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Coll

albero di nocciolo

Nutrimento concentrato e la conoscenza che ne deriva

I glifi oghamici sono mostrati in Unicode, disposti da sinistra a destra. Su una pietra eretta le lettere corrono dal basso verso l'alto lungo lo spigolo, pertanto questa sequenza costituisce una convenzione pratica piuttosto che una resa fedele.

Sound
c /k/
Posizione
9
Group
Aicme hÚatha
Root meaning
nocciolo: autentico, affine al gallese collen
Medieval tree gloss
nocciolo (la glossa concorda)
Unicode
U+1689
Tempistica
Autunno; il raccolto delle nocciole
Sì / No
Sì, ed è cosa buona

Diritto

  • nocciolo
  • nutrimento
  • dolcezza
  • valore concentrato
  • conoscenza
  • ispirazione
  • abbondanza
  • un raccolto

In the rune poems

caíniu fedaib

il più bello tra gli alberi

Bríatharogam Morainn mac Moín · Coll
carae blóesc

amico dei gusci

Bríatharogam Maic ind Óc · Coll
milsem fedo

il più dolce degli alberi

Bríatharogam Con Culainn · Coll

Un albero autentico, e benvoluto

Coll significa nocciolo, termine affine al gallese collen e vicino al latino corylus. È il quarto degli otto nomi botanici accertati e, fatto insolito, le kenningar mostrano un affetto immediato e schietto.

Caíniu fedaib, il più bello tra gli alberi. Milsem fedo, il più dolce degli alberi. Carae blóesc, amico dei gusci: carae indica l'amico, mentre blaosc è il guscio o mallo.

Tre liste, tre elogi. Le kenningar dell'Ogham sono più spesso cupe che amene: una lettera lodata tre volte di seguito doveva quindi offrire alle persone un beneficio concreto.

Calorie

Il motivo è nutrizionale e non ha nulla di romantico.

Le nocciole figurano tra i cibi selvatici a più alta densità calorica disponibili in Irlanda: composte per circa il 60 per cento da grassi, si conservano per tutto l'inverno una volta essiccate e possono essere raccolte in abbondanza da chiunque. Non richiedono coltivazione, aratura, bestiame da tiro o un'estate particolarmente favorevole. Richiedono soltanto che qualcuno vada a raccoglierle.

I siti mesolitici in tutta l'Irlanda e la Gran Bretagna abbondano di gusci bruciati di nocciola, in quantità tali da testimoniare una lavorazione sistematica su larga scala. A Mount Sandel, nella contea di Derry, uno dei più antichi insediamenti conosciuti in Irlanda, i gusci di nocciola costituiscono il reperto dominante. Per millenni, prima dell'avvento dell'agricoltura, hanno rappresentato un alimento di base, rimanendo a lungo un'integrazione essenziale.

Dunque il più dolce degli alberi è una constatazione che riguarda il nutrimento, mentre amico dei gusci è un'ironica allusione alla quantità di scarti che si producono per raggiungere il gheriglio. Chiunque abbia sgusciato una discreta quantità di nocciole riconoscerà l'esattezza dell'osservazione.

Il Salmone della Conoscenza

Il nocciolo è al centro del più celebre mito di sapienza della tradizione irlandese, ed è bene raccontarlo con precisione.

Nella narrazione, nove noccioli crescono attorno a una fonte (identificata di volta in volta con la fonte di Segais o con quella di Connla) e lasciano cadere i propri frutti nell'acqua. Un salmone se ne nutre, assorbendo in sé tutta la conoscenza del mondo. Il poeta Finn Eces cattura il salmone dopo sette anni di attesa e affida al giovane Demne il compito di cucinarlo, diffidandolo dall'assaggiarne anche solo un boccone. Durante la cottura il ragazzo si scotta il pollice contro il pesce, se lo porta alla bocca per lenire il dolore e riceve così la conoscenza al posto del maestro. Diverrà Fionn mac Cumhaill e, da allora in poi, gli basterà mordersi il pollice per attingere alla saggezza.

In questa catena il nocciolo è l'origine primaria. La conoscenza risiede nella noce prima ancora di passare nel pesce.

Questo racconto è una narrazione medievale irlandese autentica e ben documentata. Ciò che non è, tuttavia, è una prova storica sulla lettera oghamica. La vicenda appartiene all'albero e la lettera prende il nome dalla pianta, ma nessuna fonte antica collega il mito al fid. L'inferenza è ragionevole, ma resta pur sempre un'inferenza.

Il nocciolo possedeva anche un rilievo giuridico: rientrava infatti tra gli airig fedo, i nobili del bosco nell'antica classificazione irlandese degli alberi, con multe commisurate per l'abbattimento illegale.

Nella lettura

Coll rappresenta un valore concentrato racchiuso in poco spazio.

L'interpretazione pratica è il nutrimento: qualcosa che sfama, si conserva a lungo ed è alla portata di chiunque si prenda la briga di andarlo a prendere. A differenza dei prodotti dei campi, non richiede l'investimento di un'intera stagione. Le nocciole si raccolgono, non si coltivano. In una stesa, la lettera segnala spesso una risorsa già disponibile ma non ancora raccolta.

La lettura legata alla conoscenza è quella più diffusa ed è legittima, a patto di comprenderne l'origine: deriva dal Salmone della Conoscenza e non dalle kenningar, che non fanno alcun cenno alla saggezza. Intesa in questo senso, Coll indica un sapere peculiare: denso, racchiuso, che attende di essere schiuso e che viene acquisito quasi per caso da chi non era destinato a riceverlo.

Il guscio ha un ruolo centrale. Carae blóesc è amico dei gusci, e non c'è modo di arrivare al gheriglio senza affrontare il mallo. Coll tende a indicare situazioni che valgono la fatica di essere aperte, ma che si presentano ostinatamente chiuse.

L'ultimo tratto prima di quello anomalo

Coll è tracciata con quattro tratti a sinistra della linea mediana. La lettera successiva, Ceirt, ne conta cinque, e reca un suono che l'antico irlandese non possedeva più.

Questo rende la conclusione di questo aicme il punto in cui l'antichità dell'alfabeto emerge con evidenza. Coll è una semplice /k/, comune in ogni fase storica dell'irlandese. Ceirt è invece /kʷ/, una labiovelare che era già confluita nelle velari semplici quando si iniziarono a redigere i manoscritti.

Le due lettere si trovano l'una accanto all'altra, e una delle due è un fossile.

Questions to sit with

  • Che cosa hai a disposizione che aspetta soltanto di essere raccolto, invece di essere coltivato?
  • Non c'è gheriglio senza fare i conti con il guscio. Che cosa stai evitando di aprire?
  • Fionn ha ottenuto la conoscenza per caso, mentre cucinava per qualcun altro. Che cosa hai imparato mentre stavi facendo tutt'altro?

Domande frequenti

Nocciolo, termine affine al gallese collen e vicino al latino corylus. È uno degli otto nomi autenticamente botanici e, fatto insolito, tutte e tre le sue kenningar contengono un elogio: il più bello tra gli alberi, il più dolce degli alberi e amico dei gusci.

A motivo delle nocciole. Sono tra i cibi selvatici a più alta densità calorica d'Irlanda, composte per circa il 60 per cento da grassi, conservabili una volta essiccate e raccoglibili da chiunque senza bisogno di coltivazione. Siti mesolitici come Mount Sandel abbondano di gusci bruciati in quantità tali da dimostrare una lavorazione sistematica.

Nove noccioli crescono attorno a una fonte e lasciano cadere i frutti nell'acqua; un salmone se ne nutre assorbendo ogni conoscenza. Il poeta Finn Eces lo pesca e incarica il giovane Demne di cucinarlo; scottatosi il pollice, il ragazzo lo porta alla bocca e riceve la saggezza al posto del maestro, divenendo Fionn mac Cumhaill. Il nocciolo costituisce la sorgente all'origine di questa catena.

Per inferenza, non per testimonianza diretta delle fonti. La narrazione appartiene all'albero del nocciolo e la lettera prende il nome dalla pianta, ma nessun testo storico collega il mito al fid, e le kenningar non menzionano affatto la saggezza. L'accostamento è plausibile, ma rimane pur sempre un'inferenza.

Valore concentrato in un piccolo involucro: qualcosa che nutre, si conserva a lungo ed è alla portata di chiunque vada a raccoglierlo. Poiché le nocciole si raccolgono anziché essere coltivate, la lettera segnala spesso una risorsa già disponibile ma non ancora colta. L'interpretazione legata alla conoscenza è valida, ma proviene dal mito del Salmone e non dalle kenningar.