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Uilleann

un gomito

Una curva; una misura presa a partire dal corpo

I glifi oghamici sono mostrati in Unicode, disposti da sinistra a destra. Su una pietra eretta le lettere corrono dal basso verso l'alto lungo lo spigolo, pertanto questa sequenza costituisce una convenzione pratica piuttosto che una resa fedele.

Sound
ui /ui/
Posizione
23
Group
I forfeda
Root meaning
uilleann, gomito: la lettera prende il nome dalla sua stessa forma
Medieval tree gloss
caprifoglio (assegnato tardivamente per concordare con un kenning sul profumo)
Unicode
U+1697
Tempistica
L'estensione di un cubito; un lasso di tempo a misura d'uomo
Sì / No
Sì, con un cambio di angolazione

Diritto

  • un gomito
  • una curva
  • un angolo
  • una misura
  • l'avambraccio
  • un cambio di direzione
  • il corpo come metro
  • un'articolazione

In the rune poems

cubat oll

grande cubito

Bríatharogam Morainn mac Moín · Uilleann
túthmar fid

albero profumato

Bríatharogam Maic ind Óc · Uilleann
cubat n-oll

grande cubito (le liste qui coincidono)

Bríatharogam Con Culainn · Uilleann

L'unica lettera autodescrittiva

Uilleann significa gomito e, a differenza di ogni altra lettera dell'alfabeto, non prende il nome da un elemento del mondo naturale, bensì dal suo stesso aspetto visivo.

Il segno delinea un gomito: una figura angolata che attraversa la linea dorsale. Il nome lo dichiara esplicitamente. Nessun altro carattere nell'Ogham si comporta così: Beithe non si chiama così per via di una somiglianza con la betulla, né Tinne imita visivamente un lingotto. Gli altri nomi sono acrofonici, scelti perché iniziano con il suono corrispondente. Questo, al contrario, è puramente descrittivo.

Ciò offre un chiaro indizio sulla sua epoca di composizione. Battezzare una lettera in base alla sua stessa geometria è l'operazione di chi disegna caratteri a tavolino e non di chi li eredita per tradizione orale; e le forfeda furono concepite proprio a tavolino. Si tratta della creazione di uno scriba, e il suo disegno lo esprime apertamente.

Il cubito

Cubat oll, grande cubito, è il kenning tramandato da due delle tre liste tradizionali, e deriva in modo lineare dal gomito.

Il cubito è la distanza dal gomito alla punta delle dita, una delle unità di misura più antiche della civiltà umana: egizia, mesopotamica, biblica e presente anche nella prassi giuridica irlandese. Gli antichi trattati di legge irlandesi utilizzavano misure desunte dall'anatomia per le norme edilizie e per la delimitazione delle terre: la bass (il palmo), il traig (il piede) e la forrach (la pertica). Il terreno si misurava con le proporzioni del corpo.

Oll significa grande o ampio, per cui cubat oll indica con ogni probabilità uno specifico cubito allungato rispetto allo standard comune, secondo una tendenza tipica dei sistemi metrologici del passato.

Ciò che conta è la coerenza del kenning, che rimane ancorato alla logica interna del nome: gomito, quindi avambraccio, quindi la lunghezza che si misura con esso. Non vi è alcun salto arbitrario, circostanza insolita per una forfid.

L'origine del caprifoglio

Túthmar fid, albero profumato, costituisce l'anomalia poetica, ed è stato l'appiglio sfruttato dalla successiva tradizione arborea.

Túth indica un odore o profumo, e túthmar significa fragrante. Trovandosi di fronte a un kenning che definiva la lettera un legno aromatico, i glossatori le attribuirono il caprifoglio (edleand), una pianta rampicante dal profumo penetrante e inconfondibile, i cui tralci sinuosi ed elicoidali richiamavano, secondo gli studiosi del tempo, la curva del segno.

È difficile stabilire se túthmar fid sia stato composto appositamente per questa lettera o derivi da un'altra tradizione, data la generale instabilità dei kenningar delle forfeda. Ciò che si può affermare è che contrasta nettamente con due liste concordi sul cubito, e che l'essenza vegetale fu scelta per adattarsi a questa eccezione anziché alla concordanza delle altre due fonti.

Nella lettura

Uilleann rappresenta una svolta: un cambio di direzione che non spezza l'equilibrio.

Il gomito è un'articolazione flessibile. Funziona proprio perché non è rigido, e dispone di un raggio di movimento limitato: si piega in una direzione e si arresta. In una stesa, la lettera indica una deviazione all'interno di una situazione che la struttura circostante può accogliere, a differenza di una rottura che non sarebbe in grado di reggere.

Il richiamo al cubito aggiunge un secondo significato più concreto: la misura desunta da se stessi. L'agrimensura irlandese primitiva assumeva il corpo a riferimento, e il segno conserva questa intuizione. Rispetto a quale termine di paragone stai valutando la situazione, e quel parametro appartiene davvero a te?

Questa interpretazione è assai più solida rispetto a quella legata al caprifoglio proposta dai mazzi moderni, derivata unicamente da un kenning isolato e da una suggestione olfattiva.

Domande frequenti

Un gomito. È l'unica lettera dell'alfabeto denominata in base alla sua stessa forma grafica anziché a un elemento della natura: il segno delinea una curva, e uilleann è il termine in antico irlandese per indicare l'articolazione che si flette.

Cubat oll. Il cubito è la distanza dal gomito alla punta delle dita, una delle misure più antiche della storia. Poiché oll significa grande, si riferisce probabilmente a una variante allungata rispetto allo standard. L'antico diritto irlandese faceva ampio uso di misure anatomiche, tra cui la bass (il palmo) e il traig (il piede).

A causa di un singolo kenning. Túthmar fid («albero profumato») spinse i glossatori a cercare una pianta aromatica; il caprifoglio è intensamente profumato e rampicante, evocando così la piega della lettera. Poiché questo contrastava con le altre due liste incentrate sul cubito, l'albero venne scelto per giustificare tale eccezione.

Un cambio di rotta che non spezza la continuità. Il gomito funziona perché non è rigido e possiede un'escursione definita, per cui la lettera indica una svolta che la struttura è in grado di sostenere. La componente metrologica aggiunge un secondo livello: valutare le circostanze secondo un metro proprio e chiedersi se l'unità di misura impiegata sia autenticamente la propria.