Tiwaz
il dio Týr
Una giustizia che costa a chi la amministra
- Sound
- t /t/
- Posizione
- 17
- Group
- Ætt di Týr
- Reconstructed name
- *Tīwaz
- Unicode
- U+16CF
- Elemento
- Aria
- Tree
- Quercia
- Tempistica
- Al momento del giudizio
- Sì / No
- Al dritto sì, se la ragione è dalla tua parte · Rovesciata no
Diritto
- giustizia
- legge
- onore
- sacrificio per un principio
- vittoria meritata
- giuramento mantenuto
- coraggio
- giudizio imparziale
Capovolto
- ingiustizia
- giuramento infranto
- causa persa
- vigliaccheria
- sacrificio vano
- abuso di potere
- zelo cieco
In the rune poems
Tir biþ tacna sum, healdeð trywa wel wiþ æþelingas; a biþ on færylde ofer nihta genipu, næfre swiceþ.
Tir è un segno sicuro; serba bene la fede con i nobili, compie sempre il suo corso sopra le brume della notte e non inganna mai.
Týr er æinendr ása; opt værðr smiðr blása.
Týr è il monco tra gli Asi; spesso il fabbro deve soffiare.
Týr er einhendr áss ok ulfs leifar ok hofa hilmir.
Týr è il dio monco, l'avanzo del lupo e il principe dei templi.
Across the scripts
Tiwaz
Futhark Antico
Ricostruita come *Tīwaz. Diciassettesima runa, apre il terzo ætt ed è una delle sole tre rune dedicate direttamente a una divinità.
Týr
Invariata per forma e nome, copre sia t che d nella sequenza ridotta. Entrambe le strofe scandinave nominano esplicitamente il dio monco.
Tir
L'Inghilterra ne mantenne la forma, ma la strofa descrive una stella o costellazione che non lascia mai la sua rotta, non un dio. Un altro addolcimento dell'era cristiana, come Ansuz divenuta una bocca.
La forma
Un'asta verticale sovrastata da due tratti obliqui che convergono a cuspide in cima, delineando la sagoma nitida di una punta di freccia o di lancia.
Questa interpretazione è assai più solida rispetto alla maggior parte delle congetture grafiche: Tiwaz vanta un legame archeologico documentato con le armi e il suo disegno ricorda senza ombra di dubbio una punta da getto. Inoltre, è una delle rune rinvenute più spesso incisa a ripetizione, impilata su un'unica asta, su punte di lancia e altri oggetti militari.
Il dio e lo strato più antico della religione germanica
Tīwaz è il nome di una divinità ed è più antico della lingua protogermanica stessa. Deriva dal protoindoeuropeo dyēus (il padre celeste), la medesima radice da cui discendono il greco Zeus, il latino Iuppiter e il sanscrito Dyaus. Tiwaz è il rappresentante germanico di questa stirpe divina.
Questo dato getta luce sulla sua statura originaria. Nelle fonti norrene pervenuteci dal XIII secolo, Týr appare come una figura secondaria mentre Odino domina quale sovrano supremo. L'etimologia indica però che in origine la gerarchia era capovolta: Týr regnava sul pantheon e Odino lo soppiantò in un'epoca storica non databile con esattezza.
Il suo nome sopravvive nel lessico di tutti i giorni. In inglese, Tuesday (martedì) è il giorno di Týr, calco diretto del latino dies Martis (giorno di Marte), a dimostrazione che i Romani lo identificavano con il loro dio della guerra. Tacito, nel 98 d. C., menziona proprio Marte tra le divinità germaniche destinatarie di sacrifici umani.
La mano nelle fauci del lupo
Entrambe le strofe scandinave definiscono Týr come monco, e quella islandese aggiunge ulfs leifar, l'avanzo del lupo. Entrambe presuppongono la piena conoscenza del mito.
Gli dèi dovevano incatenare Fenrir, il lupo mostruoso destinato a uccidere Odino durante il Ragnarök. Due possenti catene si spezzarono. Il terzo legaccio, Gleipnir, fu forgiato dai nani impiegando sei elementi impossibili e appariva morbido come un nastro di seta. Fenrir, sospettando un tranello, accettò di farsi legare solo a patto che uno degli dèi posasse una mano tra le sue fauci come pegno di buona fede.
Týr si fece avanti. Il legaccio resse, il lupo non riuscì a liberarsi e tranciò la mano con un morso. Narra la fonte che tutti gli dèi risero, a eccezione di Týr.
Questo episodio conferisce alla runa il suo significato più profondo. Il punto cruciale risiede nel fatto che il giuramento fu prestato con l'inganno, ma fu onorato ugualmente e pagato fino all'ultimo. Týr sapeva che il nastro avrebbe retto. Offrì la mano conscio che l'avrebbe persa, poiché senza quel pegno la cattura non sarebbe mai avvenuta. Il dio dei giuramenti è colui che mantenne una parola data con frode e ne saldò il prezzo per intero.
È una figura infinitamente più complessa di un generico «dio della giustizia», motivo per cui questa runa non preannuncia mai un successo agevole o privo di rinunce.
La stella inglese
Il poema runico anglosassone percorre una strada differente e non menziona alcun dio. Tir è un segno fedele che serba la parola con i nobili, percorre instancabile la sua rotta al di sopra delle brume notturne e non fallisce mai.
Si tratta della descrizione di un astro, identificato per lo più con la Stella Polare o con una costellazione circumpolare. Se l'Inghilterra anglosassone avesse dimenticato l'antico dio o ne evitasse il nome pagano è il medesimo dilemma che riguarda Ansuz trasformata in bocca. Il contenuto della strofa concorda pienamente con il carattere della runa: un punto fermo, affidabile, essenziale per orientarsi, che mantiene la fede e non delude.
Le due tradizioni convergono sul valore dell'affidabilità: l'una vi giunge tramite un dio che ha pagato di persona per la sua parola, l'altra mediante una stella che non devia mai dal proprio cammino.
Sulle armi
Tiwaz è la runa che vanta le prove più consistenti di un uso deliberato non alfabetico, con riscontri materiali puntuali e diffusi.
Il segno ricorre inciso a ripetizione, impilato e moltiplicato su manufatti bellici in tutta l'area del Futhark Antico: punte di lancia, fornimenti di spade e dotazioni militari. Il Sigrdrífumál, nell'Edda poetica, prescrive di incidere rune di vittoria sull'elsa della spada e di invocare Týr per due volte. Sebbene si tratti di un testo islandese del XIII secolo e non di una guida dell'Età del Ferro, esso riflette un'usanza che i reperti archeologici confermano ampiamente.
È la testimonianza più vicina a un impiego rituale documentato per una specifica runa. Non costituisce una prova assoluta, poiché i segni ripetuti potevano rappresentare formule magiche generiche o elementi ornamentali, ma tra i ventiquattro glifi è il caso con la base materiale più solida.
Nella lettura, al dritto
Tiwaz è la runa della giustizia, e si dimostra molto più esigente di quanto tale definizione lasci intendere.
Al dritto indica che la situazione verrà valutata in base ai suoi meriti effettivi e che la causa del consultante è fondata e legittima. È un eccellente auspicio in ambito legale, nelle dispute formali, nei procedimenti disciplinati da norme precise. Sul piano individuale esorta ad agire per principio, a mantenere una parola divenuta scomoda e a privilegiare la condotta retta rispetto a quella accomodante.
Ciò che non concede è un trionfo a costo zero. Ogni vittoria legata a questa runa comporta una spesa. La giustizia di Týr ha prevalso perché egli ha pagato il suo tributo, e Tiwaz in una stesa segnala sovente il momento in cui una risoluzione equa richiede al consultante di cedere qualcosa. È la runa che accetta la perdita necessaria a rendere possibile il compimento.
L'auspicio di vittoria è autentico ma condizionato: Tiwaz favorisce chi è realmente nel giusto, e si rivela nettamente contraria a chi persegue il torto.
Nella lettura, rovesciata
Tiwaz può rovesciarsi, e la cuspide rivolta verso il basso costituisce una delle inversioni più evidenti dell'intera serie runica.
Rovesciata denota il fallimento della giustizia: un verdetto iniquo, una causa persa in partenza, l'abuso di autorità o un patto tradito. Nei contenziosi legali è un segnale decisamente scoraggiante.
Segnala inoltre due cedimenti interiori più sottili. La vigliaccheria, nel senso esatto di ritirare la mano dalle fauci: il momento in cui compiere il dovere richiede un sacrificio e il consultante si sottrae. E il suo rovescio, il sacrificio sterile: pagare un prezzo smisurato per un principio che non era in discussione o per una causa priva di valore.
Lo zelo ottuso è la terza declinazione della runa capovolta. Tiwaz rovesciata contraddistingue talora chi è talmente convinto della propria infallibilità da aver cessato ogni forma di autocritica.
Uso moderno e distorsioni ideologiche
La quercia, l'elemento aria e le odierne corrispondenze esoteriche derivano dalla rinascita runica del Novecento, promossa in particolare da Thorsson e Aswynn. Il richiamo a Týr, d'altro canto, non è una finzione moderna, poiché la runa porta il suo nome fin dall'antichità.
Come Sowilo, Algiz e Othala, anche questo segno fu ripreso all'inizio del XX secolo dal movimento völkisch di Guido von List e in seguito assorbito dall'apparato nazista, comparendo come Tyr-Rune o Kampf-Rune sui distintivi delle scuole d'addestramento di SA e SS e sui monumenti del Servizio del Lavoro del Reich. Gruppi di estrema destra ne fanno uso ancora oggi.
La runa nasce originariamente come lettera per il suono t, consacrata a un dio il cui culto è anteriore alla frammentazione germanica. L'appropriazione politica è un fatto recente e privo di continuità con quel passato. Chiunque la utilizzi pubblicamente deve avere piena consapevolezza di entrambi gli aspetti.
In combinazione con altre rune
Tiwaz insieme a Sowilo (ᛊ) rappresenta l'abbinamento che la prassi contemporanea consacra al trionfo: è opportuno osservare che la vittoria promana da Tiwaz, mentre Sowilo offre chiarezza e orientamento.
Tiwaz con Raidho (ᚱ) coniuga legge e procedura, presagendo un esito felice in percorsi formali in cui la successione delle tappe è vincolante.
Tiwaz con Thurisaz (ᚦ) assoggetta la forza impulsiva all'ordine del diritto, configurando la forma di conflitto più legittima dell'intero Futhark.
Tiwaz con Gebo (ᚷ) incarna il giuramento solenne: un'obbligazione assunta di propria volontà e vincolante per entrambe le parti.
Tiwaz con Naudhiz (ᚾ) o Isa (ᛁ) avverte di una giustizia ritardata o ostacolata; nelle dispute indica solitamente che l'intoppo risiede nell'iter procedurale piuttosto che nel giudizio di merito.
Questions to sit with
- Qual è la scelta giusta in questa circostanza e quale prezzo sei disposto a sostenere per compierla?
- Týr sapeva che la promessa era ingannevole e ha offerto la mano ugualmente. Cosa ti aspetti di ricevere che in realtà non otterrai mai?
- Sei assolutamente certo di essere nel giusto, e a quando risale l'ultima volta in cui hai messo alla prova le tue convinzioni?
Domande frequenti
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