Scuole cinesi

Neidan, gli esagrammi come mappa del corpo

Gli alchimisti taoisti smisero di scaldare il cinabro nei forni e rivolsero la fornace verso l'interno. Il corpo divenne il crogiolo, il soffio e l'essenza divennero gli ingredienti, e gli esagrammi si fecero indicatori: la tabella di marcia di un processo volto a far maturare un embrione immortale.

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correnti
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adepti
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anni di pratica

Le correnti

L'alchimia interiore è una famiglia di pratiche affini più che un unico sistema, e i suoi lignaggi divergono su sequenza, enfasi e grado di letteralità del linguaggio. Queste sono le correnti che hanno impiegato gli esagrammi nel modo più diretto.

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Il Cantong Qi

Cina II secolo d.C.

Il Patto per l'unione dei tre, attribuito a Wei Boyang, che salda il Libro dei Mutamenti, la cosmologia taoista e la pratica alchemica in un unico poema oscuro e commentato senza sosta. Ogni testo successivo di alchimia interiore dialoga con quest'opera.

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I tempi del fuoco

Cina dal II secolo

Il cuore della pratica: una scansione per elevare e abbassare il calore interno, regolata sui dodici esagrammi sovrani nel loro movimento dal Ritorno al Creativo e ritorno. Sbagliare i tempi rende il lavoro inutile o pericoloso.

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Colmare Li con Kan

Cina dall'epoca Tang in poi

L'operazione centrale, espressa come uno scambio tra due figure. Kan racchiude una linea intera tra due spezzate e Li l'opposto; trasferire la linea intera da Kan in Li ripristina Qian e Kun, lo stato indifferenziato precedente la caduta nell'esistenza ordinaria.

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I tre tesori

Cina dall'epoca Tang in poi

Essenza, soffio e spirito, raffinati in successione: l'essenza in soffio, il soffio in spirito, lo spirito di nuovo nel vuoto. Questi stadi forniscono all'alchimia interiore la sua scala di ascesa, e la scansione degli esagrammi governa i passaggi intermedi.

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La tradizione Zhong-Lü

Cina Tang e Song

Testi attribuiti agli immortali Zhongli Quan e Lü Dongbin che espongono l'alchimia interiore come un percorso a gradi. Di attribuzione semileggendaria ed enormemente influenti, costituiscono il ponte tra le pratiche arcaiche e le scuole organizzate.

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La scuola del Sud

Cina meridionale dall'XI secolo in poi

Fondata sul Wuzhen pian di Zhang Boduan, procede dalla vita alla natura: raffina prima le energie del corpo, lasciando che l'intuizione spirituale segua. I suoi versi sono volutamente cifrati e il suo lignaggio è rimasto perlopiù laico anziché monastico.

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Quanzhen, la scuola del Nord

Cina settentrionale dal XII secolo in poi

L'ordine monastico di Wang Chongyang, che inverte la sequenza meridionale e coltiva la natura prima della vita, a partire dall'acquietamento della mente. Divenne la forma istituzionale dominante del taoismo e lo è tuttora.

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L'embrione spirituale

Cina dall'epoca Tang in poi

Il fine ultimo, descritto come un corpo immortale gestato dentro il praticante nell'arco di mesi e infine partorito attraverso la sommità del capo. Se tale linguaggio sia fisiologico o metaforico è oggetto di discussione all'interno della stessa tradizione, non solo al di fuori di essa.

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Nüdan, l'alchimia femminile

Cina dai Song in poi, codificata sotto i Qing

Un corpus distinto di pratiche con una propria sequenza, che prende avvio dal petto anziché dal campo inferiore e include la «decapitazione del drago rosso». Sun Bu'er ne è la figura tutelare e gran parte del corpus scritto risale all'epoca Qing.

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La scuola Wu-Liu

Cina XVII-XVIII secolo

Wu Shouyang e Liu Huayang descrissero con insolita chiarezza una letteratura che aveva sempre celato i propri metodi, redigendo manuali sufficientemente dettagliati per la pratica. Criticati all'interno della tradizione per aver svelato troppo, rappresentano il motivo per cui gran parte di essa è giunta documentata fino a noi.

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Il lignaggio della Porta del Drago

Cina dal XIII secolo in poi

Il ramo principale della Quanzhen, fatto risalire a Qiu Chuji, divenuto la linea di ordinazione per la maggioranza del clero taoista cinese. Il suo programma di studi tramanda fino a oggi le pratiche regolate dagli esagrammi attraverso la trasmissione monastica.

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L'eredità dell'alchimia esteriore

Cina dagli Han ai Tang

Prima che la fornace fosse rivolta all'interno, gli alchimisti componevano realmente mercurio, piombo e cinabro, e diversi imperatori morirono per gli effetti di tali composti. L'alchimia interiore mantenne l'intero vocabolario, riassegnando ogni ingrediente a un elemento del corpo.

Gli adepti

Gli autori dei testi fondativi, i patriarchi cui i lignaggi fanno risalire la propria origine e i maestri che hanno descritto il processo con sufficiente chiarezza da poter essere seguito.

Wei Boyang

II secolo d.C. Han orientali

Autore tradizionale del Cantong Qi, il testo che per primo interpreta gli esagrammi come tabella di marcia alchemica. Su di lui non si sa quasi nulla di certo e l'opera potrebbe essere una composizione a più mani, circostanza che non ne ha intaccato l'autorità.

Ge Hong

283–343 Jiangnan

Il suo Baopuzi è il grande compendio antico dell'alchimia cinese, soprattutto di quella esteriore. Vi tramandò ricette, tecniche e argomentazioni sulla possibilità di raggiungere l'immortalità che l'alchimia interiore avrebbe in seguito reinterpretato.

Tao Hongjing

456–536 Monte Mao

Compilatore delle rivelazioni dello Shangqing, farmacologo e consigliere imperiale dal proprio ritiro. Organizzò il materiale visionario e fisiologico su cui l'alchimia interiore si sarebbe sviluppata.

Peng Xiao

m. 955 Sichuan

Redasse il commento che rese il Cantong Qi leggibile come manuale di pratica interiore anziché di chimica di laboratorio. Gran parte della ricezione del testo nel millennio successivo discende dalla sua interpretazione.

Lü Dongbin

tradizionalmente VIII secolo Cina

Il più popolare tra gli Otto Immortali e la figura che quasi ogni lignaggio di alchimia interiore rivendica come antenato. Storicamente elusivo ma di enorme peso culturale, compare nell'opera teatrale, negli affreschi dei templi e nei testi di entrambe le scuole maggiori.

Chen Tuan

m. 989 Monte Hua

Recluso taoista associato alla pratica del sonno e ai diagrammi che rimodellarono la cosmologia Song. Si colloca all'incrocio in cui alchimia interiore, diagrammi degli esagrammi e metafisica neoconfuciana traggono reciproca linfa.

Zhang Boduan

987–1082 Zhejiang

Autore del Wuzhen pian, il ciclo poetico fondativo della scuola del Sud, composto in versi volutamente allusivi. Giunse alla pratica in tarda età dopo una carriera da funzionario e l'esilio; la sua opera è considerata seconda solo al Cantong Qi.

Wang Chongyang

1113–1170 Shaanxi

Fondò la Quanzhen dopo aver abbandonato la carriera burocratica, vivendo a lungo, secondo la tradizione, in una fossa scavata che chiamava sepolcro. Radunò i sette discepoli divenuti poi patriarchi dell'ordine e trasformò il taoismo monastico in una grande istituzione.

Sun Bu'er

1119–1182 Shandong

L'unica donna tra i sette discepoli fondatori della Quanzhen e la figura attorno a cui si organizzò l'alchimia femminile. A lei è attribuito un corpus di versi di nüdan in gran parte dimostrato come posteriore.

Qiu Chuji

1148–1227 Shandong

Patriarca della Quanzhen che oltre i settant'anni viaggiò fino in Asia centrale su invito di Gengis Khan, ottenendo l'esenzione fiscale per il proprio ordine. A lui risale il lignaggio della Porta del Drago, tuttora il principale canale di ordinazione per il clero taoista cinese.

Li Daochun

att. 1288–1292 Cina

Compose chiare esposizioni che unirono gli approcci del Sud e del Nord, correlando gli stadi alchemici con gli esagrammi. La sua opera è tra le più sistematiche all'interno di una letteratura che privilegia solitamente l'oscurità.

Liu Huayang

1736–1799 Jiangxi

Monaco di formazione sia buddista sia taoista, il cui Huiming jing espone il processo con diagrammi e insolita franchezza. Fu tra i primi testi di alchimia interiore a raggiungere l'Europa, grazie alla traduzione di Richard Wilhelm.

La fornace verso l'interno

Per diversi secoli gli alchimisti cinesi lavorarono con forni autentici, combinando cinabro, piombo e mercurio alla ricerca di una sostanza capace di conferire l'immortalità. Si trattava di una ricerca seria, ben finanziata e spesso letale; si ritiene che più di un imperatore Tang sia morto a causa degli elisir preparati per lui.

L'alchimia interiore nacque quando questo intero vocabolario fu rivolto all'interno. Il crogiolo divenne il corpo, gli ingredienti divennero essenza, soffio e spirito, e il fuoco divenne l'attenzione regolata dalla respirazione. Nella terminologia non cambiò quasi nulla: un testo poteva descrivere piombo e mercurio, drago e tigre, il tripode e la fornace, fornendo in realtà istruzioni sul corpo umano dall'inizio alla fine.

Da qui deriva la proverbiale difficoltà di lettura di questa letteratura, e si tratta di una complessità intenzionale. Gli adepti ritenevano che la pratica fosse pericolosa senza una guida, per cui i testi venivano redatti per risultare incomprensibili a chiunque fosse privo di trasmissione orale e per convalidare quanto l'allievo aveva già appreso a voce.

L'ingresso degli esagrammi

Il Libro dei Mutamenti fornisce la scansione temporale. Il testo fondativo, il Cantong Qi, assume i dodici esagrammi sovrani e li impiega come un orologio: figure in cui le linee yang salgono dal basso una alla volta finché l'intero esagramma diventa yang, dopodiché le linee yin compiono lo stesso percorso, dal Ritorno al Ricettivo passando per il Creativo e ritorno.

Letta sulla scala dell'anno, questa sequenza coincide con i dodici mesi. Letta sul giorno, corrisponde al ciclo delle ore. Letta su una singola sessione di pratica, rappresenta il crescere e il calare del calore interno, ed è proprio questa la chiave adottata dall'alchimia interiore. L'esagramma indica all'adepto quando intensificare il fuoco, quando mantenerlo costante e quando ritirarlo, secondo uno schema noto come i tempi del fuoco.

Accanto a questo vi è un secondo impiego delle figure, più concettuale e altrettanto centrale. Kan, l'acqua, presenta una linea intera racchiusa tra due spezzate; Li, il fuoco, una linea spezzata trattenuta tra due intere. Secondo la tradizione, queste due figure incarnano la condizione umana successiva alla rottura dell'integrità originaria di Qian e Kun: ciascuna custodisce qualcosa che appartiene all'altra. L'operazione fondamentale, descritta come attingere da Kan per colmare Li, ricolloca la linea intera al suo posto naturale e ripristina le figure indifferenziate. Quasi ogni trattato di alchimia interiore illustra la propria opera centrale in questi termini.

Gli stadi della trasformazione

La sequenza classica prevede tre raffinazioni e un ritorno: l'essenza viene raffinata in soffio, il soffio in spirito e lo spirito ricondotto nel vuoto. Ciascuna transizione possiede una propria durata, sedi corporee specifiche e una scansione scandita dagli esagrammi, sebbene i testi divergano sensibilmente sui dettagli operativi.

Il compimento atteso è l'embrione spirituale: un corpo immortale gestato all'interno del praticante nell'arco di diversi mesi e infine partorito attraverso la sommità del capo. Quanto questa espressione vada intesa alla lettera è stato fonte di dibattito tanto dentro la tradizione quanto all'esterno. Alcuni lignaggi considerano l'embrione un vero e proprio corpo sottile; altri interpretano l'intero impianto verbale come una metafora continuata della trasformazione della coscienza. Entrambe le letture hanno goduto di ortodossia in ambiti diversi.

Due scuole, percorsi opposti

All'epoca dei Song la pratica si era articolata in due grandi correnti distinte dall'ordine del cammino.

La scuola del Sud, fondata sul Wuzhen pian di Zhang Boduan, procede dalla vita alla natura. Il lavoro comincia con le energie corporee per raffinarle attraverso gli stadi alchemici, lasciando che la realizzazione spirituale giunga come frutto finale. Il suo lignaggio è rimasto a lungo laico e il suo testo cardine è una serie di poesie composte per risultare impenetrabili senza maestro.

La scuola del Nord, la Quanzhen, rovescia questa sequenza. L'ordine fondato da Wang Chongyang parte dalla natura, intesa come quietamento e purificazione della mente, per affrontare solo in seguito l'opera fisiologica. Di carattere monastico fin dalle origini, assimilò gran parte dei metodi del buddismo Chan e divenne la forma istituzionale egemone del taoismo in Cina, ruolo che conserva tuttora.

L'alchimia femminile

Il nüdan si sviluppò come corpus autonomo sulla base della constatazione che la sequenza canonica presuppone un corpo maschile. Le sue pratiche prendono avvio dal petto anziché dal campo di cinabro inferiore, e la sua caratteristica fase iniziale, detta decapitazione del drago rosso, riguarda la trasmutazione del flusso mestruale. La tradizione indica quale figura tutelare Sun Bu'er, l'unica donna tra i sette discepoli originari della Quanzhen, sebbene la maggior parte dei testi superstiti sia stata redatta sotto i Qing e retrodatata.

I limiti della testimonianza scritta

Due avvertenze meritano di essere esposte con chiarezza. La prima è che i testi sono volutamente cifrati, dunque le perentorie spiegazioni moderne sul significato fisiologico di ogni singolo passo vanno accolte con cautela. La seconda è che questo sapere veniva trasmesso da maestro a discepolo, sicché le opere scritte fungevano da promemoria e non da manuali pratici. Wu Shouyang e Liu Huayang infransero tale consuetudine tra il XVII e il XVIII secolo scrivendo a chiare lettere, attirandosi le critiche interne alla tradizione; d'altra parte, è grazie alla loro audacia se oggi gran parte del metodo si trova documentata.

Ciò che resta indubitabile è il ruolo del Libro dei Mutamenti. L'alchimia interiore non ha preso a prestito alcuni esagrammi come semplice ornamento: ha eletto le dodici figure sovrane a struttura portante dei propri ritmi, ha posto Kan e Li quali termini fondanti della propria operazione fondamentale e ha interpretato l'intero complesso dei sessantaquattro esagrammi come la descrizione di processi in atto nel corpo vivente. Tra tutti gli usi cui il Libro dei Mutamenti è stato destinato, questo è forse quello che meno di tutti lo tratta come un libro.

Domande frequenti