Scuole dell'Asia orientale

Juyeok, i Mutamenti in Corea

La Corea non si limitò ad accogliere il Libro dei Mutamenti: ne fece il fulcro di un dibattito serrato. Gli eruditi del periodo Joseon edificarono sulle sue categorie una metafisica di principio e forza; un medico ne trasformò le quattro immagini in un sistema clinico tuttora praticato, e un mistico dell'Ottocento lo riscrisse come profezia di un'era ventura.

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Le correnti

Dal programma neoconfuciano delle accademie Joseon alla medicina costituzionale e a una nuova scrittura sacra, queste sono le direzioni verso cui i pensatori coreani hanno spinto i Mutamenti.

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La trasmissione Goryeo

Corea Dal X al XIV secolo

I Mutamenti giunsero con i classici confuciani e il sistema degli esami di Stato; venivano letti insieme alle tradizioni buddiste e geomantiche molto prima che il neoconfucianesimo intervenisse a sistematizzarli.

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La tradizione dei diagrammi

Corea Dal XIV al XV secolo

L'Iphak doseol di Kwon Geun insegnava i classici per mezzo di tavole, fornendo al neoconfucianesimo coreano una pedagogia visiva in cui i diagrammi dei trigrammi e della Suprema Polarità svolgono gran parte del compito esplicativo.

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La numerologia di Hwadam

Corea XVI secolo

Seo Gyeongdeok lesse i Mutamenti attraverso la cosmologia simbolo-numero di Shao Yong e sostenne il primato della forza materiale, aprendo un filone del pensiero coreano in contrasto con l'ortodossia che accordava la priorità al principio.

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Il dibattito su principio e forza

Corea Dal XVI secolo in poi

La controversia fondamentale della filosofia Joseon, condotta in gran parte con il lessico derivato dai Mutamenti e dal diagramma della Suprema Polarità. La questione se il principio possa agire da solo o se soltanto la forza materiale ne sia capace fu discussa per tre secoli.

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La controversia Quattro-Sette

Corea Dal 1559

Uno scambio epistolare durato decenni sulla questione se i quattro inizi morali e le sette emozioni scaturiscano dal principio oppure dalla forza materiale. È il dibattito filosofico più duraturo della storia coreana e poggia interamente sulla metafisica dei Mutamenti.

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Lo Yeokhak sistematico

Corea XVII secolo

Lo Yeokhak dosol di Jang Hyeon-gwang organizzò lo studio dei Mutamenti in uno schema articolato di diagrammi e correlazioni, costituendo la più completa trattazione coreana del versante simbolo-numero.

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La lettura Silhak

Corea Dal XVIII al XIX secolo

Gli studiosi del «sapere pratico» applicarono filologia e rigore critico al classico. Il Jueok sajeon di Jeong Yak-yong ricostruisce l'antico metodo divinatorio a partire dal testo stesso, rifiutando di accogliere passivamente l'interpretazione dei Song.

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La medicina costituzionale Sasang

Corea Dal 1894 in poi

Lee Je-ma suddivise l'umanità in quattro tipi costituzionali derivati dalle quattro immagini dei Mutamenti, ciascuno provvisto di fisiologia, temperamento e trattamento specifici. Rimane tuttora una branca ufficialmente riconosciuta della medicina coreana.

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Jeongyeok, i Mutamenti Corretti

Corea 1885

La riorganizzazione dei trigrammi proposta da Kim Il-bu in una terza sequenza, successiva a quelle di Fu Xi e del re Wen. L'opera fu presentata come rivelazione secondo cui il cosmo starebbe passando da un periodo di conflitto a uno di perfetto equilibrio.

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Le nuove religioni

Corea Dal XIX al XX secolo

Movimenti come il Donghak, il Jeungsan-gyo e il Daesun Jinrihoe assimilarono l'attesa di una nuova era delineata nel Jeongyeok, integrando i Mutamenti nel patrimonio scritturale delle religioni indigene coreane.

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La bandiera nazionale

Corea Dal 1882 in poi

La bandiera coreana reca al centro la Suprema Polarità e ai quattro angoli i trigrammi Qian, Kun, Kan e Li, che rappresentano cielo, terra, acqua e fuoco. Nessun'altra nazione ha inserito i Mutamenti nel proprio vessillo di Stato.

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Pungsu e divinazione del territorio

Corea Dall'epoca Goryeo in poi

La geomanzia coreana impiega i trigrammi e la disposizione del Cielo Posteriore per orientare tombe, dimore e capitali. Determinò la collocazione della stessa Hanyang ed ebbe un peso politico rilevante fino al Novecento inoltrato.

I pensatori

Filosofi di corte, eruditi dissidenti, un medico e un profeta, lungo i sei secoli che vanno dalla fondazione della dinastia Joseon all'annessione giapponese.

Kwon Geun

1352–1409 Corea

Erudito del primo periodo Joseon il cui Iphak doseol illustrava la metafisica neoconfuciana attraverso diagrammi. Impresse allo studio dei Mutamenti quell'approccio visivo che avrebbe guidato gli studenti coreani per secoli.

Seo Gyeongdeok

1489–1546 Kaesong

Noto con il soprannome di Hwadam, rifiutò cariche pubbliche per dedicarsi all'insegnamento privato, sviluppando una filosofia monista fondata sulla forza materiale e sulla cosmologia numerica di Shao Yong. La sua dottrina divenne il punto di riferimento per il pensiero coreano incentrato sul qi.

Yi Hwang (Toegye)

1501–1570 Andong

Il pensatore confuciano più venerato della Corea, convinto che il principio sia attivo e prioritario rispetto alla forza. I suoi Dieci diagrammi presentati al giovane sovrano sintetizzano il suo impianto filosofico, e la sua corrispondenza aprì il dibattito Quattro-Sette.

Gi Dae-seung

1527–1572 Jeolla

Interlocutore epistolare di Toegye, molto più giovane di lui, che mise in discussione la netta distinzione tra i quattro inizi e le sette emozioni. Il loro carteggio, protrattosi con esemplare garbo per otto anni, costituisce il testo fondativo della dialettica filosofica coreana.

Yi I (Yulgok)

1536–1584 Gangneung

Il grande contrappunto di Toegye, sostenitore della tesi secondo cui soltanto la forza materiale agisce, mentre il principio ne costituisce la trama o il modello. Uomo di Stato oltre che filosofo, ricoprì cariche di primo piano e promosse riforme militari e amministrative.

Jang Hyeon-gwang

1554–1637 Corea

Compilatore dello Yeokhak dosol, il più sistematico studio coreano sui Mutamenti nell'ambito simbolo-numero, in cui ordinò diagrammi e corrispondenze in un impianto unitario e organico.

Yi Ik

1681–1763 Gyeonggi

Tra i massimi esponenti del movimento Silhak, lesse i classici con attenzione alle riforme pratiche e mostrandosi aperto alle nozioni scientifiche occidentali filtrate dalla Cina. I suoi scritti enciclopedici contengono un'ampia disamina dei Mutamenti.

Jeong Yak-yong (Dasan)

1762–1836 Gangjin

Il pensatore più versatile e prolifico della Corea, autore del Jueok sajeon redatto durante diciotto anni di esilio, nel quale ricostruì l'antico metodo divinatorio con metodo filologico anziché conformarsi a Zhu Xi. Durante il confino compose centinaia di volumi.

Choe Han-gi

1803–1877 Seoul

Elaborò una filosofia incentrata sulla forza materiale che integrava le scoperte scientifiche occidentali giunte in Corea, interpretando i classici come descrizioni di processi fisici naturali anziché di un ordine morale precostituito.

Kim Hang (Il-bu)

1826–1898 Chungcheong

Autore nel 1885 del Jeongyeok, una terza sequenza di trigrammi presentata come frutto di rivelazione; insegnava che l'era del conflitto stava volgendo al termine per cedere il passo a un'epoca di armonia. La sua opera alimentò direttamente i nuovi culti coreani.

Lee Je-ma

1837–1900 Hamgyong

Medico e ufficiale militare che classificò gli esseri umani in quattro tipi costituzionali basandosi sulle quattro immagini, associando a ciascuno un piano terapeutico distinto. Il suo Dongui susese bowon gettò le basi della medicina Sasang, diffusa ancora oggi.

Kang Jeungsan

1871–1909 Jeolla

Fondatore religioso la cui dottrina del «Riordino dell'Universo» traeva spunto dall'attesa di un'era di rinnovamento espressa nel Jeongyeok. I movimenti nati dal suo insegnamento figurano tra le fedi indigene più seguite in Corea.

Un classico divenuto contesa nazionale

Il Libro dei Mutamenti giunse in Corea insieme al resto del canone confuciano, e per diversi secoli fu studiato secondo i modelli cinesi: come uno dei Cinque Classici, materia di concorso per gli esami imperiali e interpretato attraverso il prisma dei commentari di Cheng Yi e Zhu Xi. Ciò che rende peculiare la vicenda coreana emerse quando gli eruditi dell'epoca Joseon iniziarono a prenderne la metafisica con sufficiente rigore da scontrarsi apertamente sulla sua interpretazione.

Il vocabolario dei Mutamenti (principio e forza materiale, la Suprema Polarità, le quattro immagini, i trigrammi) divenne il linguaggio operativo della speculazione coreana. Quando i filosofi discutevano di etica, natura umana o struttura del cosmo, si affrontavano ricorrendo alle nozioni di questo testo, proseguendo il confronto per oltre tre secoli.

Il dibattito Quattro-Sette

Il momento decisivo ebbe inizio nel 1559, quando un giovane studioso, Gi Dae-seung, scrisse all'anziano e venerato Yi Hwang (noto come Toegye) per metterne in discussione una tesi sui quattro germogli morali e le sette emozioni. I quattro germogli scaturiscono davvero dal principio e le sette emozioni dalla forza materiale, come sosteneva Toegye, oppure si tratta di una distinzione priva di fondamento metafisico?

La corrispondenza proseguì per otto anni con squisita cortesia e inflessibile rigore, senza mai esaurirsi del tutto: in seguito Yi I (noto come Yulgok) riprese le argomentazioni di Gi sviluppandole ulteriormente. Yulgok sosteneva che solo la forza materiale fosse dotata di capacità agente, mentre il principio ne costituiva l'ordine intrinseco anziché una causa separata. Le tesi di Toegye e Yulgok divennero i due poli del confucianesimo coreano, attorno ai quali i rispettivi seguaci discussero fino all'Ottocento.

Si tratta di una dinamica del tutto singolare. La controversia Quattro-Sette rappresenta un dibattito filosofico documentato, durato generazioni e condotto quasi per intero mediante l'apparato concettuale del Libro dei Mutamenti: un fenomeno che non trova riscontri simili né in Cina né in Giappone.

Dasan e il ritorno alla divinazione

Il contributo esegetico più rilevante giunse da un autore costretto all'inattività politica. Jeong Yak-yong, detto Dasan, coinvolto nelle persecuzioni anticattoliche del 1801, fu confinato per diciotto anni sulla costa meridionale, periodo durante il quale scrisse centinaia di volumi dedicati a classici, diritto, amministrazione e medicina.

Il suo Jueok sajeon adottò un'impostazione filologica pionieristica per l'epoca. Invece di adagiarsi sulla lettura dei Song, Dasan cercò di ricostruire l'uso effettivo del testo durante la dinastia Zhou, deducendo le procedure divinatorie da indizi interni e testimonianze arcaiche. Considerava i Mutamenti un documento storico fondato su un metodo originario che secoli di speculazione avevano finito per occultare, anticipando di un secolo le conclusioni della sinologia occidentale del Novecento.

Quattro immagini, quattro corpi

Nel 1894 il medico Lee Je-ma pubblicò un'opera che orientò i Mutamenti verso un orizzonte inedito. La sua medicina Sasang distribuisce gli individui in quattro tipologie costituzionali, derivate dalle quattro immagini intermedie tra la Suprema Polarità e gli otto trigrammi: grande yang, piccolo yang, grande yin e piccolo yin.

Ciascuna tipologia presenta una corporatura caratteristica, un'indole specifica, un equilibrio peculiare tra organi forti e deboli, oltre a indicazioni precise su cibi e rimedi. Una cura benefica per un tipo costituzionale può rivelarsi dannosa per un altro, motivo per cui la diagnosi della costituzione rappresenta l'atto clinico fondamentale.

La medicina Sasang non è un reperto d'archivio: è una disciplina riconosciuta della medicina tradizionale coreana, insegnata nelle università, applicata negli ospedali e oggetto di continue ricerche volte a verificare se a queste tipologie corrispondano parametri fisiologici misurabili. Rimane con ogni probabilità la più incisiva applicazione pratica scaturita dai Mutamenti.

Una terza disposizione

Nel 1885 Kim Il-bu diede alle stampe il Jeongyeok (i Mutamenti Corretti), introducendo una nuova disposizione dei trigrammi accanto a quelle canoniche attribuite a Fu Xi e al re Wen. Kim sosteneva che le sequenze del Cielo Anteriore e del Cielo Posteriore descrivessero grandi cicli cosmici: l'era a cui appartenevano volgeva ormai al tramonto, e il suo schema prefigurava la nuova epoca imminente, destinata a sanare le asimmetrie del mondo presente.

Il momento storico fu determinante. Negli anni Ottanta dell'Ottocento la Corea subiva la pressione di Giappone, Cina e Russia, mentre la dinastia regnante mostrava segni di declino irreversibile. Un testo profetico che proclamava la fine del conflitto trovò terreno fertile: l'attesa di un rinnovamento cosmico confluì nel Donghak, negli insegnamenti di Kang Jeungsan e nelle nuove religioni da essi originate, alcune delle quali contano tuttora milioni di fedeli.

Sulla bandiera

La Corea è l'unico Paese al mondo il cui stendardo nazionale sia un diagramma ricavato dal Libro dei Mutamenti. Il Taegeukgi mostra al centro la Suprema Polarità, nei vortici intrecciati di rosso e blu, contornata da quattro trigrammi agli angoli: Qian, Kun, Kan e Li, simboli di cielo, terra, acqua e fuoco. Il bozzetto risale al 1882, adottato quando il Paese cercava di affermare la propria sovranità di fronte alle ingerenze straniere.

Porre questa specifica cosmologia sulla bandiera costituì una dichiarazione d'identità. I Mutamenti erano stati per cinque secoli la lingua franca della vita intellettuale coreana: approdarono sul drappo nazionale come compendio di una civiltà, non come semplice elemento decorativo.

Domande frequenti