𐳥

esz

un suono, non una parola

La s semplice, l'opposto di ciò che si aspetta chi legge l'alfabeto latino

I glifi sono mostrati in Unicode e disposti da sinistra a destra. Entrambi gli alfabeti si scrivono da destra a sinistra, quindi queste righe sono una comodità grafica.

Sound
sz /s/
Posizione
34
Group
Consonanti
Unicode
U+10CE5

Una trappola per chi legge l'ungherese

L'ortografia ungherese riserva una particolarità che trae in inganno quasi chiunque inizi a studiarla: s rappresenta il suono sh, mentre sz corrisponde alla semplice s.

Di conseguenza, il nome Budapest contiene una sh. E la parola ungherese per cento, száz, inizia con una normale s pur essendo scritta con quello che sembra un digramma.

Il rovás impiega caratteri singoli e distinti per entrambi, eliminando del tutto la confusione sul piano della scrittura, anche se naturalmente ciò non toglie che l'ungherese in caratteri latini continuerà a disorientare chi legge.

Un suono, una lettera

Esz corrisponde a /s/ ed es a /ʃ/: ciascuna è un singolo carattere, privo di qualsiasi legame visivo con l'altro nella forma. Non c'è alcun digramma né nulla da decifrare.

Questo è il principio fondamentale della scrittura, e questa coppia ne dimostra l'utilità nel modo più evidente, poiché la convenzione latina in questo caso non è soltanto prolissa, ma apertamente fuorviante.

Domande frequenti

L'esatto opposto di quanto si aspetta la maggior parte dei lettori europei: s rappresenta il suono «sh» (/ʃ/), mentre sz indica la s ordinaria (/s/). Per questo motivo Budapest contiene una sh. Il rovás assegna a ciascun suono un proprio carattere autonomo.

Si tratta di una convenzione storica dell'ortografia ungherese e non di una necessità fonetica. Il rovás aggira il problema assegnando un carattere a ogni suono, senza lasciare nulla da decifrare.

No. Le lettere del rovás sono puramente fonetiche. I loro nomi (eb, ec, ed e così via) sono ausili di recitazione formati dalla consonante preceduta da vocale, non parole. L'assenza di poemi runici, kenningar e strati ideografici colloca la scrittura al di fuori della divinazione runica germanica.