Astrologia tibetana
I tibetani la chiamano tsi, calcolo. Riunisce la matematica calendariale del Kalachakra Tantra indiano, gli elementi e gli animali dell'astrologia cinese e gli spiriti della religione autoctona Bön, inserendo ogni cosa all'interno di una cornice buddhista. Il risultato stabilisce il computo del calendario, interpreta l'anno di nascita attraverso cinque forze vitali personali e indica al medico tibetano quando intervenire e quando attendere.
- 1027
- primo anno del primo ciclo di 60 anni
- 67 : 65
- rapporto tra mesi lunari e mesi solari
- 5
- forze vitali personali in un consulto
I sistemi all'interno della tradizione
L'astrologia tibetana riunisce diverse discipline sotto un unico nome: un'astronomia indiana per il calendario, un'arte elementare cinese per interpretare la vita e un'astrologia medica che collega entrambe al corpo umano.
Kar-tsi, astrologia bianca
L'astronomia matematica indiana derivata dal Kalachakra Tantra: calcola il moto dei pianeti, delle eclissi e del calendario lunisolare tibetano mediante algoritmi aritmetici senza strumenti ottici.
Nag-tsi, astrologia nera
La tradizione divinatoria elementare derivata dalla Cina (associata alle vesti nere dei saggi cinesi): opera con i dodici animali, i nove Mewa, gli otto Parkha e le Cinque Fasi.
Jung-tsi, astrologia elementare
La branca del Nag-tsi che analizza le relazioni tra i cinque elementi cosmici (Legno, Fuoco, Terra, Metallo, Acqua) secondo i rapporti archetipici di Madre, Figlio, Nemico e Amico.
Il calendario lunisolare tibetano
Un sofisticato calendario che armonizza l'anno solare con i mesi lunari inserendo mesi e giorni doppi o soppressi per mantenere il Capodanno (Losar) allineato con le stagioni.
Le scuole Phugpa e Tsurphu
Le due grandi scuole astronomiche tibetane: la scuola Phugpa (adottata dal governo del Dalai Lama) e la scuola Tsurphu (legata al lignaggio Karmapa), divergenti sui calcoli lunari.
Yang-char, le vocali ascendenti
Un sistema di astrologia fonetica e mantrica basato sul respiro, sulle lettere dell'alfabeto sanscrito e sui flussi dei canali energetici sottili (tsa e lung), impiegato per la prognosi marziale e medica.
Il Sipa Khorlo (Il diagramma della tartaruga)
Il celebre thangka protettivo che raffigura l'intero cosmo sul ventre della Tartaruga Dorata dormente emanata da Manjushri: racchiude il quadrato dei nove Mewa, gli otto trigrammi e i dodici animali.
I nove Mewa
Le nove macchie o segni numerici colorati che ruotano annualmente, riflettendo le influenze karmiche delle vite passate, la predisposizione spirituale e le tendenze psicologiche della vita presente.
Gli otto Parkha
Gli otto trigrammi sacri disposti attorno alle direzioni della bussola che regolano il flusso dell'energia vitale, la geomanzia domestica e le interazioni con gli spiriti della natura.
Le cinque forze vitali
I cinque parametri personali calcolati per ciascun anno di vita: Sok (forza vitale interiore), Lu (salute corporea), Wangthang (potere e prosperità), Lungta (cavallo del vento e fortuna) e La (anima protettiva).
Namkha, la croce di fili
Uno strumento rituale a forma di tela di ragno geometrica intessuta con fili dei cinque colori elementari, costruita per armonizzare le forze vitali afflitte del consultante.
Ned-tsi, astrologia medica
L'applicazione clinica della cosmologia nella medicina Sowa Rigpa: stabilisce il momento ideale per raccogliere erbe, preparare le pillole preziose, eseguire il salasso o la moxibustione.
I maestri che l'hanno forgiata e gli studiosi contemporanei
Traduttori, lama e medici che hanno strutturato la tradizione lungo un millennio, insieme ai ricercatori moderni che l'hanno fatta conoscere oltre i confini del Tibet.
Principessa Wencheng
La principessa imperiale cinese andata in sposa al re tibetano Songtsen Gampo nel 641 d.C., celebrata dalla tradizione per aver introdotto in Tibet i primi testi di astrologia cinese, geomanzia e medicina.
Gyijo Dawa Özer
Il traduttore tibetano che nel 1027 d.C. completò la prima traduzione in lingua tibetana del Kalachakra Tantra dal sanscrito, istituendo l'anno inaugurale del primo ciclo sessagesimale Rabjung.
Rangjung Dorje (III Karmapa)
Il terzo gerarca del lignaggio Karma Kagyu, eccelso maestro spirituale e astronomo, autore del trattato 'Compendio dell'astrologia' che fondò la scuola astronomica Tsurphu.
Butön Rinchen Drub
Uno dei massimi enciclopedisti del buddhismo tibetano, codificò il canone Kangyur e Tengyur e compose commentari monumentali sul Kalachakra Tantra che ne fissarono i calcoli.
Phugpa Lhundrub Gyatso
Astronomo fondatore della prestigiosa scuola Phugpa, autore del capolavoro Pema Karpo ('Loto Bianco') nel 1447, divenuto il manuale astronomico standard del governo tibetano.
Khedrub Norsang Gyatso
Maestro della scuola Gelug e tutore del secondo Dalai Lama, scrisse un monumentale commentario sul Kalachakra Tantra che chiarì i complessi rapporti tra microcosmo e macrocosmo.
Desi Sangye Gyatso
Reggente del quinto Dalai Lama e statista straordinario; fondò il collegio medico di Chagpori e compose il Vaidurya Karpo ('Berillo Bianco'), la più monumentale enciclopedia astrologica del Tibet.
Yuthok Yönten Gönpo
Il padre della medicina tibetana (Sowa Rigpa), autore dei 'Quattro Tantra Medici' (Gyushi), in cui integrò organicamente la diagnosi astrologica e cosmologica con la cura clinica.
Khyenrab Norbu
Illustre medico e astrologo personale del tredicesimo Dalai Lama, fu il primo direttore del Men-Tsee-Khang di Lhasa nel 1916, garantendo la sopravvivenza istituzionale della medicina e dell'astrologia.
Chögyal Namkhai Norbu
Maestro di Dzogchen e cattedratico all'Università di Napoli 'L'Orientale', ha introdotto in Occidente lo studio delle origini autoctone Bön dell'astrologia e la pratica terapeutica del Namkha.
Dieter Schuh
Tibetologo e storico tedesco che negli anni '70 ha decifrato la complessa cronologia matematica del calendario tibetano, stabilendo le tavole di conversione ufficiali per la storiografia occidentale.
Philippe Cornu
Studioso e traduttore francese di testi buddhisti, autore del primo trattato occidentale esaustivo e accessibile sull'astrologia tibetana (Astrologie tibétaine, 1990).
Edward Henning
Matematico e tibetologo autore di Kalacakra and the Tibetan Calendar (2007), l'analisi scientifica più dettagliata e rigorosa degli algoritmi astronomici del Kalachakra mai prodotta in Occidente.
Cos'è l'astrologia tibetana
In lingua tibetana, l'astrologia non si chiama con un termine derivato dagli astri, ma prende il nome essenziale di tsi (rtsis), che significa letteralmente «calcolo», «computo matematico». Questa disciplina non è un semplice oroscopo predittivo del destino, ma un pilastro integrale dell'alta cultura tibetana, fusa in modo inestricabile con la filosofia del buddhismo Mahayana, con la geomanzia sacra, con i rituali di protezione cosmica e con il celebre sistema medico tradizionale dell'Himalaya, il Sowa Rigpa («la scienza del guarire»).
Un consulto astrologico tibetano non si limita a descrivere la psicologia del nativo: esamina le risonanze tra il macrocosmo celeste e il corpo sottile umano, identifica le perturbazioni negli elementi della persona e prescrive rituali religiosi, meditazioni, modifiche della dieta o interventi terapeutici per ristabilire l'armonia violata.
Tre fonti fondamentali
Bön. Prima che il buddhismo mettesse radici in Tibet, le sue genti leggevano i presagi della natura, onoravano le forze della terra, dell'acqua, del fuoco e dell'aria, e si relazionavano con gli spiriti delle montagne, dei laghi e del suolo. I testi della tradizione Bön pongono il tempo e lo spazio sotto il governo di potenti divinità, e gran parte dei rituali protettivi ancora associati all'astrologia tibetana — come le croci di filo intrecciato e le offerte di riscatto — proviene direttamente da questo antico strato arcaico.
- Kar-tsi (L'Astrologia Bianca): L'astronomia matematica e oroscopica di matrice indiana, introdotta in Tibet principalmente attraverso la traduzione del sacro Kalachakra Tantra (il Tantra della Ruota del Tempo) nell'XI secolo d.C. Si occupa del calcolo delle longitudini planetarie, delle eclissi solari e lunari e del calendario lunisolare.
- Nag-tsi (L'Astrologia Nera): La tradizione divinatoria elementare di origine cinese (così chiamata per il tradizionale abito nero dei saggi della corte imperiale Tang). Giunta in Tibet nel VII secolo d.C., comprende il computo dei dodici animali zodiacali, dei nove Mewa, degli otto Parkha (trigrammi) e delle Cinque Fasi elementari.
- La tradizione autoctona Bön: L'arcaica cosmologia prebuddhista dell'altopiano tibetano, che ha apportato la consapevolezza delle divinità locali e degli spiriti della natura (lu, sa-dag, tsen, dre), le tecniche di diagnosi dell'anima protettiva (La) e i rituali propiziatori con le croci di fili colorati (Namkha).
India. La seconda grande ondata giunse con la successiva diffusione del buddhismo nell'XI secolo, quando i traduttori tibetani collaborarono con i maestri indiani sul Kalachakra Tantra, la Ruota del Tempo. La sua prima traduzione, a opera di Gyijo Dawa Özer, è datata 1027, e quell'anno segnò l'inizio del primo Rabjung, il ciclo di sessant'anni su cui i tibetani calcolano il tempo da allora in poi. Il Kalachakra portava con sé un'astronomia indiana completa, e il Tibet la battezzò Astrologia Bianca in virtù delle vesti bianche tradizionali dell'India.
Dal monasterio allo Stato
Nei primi secoli dopo l'introduzione del buddhismo sotto il re Songtsen Gampo nel VII secolo, il sapere astrologico fu custodito e sviluppato all'interno dei grandi monasteri. Figure leggendarie come Butön Rinchen Drub (XIV sec.) e il terzo Karmapa Rangjung Dorje composero trattati capitali che posero fine alle dispute calendariali tra lignaggi.
Nel XVII secolo, durante il governo del quinto Dalai Lama, il reggente Desi Sangye Gyatso (1653–1705) trasformò l'astrologia in un'istituzione ufficiale di stato. Autore del celebre trattato enciclopedico Vaidurya Karpo («Il Berillo Bianco»), Sangye Gyatso istituì il prestigioso collegio medico-astrologico di Chagpori a Lhasa. Più tardi, nel 1916, il tredicesimo Dalai Lama fondò l'istituto Men-Tsee-Khang («Casa della Medicina e dell'Astrologia»), istituzione che continua a fiorire a Lhasa e nella sede d'esilio di Dharamsala in India, formando generazioni di medici e astrologi ufficiali.
Kar-tsi e la Ruota del Tempo
La colonna portante dell'astronomia matematica tibetana è il Kalachakra Tantra (Dus-kyi 'khor-lo, «La Ruota del Tempo»), l'ultimo grande ciclo tantrico giunto dall'India buddista prima della distruzione delle università monastiche di Nalanda e Vikramashila. Il Kalachakra insegna che il cosmo si articola su tre livelli intimamente interconnessi: il Kalachakra Esterno (i pianeti, le orbite celesti e le costellazioni), il Kalachakra Interno (i canali energetici sottili tsa, i soffi vitali lung e le gocce essenziali thigle all'interno del corpo umano) e il Kalachakra Alternativo (le meditazioni, le iniziazioni e le pratiche spirituali che purificano entrambi i livelli conducendo all'Illuminazione).
Gli astronomi tibetani non utilizzavano telescopi né strumenti ottici complessi: compivano calcoli astronomici estremamente raffinati tracciando cifre con un bastoncino di bambù su una tavola cosparsa di sabbia fine o polvere (bye-thang). Attraverso formule matematiche in versi sanscriti, determinavano con esattezza le congiunzioni planetarie, le stazioni lunari (gyu-skar) e i momenti critici delle eclissi.
Il calendario
Il calendario tradizionale tibetano è un sistema lunisolare che deve risolvere una sfida geometrica permanente: sincronizzare il ciclo della Luna (circa 29,53 giorni) con l'anno solare delle quattro stagioni terrestri (circa 365,24 giorni). Poiché dodici mesi lunari assommano soltanto a 354 giorni (circa undici giorni in meno rispetto all'anno solare), il calendario tibetano ricorre a un'ingegnosa proporzione ereditata dal Kalachakra: il rapporto di 67 mesi lunari ogni 65 mesi solari.
Per mantenere questa sincronia senza che le feste sacre scivolino fuori dalle stagioni naturali, il calendario tibetano intercala un mese bisestile (dawa zurpa) approssimativamente ogni 32 o 33 mesi. Inoltre, poiché la Luna si muove a velocità variabile nella sua orbita ellittica, i giorni solari e i giorni lunari (tshes-zhag) non coincidono mai esattamente. Di conseguenza, nel calendario tibetano capita frequentemente che un giorno fasto venga duplicato (tshes lhag) o che un giorno infausto venga completamente soppresso (tshes chad), passando direttamente dal quarto al sesto giorno del mese!
Il computo degli anni si organizza in cicli sessagesimali chiamati Rabjung, il cui primo ciclo ebbe inizio ufficialmente nell'anno 1027 d.C., quando il traduttore Gyijo Dawa Özer completò la versione tibetana del Kalachakra Tantra.
Nag-tsi e i cinque elementi
Mentre il Kar-tsi si occupa del moto matematico dei corpi celesti, il Nag-tsi (o Jung-tsi) è l'arte elementare che decodifica la qualità vivente del tempo. Invece di guardare alle orbite dei pianeti fisici, il Nag-tsi analizza le complesse interazioni tra i cinque elementi cosmici: Legno (shing), Fuoco (me), Terra (sa), Ferro/Metallo (lcags) e Acqua (chu).
Due cicli fondamentali governano questi incontri. Nel ciclo madre-figlio ciascun elemento dà origine al successivo: l'Acqua nutre il Legno, il Legno alimenta il Fuoco, il Fuoco genera la Terra con le sue ceneri, la Terra partorisce il Ferro e il Ferro raccoglie l'Acqua. Nel ciclo nemico-amico ciascun elemento vince o soggioga un altro: l'Acqua spegne il Fuoco, il Fuoco fonde il Ferro, il Ferro taglia il Legno, il Legno impoverisce la Terra e la Terra argina l'Acqua. Ogni giudizio nel Jung-tsi, dalle prospettive per l'anno a venire all'armonia di una coppia, dipende da quale di queste relazioni sussiste tra gli elementi coinvolti.
- La relazione Madre (Ma): L'elemento generatore che nutre e protegge (il Legno genera il Fuoco, il Fuoco genera la Terra, la Terra genera il Metallo, il Metallo genera l'Acqua, l'Acqua nutre il Legno). È una relazione di massima fecondità e sostegno vitale.
- La relazione Figlio (Bu): L'elemento generato che riceve nutrimento e richiede attenzione amorevole.
- La relazione Nemico (Dra): L'elemento controllore che contrasta o distrugge (l'Acqua spegne il Fuoco, il Fuoco fonde il Metallo, il Metallo taglia il Legno, il Legno fende la Terra, la Terra argina l'Acqua).
- La relazione Amico (Drog): L'elemento dominato che reca ricchezza materiale e risorse pratiche.
I dodici animali e il ciclo sessagesimale
Il ciclo sessagesimale tibetano nasce dall'intreccio dei cinque elementi (ciascuno sdoppiato nella polarità maschile Yang / Pho e femminile Yin / Mo) con i dodici animali zodiacali sacri: Topo (byi-ba), Bue (glang), Tigre (stag), Lepre (yos), Drago ('brug), Serpente (sbrul), Cavallo (rta), Pecora (lug), Scimmia (spre'u), Uccello (bya), Cane (khyi) e Maiale (phag).
Ciascun animale regna per due anni consecutivi, prima sotto la polarità maschile e poi sotto quella femminile dello stesso elemento (ad esempio: Anno del Drago Maschio di Legno, seguito dall'Anno del Serpente Femmina di Legno). Il ciclo completo di sessant'anni (Rabjung) si esaurisce quando tutti e dodici gli animali hanno danzato attraverso tutte e cinque le polarità elementari.
I nove Mewa
Uno dei pilastri più amati dell'astrologia tibetana è il sistema dei nove Mewa (sme-ba dgu), parola che significa letteralmente «neo», «macchia di nascita» o «segno karmico». Corrispondenti ai nove numeri della griglia cosmica del quadrato magico di Luoshu, i nove Mewa ruotano ciclicamente di anno in anno, di mese in mese e di giorno in giorno.
| Mewa | Colore | Elemento | Direzione |
|---|---|---|---|
| 1 | Bianco | Ferro / Metallo | Nord |
| 2 | Nero | Acqua | Sud-ovest |
| 3 | Indaco / Blu | Acqua | Est |
| 4 | Verde | Legno | Sud-est |
| 5 | Giallo | Terra | Centro |
| 6 | Bianco | Ferro / Metallo | Nord-ovest |
| 7 | Rosso | Fuoco | Ovest |
| 8 | Bianco | Ferro / Metallo | Nord-est |
| 9 | Marrone / Rosso | Fuoco | Sud |
Il Mewa di nascita (khe-mewa) rivela l'eredità karmica delle vite passate dell'individuo, le malattie croniche a cui il corpo sarà predisposto, le afflizioni emotive ricorrenti e il tipo di pratiche spirituali o divinità protettrici (yidam) più adatte per conseguire la liberazione interiore in questa esistenza.
Gli otto Parkha
Accanto ai Mewa operano gli otto Parkha (spar-kha brgyad), gli otto trigrammi derivati dall'antico I Ching cinese, trasposti nella metafisica e nella geomanzia himalayana. I Parkha rappresentano otto qualità archetipiche dell'energia dinamica cosmica, disposte lungo le otto direzioni dello spazio:
Li (Fuoco, Sud), Khon (Terra, Sud-ovest), Dwa (Metallo, Ovest), Khen (Cielo, Nord-ovest), Kham (Acqua, Nord), Gin (Montagna, Nord-est), Zin (Legno, Est) e Zon (Vento, Sud-est).
| Direzione | Qualità | Uso tradizionale |
|---|---|---|
| Li (Sud) | Fuoco radioso | Favorevole per attività religiose e celebrazioni |
| Khon (Sud-ovest) | Terra accogliente | Costruzione di fondamenta e pratiche agricole |
| Dwa (Ovest) | Metallo serale | Trattative commerciali e conclusione di contratti |
| Khen (Nord-ovest) | Cielo supremo | Viaggi d'affari e incontri con autorità |
| Kham (Nord) | Acqua profonda | Purificazione spirituale e meditazione solitaria |
| Gin (Nord-est) | Montagna solida | Rituali di stabilità e conservazione di beni |
| Zin (Est) | Legno nascente | Inizio di studi, semina e nuovi progetti |
| Zon (Sud-est) | Vento flessibile | Comunicazione, guarigione e relazioni sociali |
Le cinque forze vitali
Il cuore dell'oroscopia genetliaca tibetana è la determinazione delle cinque forze vitali personali (jung-nga). Per ciascun anno di vita, l'astrologo calcola lo stato energetico di cinque pilastri invisibili dell'individuo:
- Sok (Forza Vitale interiore): L'energia primaria dell'esistenza, il respiro vitale custodito nel cuore; determina la longevità essenziale e la sopravvivenza fisica.
- Lu (Salute Corporea): La forza e la densità dei tessuti corporei, del sangue e degli organi fisici; segnala la vulnerabilità alle malattie e la resistenza immunitaria.
- Wangthang (Potere e Prosperità): La capacità di realizzare i propri progetti nel mondo, l'autorità sociale, il carisma personale e la ricchezza finanziaria.
- Lungta (Il Cavallo del Vento): La fortuna spontanea, il successo imprevisto, la buona reputazione e la protezione dalle avversità esterne (da cui le celebri bandiere di preghiera appese sui passi montani dell'Himalaya).
- La (L'Anima Protettiva): La matrice energetica sottile che avvolge il corpo come uno scudo luminoso; è strettamente connessa a Sok e può essere rubata o spaventata da shock emotivi, incidenti o entità avverse, richiedendo speciali rituali di richiamo dell'anima (Lalu).
Ciascuna di queste cinque forze è retta da uno dei cinque elementi cosmici. Mettendo a confronto l'elemento natale della persona con l'elemento dell'anno corrente attraverso le relazioni di Madre, Figlio, Nemico o Amico, l'astrologo tibetano assegna un punteggio visivo tradizionale espresso con piccoli cerchi bianchi (favorevoli) o croci nere (sfavorevoli).
Se una forza vitale si trova in una condizione di grave afflizione (ad esempio un anno 'Nemico'), l'astrologo prescrive rimedi specifici: la recitazione di testi sacri, la liberazione di pesci o uccelli destinati al macello (tsethar), o l'erezione di un Namkha.
Sowa Rigpa: astrologia e scienza medica
In Tibet, un medico che non conoscesse l'astrologia era considerato come un cieco che cammina sull'orlo di un precipizio. La medicina tradizionale tibetana, Sowa Rigpa, affonda le proprie radici nel medesimo substrato cosmologico dell'astrologia.
Secondo il testo cardine medico Gyushi («I Quattro Tantra Medici»), il corpo umano è retto dall'equilibrio dinamico di tre umori fondamentali (nyepa sum): Lung (il Vento, collegato all'Aria e allo Spazio), Tripa (la Bile, collegata al Fuoco) e Beken (la Flemma, collegata alla Terra e all'Acqua). Questi tre umori fisici corrispondono sul piano spirituale ai tre grandi veleni della mente buddhista: l'attaccamento bramoso, l'avversione rabbiosa e l'ignoranza confusa.
| Umore | Elementi | Qualità | Funzione principale | Veleno associato |
|---|---|---|---|---|
| Lung (Vento) | Aria e Spazio | Leggero, mobile, freddo, sottile | Movimento, respirazione, impulsi nervosi | Attaccamento e desiderio |
| Tripa (Bile) | Fuoco | Caldo, acuto, umido, leggero | Digestione, calore corporeo, intelletto | Rabbia e avversione |
| Beken (Flemma) | Terra e Acqua | Pesante, freddo, untuoso, stabile | Struttura ossea, fluidi articolari, sonno | Ignoranza e confusione |
La salute perfetta è lo stato di equilibrio armonico tra questi tre umori, mentre la malattia insorge quando uno o più umori si alterano a causa della dieta scorretta, dei fattori climatici, delle stagioni dell'anno o delle influenze astrologiche avverse.
Astrologia medica applicata
Il medico-astrologo tibetano (Amchi) consulta costantemente il calendario per orientare la diagnosi clinica e la terapia. L'astrologia stabilisce il momento esatto in cui compiere la diagnosi del polso (rtsa-brtag): il polso deve essere ascoltato all'alba, quando la luce comincia a rischiarare le linee della mano, prima che il paziente abbia mangiato o parlato, per cogliere il respiro incontaminato degli organi interni.
Inoltre, la pratica terapeutica del salasso medico (gtar-kha) e della moxibustione (me-btsa') deve seguire con precisione millimetrica il percorso mensile dell'energia vitale La nel corpo. L'anima protettiva La viaggia giorno dopo giorno attraverso le diverse parti anatomiche dell'individuo seguendo il ciclo della Luna: al primo giorno del mese lunare risiede nell'alluce sinistro degli uomini (destro delle donne), al quindicesimo giorno sale alla corona del capo, e durante la seconda metà del mese discende fino ai piedi. Compiere incisioni chirurgiche, salassi o bruciature di moxa sulla parte del corpo occupata dal La in quel giorno è severamente vietato, poiché provocherebbe una grave perdita di vitalità o persino la morte.
Le pillole preziose
L'apice della farmacologia medica e astrologica tibetana è rappresentato dalle celebri Pillole Preziose (Rinchen Rilbu). Si tratta di complessi composti alchemici che contengono fino a oltre cento erbe officinali rare dell'altopiano himalayano, combinate con pietre preziose polverizzate (turchese, corallo, perla, zaffiro) e metalli pesanti (oro, argento, ferro e mercurio) disintossicati attraverso un estenuante processo rituale e chimico chiamato Tsothal.
| Sapore | Elementi | Effetto terapeutico |
|---|---|---|
| Dolce | Terra e Acqua | Rinvigorisce il corpo, calma Vento e Bile, accresce Flemma |
| Agro | Fuoco e Terra | Riscalda lo stomaco, promuove la digestione, riduce Vento |
| Salato | Acqua e Fuoco | Ammorbidisce i tessuti, stimola l'appetito, placa Vento |
| Amaro | Acqua e Aria | Raffredda le infiammazioni, asciuga le secrezioni, placa Bile |
| Piccante | Fuoco e Aria | Dissipa il freddo, apre i canali energetici, riduce Flemma |
| Astringente | Terra e Aria | Chiude le ferite, cura le emorragie, calma Bile e Flemma |
La preparazione di questi rimedi miracolosi non può avvenire in un giorno qualsiasi: la raccolta delle erbe montane, la macinazione dei minerali e la consacrazione finale delle pillole devono essere sincronizzate con specifici allineamenti astrologici fasti (in particolare con il transito della benefica stella Rishi o con giorni di congiunzione solare-lunare).
Prima di assumere una pillola preziosa come la celebre Rinchen Tsodru Dashel (la Grande Pillola Preziosa della Luna Chiara), il paziente deve recitare preghiere propiziatorie, digiunare, sciogliere la pillola in una tazza di ceramica prima dell'alba e berla rivolgendosi verso la propria direzione cardinale fasta (Kippō), armonizzando la medicina alchemica con i ritmi del proprio corpo sottile.
Su lettura nella contemporaneità
Oggi l'astrologia tibetana continua ad essere praticata con devozione e rigore sia nei monasteri dell'Himalaya sia nei centri buddhisti internazionali d'Occidente. Essa non promette formule magiche per eludere le conseguenze delle proprie azioni: ricorda costantemente che ogni evento esteriore è il frutto maturo di semi karmici piantati nel passato, e che l'unico modo autentico per trasformare il futuro è coltivare la saggezza, la compassione (bodhicitta) e la consapevolezza limpida del momento presente.
La medicina tibetana e la sua astrologia sono presentate in queste pagine come una straordinaria tradizione culturale e filosofica millenaria. Esse non intendono sostituire in alcun modo la diagnosi, la terapia o il consiglio medico professionale, e le preparazioni tradizionali himalayane non devono mai essere assunte senza la diretta e qualificata supervisione di un medico competente.
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