piacevoli: un sedere beato, un viaggio celere e jórs erfiði, il travaglio del cavallo.
La strofa in inglese antico compie un passo analogo, mettendo a confronto il guerriero che discute di cavalcate al caldo del focolare con l'uomo che percorre le strade aperte.
Tre tradizioni indipendenti ricordano che l'agio spetta a una parte e la fatica all'altra. Per una runa spesso interpretata nei testi moderni come semplice viaggio e avanzamento, questo avvertimento rappresenta una precisazione costante e troppo spesso trascurata.
Reginn e la spada
Il secondo verso norvegese appare come un riempitivo metrico per far rimare væsta con bæzta, ma il personaggio citato non è casuale.
Reginn è il fabbro nano del ciclo dei Völsungar: padre adottivo di Sigurðr, fratello di Fáfnir e forgiatore della spada Gramr, con cui Sigurðr abbatte il drago. Reginn pianifica poi di assassinare Sigurðr per impadronirsi del tesoro e finisce ucciso.
Il poema norvegese attinge ripetutamente a questi richiami mitici. Fróði compare sotto Ár, Loki sotto Bjarkan e Reginn qui. Chi apprendeva l'alfabeto veniva guidato attraverso il patrimonio epico, poiché il testo presupponeva che l'allievo conoscesse le leggende tanto da coglierle al solo accenno del nome.
Questa era la funzione di tali componimenti: ausili mnemonici per una civiltà che tramandava la propria memoria per via orale.
Nella lettura
Reið descrive il movimento lungo un percorso prestabilito. Nel sistema a sedici rune la sua lettura ricalca in gran parte quella del Futhark antico, ponendo il cavallo maggiormente in primo piano.
Contrassegna qualcosa già avviato: un viaggio in corso, un progetto a metà strada, una successione di tappe da compiere rigorosamente in ordine. Non indica la decisione di partire né l'approdo al traguardo.
Ciò che i poemi norreni mettono a fuoco con insistenza è la ripartizione dello sforzo: chi sostiene il carico? In un ambito lavorativo questo quesito è letterale (quale persona o risorsa sopporta realmente il peso); sul piano personale evidenzia chi viene spremuto o dato per scontato.
Il significato di carro apporta una lettura secondaria di rito o procedura: un tragitto in cui il rispetto dell'ordine costituisce il fine. Si tratta di un'estensione legittima e non di un'affermazione letterale delle fonti.
Come lettera
Rappresenta il suono /r/ diretto ed è una delle lettere più frequenti nelle iscrizioni. La grammatica del norreno antico ne abbonda, poiché il nominativo singolare di moltissimi sostantivi maschili termina in -r.
Va distinta con cura da ᛦ ýr, che trascrive un suono derivato dall'antica z finale germanica. Per molti secoli i mastri incisori scandinavi tennero rigorosamente separati i due segni; il punto in cui questa distinzione venne meno offre agli studiosi un criterio per datare i reperti.
Questions to sit with
- Chi sta davvero sostenendo lo sforzo in questa impresa, e quanto a lungo potrà reggere?
- Siete in sella al cavallo o siete voi il cavallo?
- Questo cammino prevede tappe che devono avvenire in sequenza: quale state cercando di scavalcare?
Domande frequenti
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