Feoh
bestiame, proprietà, denaro
Ricchezza posseduta a patto che continui a circolare
- Sound
- f /f/, /v/
- Posizione
- 1
- Group
- Ætt di Freyr
- Descended from
- Fehu del Futhark Antico (*fehu)
- Unicode
- U+16A0
- Tempistica
- Quando nella sala si contano i beni
- Sì / No
- Sì, purché non venga accumulata
Diritto
- ricchezza
- proprietà
- bestiame
- entrate
- generosità
- doni del signore
- circolazione
- obbligo di condivisione
In the rune poems
Feoh byþ frofur fira gehwylcum; sceal ðeah manna gehwylc miclun hyt dælan gif he wile for drihtne domes hleotan.
La ricchezza è un conforto per tutti, eppure ognuno deve condividerla generosamente se vuole ricevere un buon giudizio al cospetto del signore.
Across the scripts
Fehu
L'antenata, ricostruita come *fehu, bestiame. Uno dei nomi ricostruiti con maggiore certezza, confermato da tutti e tre i rami discendenti.
Fé
La Scandinavia ne abbreviò il nome e ne indurì il tono. Entrambi i poemi norreni esordiscono affermando che la ricchezza causa discordia tra parenti; nessuno dei due offre conforto.
Feoh
Futhorc anglosassone
L'Inghilterra conservò la parola più estesa. L'antico inglese feoh indica contemporaneamente il bestiame e la proprietà, e dà origine all'inglese moderno fee.
L'unica tradizione che comincia con benevolenza
Tre poemi runici descrivono questa runa, e soltanto uno di essi si apre in modo favorevole.
La versione norvegese afferma che la ricchezza è causa di discordia tra parenti. Quella islandese ripete la stessa frase e vi aggiunge due kenningar per indicare l'oro custodito dai draghi. Il testo in antico inglese recita invece feoh byþ frofur fira gehwylcum, ossia che la ricchezza è un conforto per tutti.
Subito dopo, però, pone una condizione, ed è proprio tale condizione a costituire il vero nucleo della strofa. Sceal ðeah manna gehwylc miclun hyt dælan, cioè che ognuno deve donarla generosamente. E ne illustra il motivo: gif he wile for drihtne domes hleotan, se desidera ricevere onore al cospetto del Signore.
L'Inghilterra concorda dunque con la Scandinavia sul fatto che la ricchezza rappresenti un problema, ma diverge radicalmente sulla soluzione. I poemi norreni si limitano a constatare che il denaro divide le famiglie. Il poema inglese sostiene invece che il denaro sia un bene, e che diventi pericoloso soltanto nel momento in cui smette di circolare.
Quale signore
Drihten è il termine chiave. In antico inglese designa il signore nel comune senso terreno, ossia il capo di una schiera di guerrieri, l'uomo che domina la sala, ma indica anche il Signore, Dio.
La strofa funziona in entrambe le accezioni, e con ogni probabilità è stata concepita proprio per questo.
Letta in chiave terrena, descrive con precisione l'economia del dono: il signore distribuisce anelli, armi e terre, e il prestigio di un individuo dipende dalla generosità con cui fa circolare i beni. La poesia in antico inglese definisce il signore beaga brytta, distributore di anelli, e goldwine, amico dell'oro. Accumulare ricchezze equivale al fallimento del proprio ruolo.
Letta in chiave religiosa, richiama l'elemosina cristiana: tesori in cielo anziché sulla terra, e il giudizio davanti a Dio.
Il Poema Runico in antico inglese ricorre spesso a questo espediente. È un testo cristiano che rielabora materiale pagano e che, anziché cancellare il significato più antico, trova frequentemente formulazioni capaci di accoglierli entrambi. La trasformazione della runa Ansuz in os, bocca, rappresenta la medesima operazione condotta con tratti più marcati.
Bestiame, proprietà e la parola fee
L'antico inglese feoh abbraccia il bestiame e i beni mobili senza alcuna distinzione, proprio come faceva il proto-germanico fehu. Il vocabolo ricorre nell'intero corpus in antico inglese in entrambe le accezioni: il bestiame in un testamento e il denaro in un codice di leggi.
I suoi discendenti meritano di essere seguiti perché mostrano con chiarezza l'evoluzione del concetto. Il termine inglese moderno fee deriva direttamente da questa linea, attraverso il significato feudale di feudo o possesso. La parola fellow giunge invece dall'antico norreno félagi, ossia colui con cui si mettono in comune i propri beni, un socio d'affari prima ancora che un compagno.
Il corrispettivo latino pecu, gregge o bestiame, ha generato pecunia, denaro, da cui derivano termini come pecuniario. Due famiglie linguistiche non imparentate hanno costruito in modo del tutto indipendente la parola per indicare il denaro a partire da quella per il bestiame, a riprova di quanto questo assetto economico fosse universale.
La ricchezza della comunità
Il Galloway Hoard, un tesoro sepolto in Scozia intorno al 900 e riportato alla luce nel 2014, ha mutato profondamente le nostre conoscenze su chi utilizzasse questa runa e per quali scopi.
Cinque bracciali d'argento appiattiti appartenenti al ritrovamento recano incise rune anglosassoni, non scandinave. Uno di essi riporta la dicitura EGGBRECT, il nome di persona Ecgbeorht. L'iscrizione più lunga e interessante recita DIS IS ÆIGNA FEOH, ossia questa è la ricchezza della comunità, dove compare un vocabolo riferito a una comunità religiosa.
Da ciò derivano due importanti considerazioni. La prima è che il nome stesso della runa viene impiegato qui nel suo significato letterale, inciso su un manufatto per contrassegnare una proprietà. Si tratta di una delle testimonianze più dirette dell'intero corpus su cosa feoh significasse per coloro che la scrivevano.
La seconda è che il tesoro è stato a lungo ritenuto, come la maggior parte dei depositi d'argento di quell'epoca in Gran Bretagna, un bottino vichingo. Un'iscrizione runica anglosassone che rivendica l'argento per una comunità monastica rende tale interpretazione assai più difficile da sostenere, offrendo un utile correttivo all'abitudine di considerare l'argento sepolto automaticamente norreno e frutto di saccheggio.
Nella lettura
Feoh rappresenta le risorse disponibili, e l'interpretazione inglese è la più spendibile delle tre proprio perché indica come impiegarle.
In posizione diritta segnala entrate, un pagamento, un solido terreno materiale sotto un progetto rimasto a lungo privo di basi. Costituisce il lato concreto e quantificabile della buona sorte, anziché la sua dimensione ideale o visionaria.
Ciò che la strofa vi aggiunge è una prova. La ricchezza associata a Feoh è concepita per circolare, e la runa risulta disagevole nelle situazioni in cui un bene prezioso ha smesso di muoversi: risparmi accumulati senza alcuno scopo, una competenza lasciata inerte, generosità negata. La domanda che pone è se ciò che possiedi stia lavorando e producendo frutti.
Gran parte della pratica runica contemporanea attinge i propri significati da questo poema anziché da quelli norreni; ecco perché l'interpretazione standard di questa runa è la prosperità accompagnata da un avvertimento, anziché il conflitto familiare. Si tratta di una distinzione essenziale quando si confrontano i diversi mazzi e tradizioni.
Questions to sit with
- Che cosa possiedi che ha smesso di circolare?
- Il poema subordina il conforto all'atto del donare. A che cosa dovresti rinunciare?
- C'è qualcosa che stai custodendo al sicuro mentre era destinato a essere speso?
Domande frequenti
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