𐳝

ö

un suono, non una parola

Due forme, due manoscritti, nessuna delle due è più corretta dell'altra

I glifi sono mostrati in Unicode e disposti da sinistra a destra. Entrambi gli alfabeti si scrivono da destra a sinistra, quindi queste righe sono una comodità grafica.

Sound
ö /ø/
Posizione
9
Group
Vocali
Unicode
U+10CDD

Nikolsburg e Rudimenta

Ö ha due forme codificate, e i loro nomi derivano dai due documenti storici che le tramandano.

La forma di Nikolsburg proviene dall'alfabeto tracciato sul risguardo di un incunabolo del 1483, il più antico inventario completo della scrittura, comprendente trentacinque lettere e quindici legature. La forma di Rudimenta risale al manuale del 1598 di János Telegdi, che codificò l'alfabeto illustrandolo con la traslitterazione del Padre Nostro.

Nessuna delle due rappresenta l'originale e nessuna è una corruzione. Sono l'opera di due scribi vissuti a un secolo di distanza che disegnarono la stessa lettera in modo differente, e Unicode ha accolto entrambe perché entrambe fanno parte delle fonti.

La stessa coppia di varianti si ritrova per la lettera ü.

Cosa rivela questo confronto

Una scrittura tramandata da pochi manoscritti e da rare incisioni non possiede un'unica forma canonica. Presenta testimonianze discordanti, esattamente come i poemi runici divergono sul significato di Uruz.

Il rovás moderno ha dovuto compiere una scelta, adottando prevalentemente le forme di Nikolsburg per ö e ü e impiegando la ü di Rudimenta per rappresentare la ű. Si tratta di una convenzione pratica, non di una scoperta sulla forma autentica del carattere.

Domande frequenti

Perché due fonti storiche la disegnano in modo diverso: l'alfabeto di Nikolsburg sul risguardo di un incunabolo del 1483 e la Rudimenta di Telegdi del 1598. Nessuna è l'originale e nessuna è una corruzione; Unicode le ha codificate entrambe perché entrambe sono attestate nei documenti.

L'uso contemporaneo ha scelto in gran parte la forma di Nikolsburg, assegnando la variante di Rudimenta di ü alla funzione di ű per completare la serie. È una soluzione pratica, non un giudizio sulla reale forma originaria della lettera.

No. Le lettere del rovás sono puramente fonetiche. I loro nomi (eb, ec, ed e così via) sono ausili di recitazione formati dalla consonante preceduta da vocale, non parole. L'assenza di poemi runici, kenningar e strati ideografici colloca la scrittura al di fuori della divinazione runica germanica.