ᛦ

Ýr

tasso; un arco di tasso

Tensione accumulata: tesa, trattenuta, non ancora rilasciata

Sound
ʀ /ʀ/
Posizione
16
Group
Ætt di Týr
Descended from
Futhark antico Algiz (*algiz), capovolta
Short-twig form
ᛧ
Unicode
U+16E6
Tempistica
Al massimo della trazione
Sì / No
Sì, ma la tensione non è ancora stata rilasciata

Diritto

  • il tasso
  • un arco
  • forza accumulata
  • resistenza
  • il verde dell'inverno
  • prontezza
  • tensione trattenuta
  • resilienza

In the rune poems

Ýr er vetrgrønstr viða; vænt er, er brennr, at sviða.

Il tasso è il legno più verde d'inverno; quando brucia, tende a bruciacchiare.

Poema runico norvegese · Ýr
Ýr er bendr bogi ok brotgjarnt járn ok fífu fárbauti. arcus ynglingr.

Il tasso è un arco curvato, ferro fragile e il gigante della freccia. Arco; principe.

Poema runico islandese · Ýr

Across the scripts

ᛉ

Algiz

Futhark antico

L'antenata diretta, in posizione eretta. La sua strofa in antico inglese descrive il carice dell'alce, una pianta palustre che ferisce chiunque tenti di afferrarla.

ᛦ

Ýr

Futhark recente

Algiz capovolta, ribattezzata con il nome del tasso e spostata dal quindicesimo all'ultimo posto. L'unica runa nella storia runica ad aver cambiato posizione all'interno della sequenza.

ᛉ

Eolhx

Futhorc anglosassone

L'Inghilterra conservò la forma eretta e il nome del carice dell'alce, lasciando scivolare il suono verso il nesso consonantico ks. Disponeva di una runa distinta ᚣ yr per la vocale.

La runa che cambiò posto

Tutte le altre rune del Futhark recente conservarono la propria posizione nella sequenza. Questa fu l'unica eccezione, e la ragione è di natura fonetica.

Algiz del Futhark antico rappresentava una z che ricorreva quasi esclusivamente alla fine delle parole, nelle desinenze del nominativo -az e -iz. Nel protonorreno quel suono scivolò verso un fonema affine a una r, convenzionalmente traslitterato come ʀ e spesso descritto come palatale o retroflesso. Rimase distinto dalla normale /r/ per secoli: il nome Hlewagastiz sul corno di Gallehus termina proprio con questo suono, e gli incisori dell'Epoca Vichinga continuavano a differenziare i due valori.

Quando la serie fu ridotta a sedici caratteri, la lettera venne conservata perché il norreno antico ne aveva ancora bisogno, ma fu capovolta, ribattezzata e spostata alla posizione sedici, dopo Lǫgr. Nessun testo tramanda il motivo di tale spostamento. La spiegazione più plausibile è che un suono presente solo alla fine delle parole trovasse la sua collocazione più logica alla fine dell'alfabeto, con una felice coerenza di disegno.

Col tempo la distinzione venne meno. Il momento in cui le iscrizioni di una determinata regione cessano di separare ᚱ da ᛦ costituisce uno degli strumenti di datazione più preziosi a disposizione dei runologi.

Un nome ereditato da un'altra runa

La forma della runa discende da Algiz. Il suo nome, invece, no.

Ýr significa tasso, e la runa del tasso nel Futhark antico era Eihwaz (ᛇ), una lettera del tutto indipendente che andò perduta durante la riduzione dell'alfabeto. In qualche momento della transizione, il segno grafico di Algiz assorbì il nome di Eihwaz.

Ne deriva un intrico singolare che la maggior parte dei testi sulle rune non menziona. Le strofe norvegese e islandese di ýr riportate sopra appartengono a questa runa per discendenza diretta (è la prosecuzione formale di Algiz), ma descrivono il tasso, che era il soggetto di Eihwaz. Entrambe le tradizioni le citano a buon diritto, e nessuna delle due può rivendicarle in via esclusiva.

Le modalità di questo scambio restano oscure. L'ipotesi più lineare è che, con la scomparsa di Eihwaz, il suo noto nome si sia legato alla sagoma orfana più vicina; inoltre la vocale ý in ýr era sufficientemente vicina al suono reale della lettera da preservare l'efficacia del principio acrofonico per fini didattici.

L'arco

La strofa islandese riconduce subito il tasso al suo impiego pratico: bendr bogi, un arco curvato. Aggiunge poi brotgjarnt járn, ferro fragile, e fífu fárbauti, il gigante della freccia, dove fífa indica l'asta del dardo e Fárbauti, il padre di Loki, è usato come nome comune per distruttore.

Il tasso fornisce il legno per i migliori archi semplici d'Europa grazie a una straordinaria caratteristica strutturale. Se il tronco viene tagliato in modo che il confine tra durame e alburno segua il flettente, il legno agisce come un materiale composito naturale: l'alburno sul dorso resiste alla trazione, mentre il durame sul ventre sopporta la compressione, senza richiedere alcuna laminazione.

Brotgjarnt járn, ferro fragile, appare come l'elemento dissonante e funge con ogni probabilità da termine di confronto anziché da descrizione: l'arco si flette laddove il ferro si spezzerebbe. Il metallo che cedeva sotto sforzo era un problema concreto e dispendioso per i fabbri che lavoravano il ferro di palude, e le scorie citate nella strofa di Úr appartengono al medesimo orizzonte materiale.

Il componimento norvegese sceglie un'altra prospettiva: il tasso è il più verde dei legni in inverno e, quando arde, tende a scoppiettare e bruciacchiare. Due osservazioni nate dall'esperienza diretta di chi quel legno lo lavorava.

Nella lettura

Ýr rappresenta la tensione accumulata. L'arco teso ne è l'immagine cardine: una forza presente, mirata e non ancora scoccata.

Questo tratto la differenzia nettamente dalle altre rune che esprimono un blocco. Íss è uno stallo in cui nulla può muoversi; Nauðr è una costrizione che opprime dall'esterno; Ýr rappresenta invece una forza sotto carico, pienamente pronta a scattare e trattenuta con deliberata intenzione.

Il significato di resistenza deriva dalla strofa norvegese: il più verde dei legni d'inverno, l'albero che rimane vivo quando ogni cosa circostante è intorpidita dal gelo. I tassi sono straordinariamente longevi e velenosi in quasi ogni loro parte, caratteristica che spiega in buona misura la loro capacità di sopravvivere.

Come segno conclusivo della serie racchiude anche un senso di chiusura. Se Othala chiudeva il Futhark antico sulla terra avita, il Futhark recente si conclude con un'arma al massimo allungo, siglando la serie con un'impronta del tutto diversa.

I lettori moderni che mutuano i significati dal Futhark antico associano a questa posizione i temi di Algiz (protezione, una mano sollevata, un monito). È un'interpretazione comprensibile sul piano formale, ma priva di riscontro in entrambi i carmi norreni.

Come lettera

A ramo lungo ᛦ, a ramo corto ᛧ.

Rappresenta ʀ e non compare mai all'inizio di parola, il che la rende meno frequente e la confina in posizione interna o finale. Ricorre costantemente nelle desinenze del nominativo norreno e nelle forme pronominali, comparendo in qualunque iscrizione di una certa lunghezza.

Nel tardo uso medievale, con la progressiva fusione dei suoni ʀ ed r, la runa venne riassegnata in alcuni contesti alla vocale y, costituendo un'ulteriore complicazione nella lettura dei testi più recenti.

Questions to sit with

  • Che cosa si trova a piena trazione nella tua vita in questo momento?
  • Stai trattenendo questa forza deliberatamente, o hai dimenticato di averla in pugno?
  • Il tasso rimane verde per tutto l'inverno grazie alla sua tossicità. Quanto sta costando la tua resistenza alle persone che ti sono vicine?

Domande frequenti

Tasso, e nello specifico un arco di tasso. Il poema islandese la definisce un arco curvato, ferro fragile e il gigante della freccia. Quello norvegese la descrive come il più verde dei legni in inverno e annota che tende a bruciacchiare quando arde. Nella lettura indica la tensione accumulata: una forza presente, mirata e non ancora scoccata.

Perché il suo valore fonetico mutò e la serie fu riorganizzata di conseguenza. Algiz del Futhark antico rappresentava una z presente solo in fine di parola; nel protonorreno quel suono divenne una r distinta trascritta come ʀ. La runa venne capovolta, ribattezzata e spostata dal quindicesimo al sedicesimo posto. È l'unica runa nella storia runica ad aver cambiato la propria posizione.

Per forma e discendenza sì: è Algiz capovolta. Per nome no. Ýr significa tasso, e la runa del tasso nel Futhark antico era Eihwaz, una lettera distinta che venne eliminata nella riduzione. Durante la transizione la sagoma di Algiz assorbì il nome di Eihwaz, motivo per cui entrambe le pagine citano le medesime strofe dedicate a ýr.

Grazie alla sua struttura anatomica. Se tagliato in modo che la linea di giunzione tra durame e alburno corra lungo il flettente, agisce come un materiale composito naturale: l'alburno sul dorso resiste alla trazione e il durame sul ventre sopporta la compressione. È esattamente ciò che serve a un arco, senza alcuna necessità di ricorrere alla laminazione.

ʀ, un fonema affine alla r distinto dalla comune /r/ ed evolutosi dall'antica z finale. Non compare mai a inizio parola, figurando solo in posizione mediana o finale, anche se le desinenze del nominativo norreno lo rendono frequentissimo. Il momento in cui le iscrizioni di una regione smettono di distinguerlo da ᚱ costituisce un valido criterio di datazione.