nGéadal
uccisione, ferimento, strage
Il danno e l'economia che gli prospera attorno
I glifi oghamici sono mostrati in Unicode, disposti da sinistra a destra. Su una pietra eretta le lettere corrono dal basso verso l'alto lungo lo spigolo, pertanto questa sequenza costituisce una convenzione pratica piuttosto che una resa fedele.
- Sound
- ng /ɡʷ/
- Posizione
- 13
- Group
- Aicme Muine
- Root meaning
- dal protoindoeuropeo *gwen-, uccidere: affine all'irlandese antico gonid, egli ferisce o uccide
- Medieval tree gloss
- ginestra o felce (attribuita attraverso i cataplasmi medicinali)
- Unicode
- U+168D
- Tempistica
- Al principio della violenza
- Sì / No
- No
Diritto
- uccisione
- ferimento
- danno
- violenza
- il principio della ferita
- chi trae profitto dal danno
- un medico
- conseguenza
In the rune poems
lúth lega
sostentamento di un medico
étiud midach
vesti dei medici
tosach n-échto
principio della strage
La seconda labiovelare
nGéadal rappresenta /ɡʷ/, la labiovelare sonora: la controparte della sorda /kʷ/ di Ceirt e, al pari di essa, un suono perduto dall'irlandese antico.
L'Aicme Muine custodisce dunque due fossili. Entrambe le lettere conservano consonanti ormai scomparse dalla lingua parlata ben prima che qualcuno redigesse un manoscritto sul loro conto, ed entrambe hanno continuato a essere ricopiate per puro conservatorismo alfabetico.
L'etimologia è insolitamente limpida per una lettera tanto oscura. Risale al protoindoeuropeo *gʷhen-, colpire o uccidere, da cui deriva l'irlandese antico gonid, egli ferisce o uccide, e che sta alla base del greco phonos, omicidio, nonché del suffisso -cidio in parole come omicidio. Il nome della lettera significa uccisione.
Sotto il profilo epigrafico è formata da tre tratti diagonali che attraversano la linea mediana, ed è rara sulle pietre, come del resto accade in genere per le lettere labiovelari.
Chi mangia perché sei stato ferito
I kenningar compiono un'operazione assai più acuta della semplice descrizione della violenza. Due su tre ne descrivono l'economia.
Tosach n-échto, principio della strage, ne esprime chiaramente il significato radicale originario. Écht è un'uccisione, un atto di violenza sanguinosa.
Vi sono poi lúth lega, sostentamento di un liaig, ed étiud midach, vesti dei midach. Entrambi i termini significano «medico». Lúth è il nutrimento o il vigore; étiud è il vestiario.
Il medico, dunque, mangia e si veste perché gli uomini si feriscono a vicenda. Non si tratta di un'osservazione morale e i kenningar non esprimono giudizi di valore. È la constatazione di come un professionista si guadagnasse da vivere in una società in cui la violenza organizzata era consuetudine e curarne le conseguenze costituiva un mestiere riconosciuto.
Il diritto irlandese antico lo conferma nei minimi dettagli. Il trattato Bretha Crólige, i Giudizi sulle ferite di sangue, regolava il mantenimento del malato: chi feriva un'altra persona era legalmente responsabile delle cure della vittima, inclusi l'onorario del medico, vitto di qualità determinata e alloggio, con un tenore commisurato al rango della parte lesa. Il ferimento era un fatto giuridico corredato da un vero e proprio tariffario, e il liaig faceva parte integrante di tale sistema.
I kenningar descrivono dunque un assetto concreto e storicamente documentato.
La glossa che mise in difficoltà i glossatori
Uno schema fondato sugli alberi incontra una palese difficoltà di fronte a una lettera che significa uccisione, e lo sforzo è evidente.
L'attribuzione è la ginestra, gilcach, talvolta sostituita dalla felce. La spiegazione tramandata è che la ginestra veniva impiegata in preparati medicinali e cataplasmi: dunque, passando per i due kenningar sul medico, una pianta risanatrice.
Si noti il passaggio. I glossatori non riuscivano a passare da uccidere a una pianta qualsiasi; si sono perciò rivolti ai kenningar, hanno preso la figura del medico e dal medico sono approdati a un'erba curativa. L'albero viene così agganciato a un'implicazione secondaria di un kenning che riguarda una conseguenza del significato reale.
Siamo a tre passaggi di distanza dal nome originale, con il bizzarro risultato che la lettera dell'uccisione finisce per essere glossata con una pianta guaritrice.
Nella lettura
nGéadal è il danno, ed è una delle poche lettere dell'alfabeto che non ammette addolcimenti.
Segnala un danno in corso d'opera: il suo principio, in accordo con tosach n-échto, anziché le sue conseguenze tarde. In una stesa è più vicina a un evento che a una condizione: qualcosa si sta spezzando adesso.
I kenningar legati al medico le conferiscono un secondo impiego, assai più caratteristico, che la maggior parte delle letture moderne ignora del tutto. nGéadal domanda chi tragga vantaggio dal danno. Qualcuno viene pagato. In una circostanza segnata da conflitto o perdita, la lettera punta il dito verso la parte i cui interessi sono favoriti dal protrarsi della situazione, e spesso tale parte non coincide con alcuno dei contendenti.
I mazzi moderni propongono la ginestra o la canna, attribuendo loro significati di guarigione, purificazione e salute. È la glossa rovesciata nel suo esatto contrario, ed è bene rammentare che il nome storico indica precisamente ciò che rende necessaria la cura.
Come per ogni simbolo connesso al danno, non è una lettera con cui fare previsioni o pronunciamenti sulla salute o sull'incolumità di alcuno.
Questions to sit with
- Chi viene pagato perché questo conflitto continua?
- Questo è il principio del danno, o ne stai osservando le conseguenze?
- La legge imponeva a chi feriva di pagare le cure del ferito. Chi ne sostiene i costi in questo caso?
Domande frequenti
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