Udana
Udāna · उदान
Il vento che sale. Con sede nella gola e nel capo, sostiene la voce, mantiene il corpo eretto, alimenta la determinazione e, secondo gli scritti antichi, conduce la coscienza verso l'alto al termine della vita.
- Sede
- La gola e il capo
- Direzione
- Verso l'alto
- Governa
- La parola, la postura, la determinazione e la crescita
- Il suo centro
- Chakra della gola
- Pratiche di attivazione
- Respiro ujjayi e jalandhara bandha
- Al momento della morte
- Conduce la coscienza verso l'alto
Cosa fa
Udana è il vento dell'elevazione e le sue espressioni quotidiane richiedono tutte un sollevamento: la voce proiettata, la spina dorsale sostenuta contro la gravità e la forza necessaria per intraprendere un'azione. Le fonti tradizionali gli attribuiscono anche la crescita infantile.
È il vento più udibile nell'esperienza pratica. Qualsiasi suono continuo generato nella gola scaturisce direttamente dall'attività di udana.
Alla fine della vita
I testi delle Upanishad affidano a udana un compito conclusivo: al momento del trapasso, separa il corpo sottile da quello fisico e trasporta la coscienza verso l'alto, idealmente attraverso la sommità del capo. La direzione intrapresa determina l'evoluzione successiva. Le pratiche rivolte a questo passaggio appartengono a lignaggi riservati e richiedono una guida esperta.
La dimensione quotidiana di questo concetto offre una comprensione immediata: ciò che sale quando parliamo è quanto immettiamo nel mondo, e questo vento ne costituisce il veicolo.
Lavorare con questo vento
Il respiro ujjayi, il canto e jalandhara bandha (il sigillo della gola) operano in quest'area. Anche l'allineamento della colonna produce lo stesso effetto: i testi classici lo considerano una vera disciplina interiore piuttosto che una semplice indicazione di postura.
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