Talismani · Fortuna e benvenuto

Budai

Chiamato anche: Buddha che ride, Buddha sorridente, Hotei, Pu-Tai, monaco della sacca di tela

Un monaco errante del decimo secolo con una sacca, scambiato in tutto il mondo per il Buddha in persona.

In sintesi

Chi
Qici, monaco chan dello Zhejiang, m. 916 d.C.
Nome cinese
Budai, sacca di tela
Nome giapponese
Hotei
Identificato come
Un'incarnazione di Maitreya, il Buddha futuro
Reca
Una sacca di tela, talvolta una zucca, grani di preghiera o un ventaglio
Non
Siddhartha Gautama

Chi era in realtà

Un monaco buddista chan di nome Qici, vissuto nella provincia dello Zhejiang e morto nel 916 d.C. Vagabondava per le strade portando una capiente sacca di tela che racchiudeva ogni suo bene insieme a piccoli doni per i bambini; dormiva dove capitava ed era grasso, gioviale e per nulla incline a darsi arie da dignitario.

Il suo soprannome, Budai, significa semplicemente sacca di tela. In Giappone gli stessi caratteri si leggono Hotei. È una figura storica e non leggendaria, documentata da antologie biografiche del buddismo chan piuttosto che da testi dottrinali.

Come è divenuto un Buddha

La tradizione chan tramanda che Budai fosse un'incarnazione terrena di Maitreya, il Buddha dell'era a venire. Una poesia composta sul letto di morte venne considerata la rivelazione della sua natura spirituale; da allora nei templi cinesi viene raffigurato nei panni di Maitreya, collocato quasi sempre nella prima sala in cui mette piede il visitatore.

Questo è il nodo fondamentale che quasi tutti trascurano. La statuetta corpulenta e sorridente non rappresenta affatto Siddhartha Gautama, il Buddha storico, raffigurato solitamente come un asceta magro. È una figura del tutto diversa: un monaco cinese inteso come il Buddha futuro apparso prima del suo tempo. La denominazione comune di Buddha che ride cancella questa distinzione e genera gran parte degli equivoci al riguardo.

In Giappone fu accolto fra le Sette Divinità della Fortuna, gli Shichifukujin, dove Hotei impersona l'abbondanza e la salute fiorente. Fu principalmente grazie a questo passaggio che assunse il ruolo di portafortuna popolare a scapito del valore puramente religioso.

La sacca, il ventre e l'usanza di strofinarlo

La sacca costituisce il suo segno distintivo. Contiene le sue poche cose, doni per i fanciulli e, nella lettura devozionale, le afflizioni del mondo che egli porta sulle spalle affinché altri ne siano sollevati. La zucca fiaschetta, il ventaglio e la corona di grani compaiono in varie composizioni con significati minori propri.

L'usanza di accarezzargli la pancia appartiene al folclore delle botteghe e delle case, non ai precetti buddisti, e non poggia su alcun testo sacro o regola monastica. È un gesto reale, comunissimo e del tutto innocuo, affine a toccare il piede di una scultura di bronzo per scaramanzia in una cattedrale europea: un moto d'affetto spontaneo nato intorno a una figura amata.

Le statuette vengono prodotte in una gamma definita di pose, ciascuna commercializzata con un auspicio preciso: seduto su un letto di monete per attirare denaro, con un lingotto d'oro per la prosperità degli affari, con bambini arrampicati sul corpo per la famiglia, con un ventaglio per allontanare i guai o in piedi con le braccia levate per la letizia. Queste attribuzioni sono convenzioni commerciali e cambiano da bottega a bottega.

Acquistare ed esporre una figura

Non vi è alcuna restrizione nel possedere una statua di Budai, reperibile facilmente tanto nei templi quanto nei negozi in tutta l'Asia orientale. Nel buddismo cinese egli resta nondimeno una figura venerata con devozione, aspetto da non dimenticare quando viene trattato alla stregua di un soprammobile.

Le consuetudini pratiche ricalcano quelle del commercio tradizionale: disporlo rivolto verso la porta d'ingresso, a un'altezza consona sopra il pavimento, evitando bagni e angoli a terra. Le prescrizioni del feng shui vi aggiungono regole di orientamento che competono a quella dottrina e non al buddismo, trattate nell'apposita sezione della biblioteca.

Come disporre la figura di Budai

Gli accorgimenti sono di natura folcloristica e commerciale, non monastica.

  1. Posizionate la statuetta rivolta verso l'entrata, in modo che accolga chiunque varchi la soglia.
  2. Collocatela sollevata da terra, sopra una mensola, un tavolo o un bancone, tenendola lontana dai bagni.
  3. Scegliete la posa a seconda del vostro intento, se intendete seguire il simbolismo commerciale: monete per i guadagni, bambini per la famiglia, ventaglio per dissipare gli affanni.
  4. Strofinategli la pancia se vi fa piacere. È un'abitudine popolare priva di fondamento buddista, ma non vietata da alcuna norma.
  5. Non considerare una statuetta benedetta in tempio come un semplice gingillo decorativo. Si tratta di oggetti devozionali e vanno trattati col dovuto riguardo.

La nozione più utile da tenere a mente è che questa statua non ritrae il Buddha storico. Ricordarlo non è pignoleria: ridefinisce il senso stesso della figura e la comunità spirituale a cui appartiene.

Domande per riflettere

  • Il mondo ha trascorso un secolo intero chiamando Buddha un monaco cinese. Quali altri nomi imprecisi abbiamo ereditato senza verificarli?
  • Si dice che porti i dolori del mondo racchiusi nella sacca. Vorresti un talismano che si carica del peso anziché respingerlo altrove?
  • Accarezzargli il ventre non trova spazio nei testi sacri eppure lo fanno tutti. Da quali bisogni intimi nascono usanze simili?

Domande frequenti