In sintesi
- Nome
- Dall'arabo khamsa, cinque
- Regione
- Levante, Nordafrica, diaspora
- Antenato più antico
- Mani votive puniche, prima del 300 a.C.
- Forma
- Spesso simmetrica, con due pollici
- Nel palmo
- Un occhio, un pesce o un versetto
- Usato da
- Famiglie ebraiche, musulmane e cristiane
Che cos'è la hamsa
Una mano piatta e aperta, per lo più raffigurata con il palmo in avanti e quasi sempre simmetrica, con due pollici ai lati esterni, così che l'oggetto non ha né destra né sinistra. Tale simmetria rivela che non si tratta del calco anatomico di una mano. È un gesto fermato nel metallo: il palmo alzato che comanda l'alt.
Il nome è semplicemente il vocabolo arabo per cinque, khamsa, accolto in ebraico come chamsa. Cinque dita, il numero cinque, e nella consuetudine nordafricana la cifra compie la parte fondamentale della protezione. La frase khamsa fi ainek, cinque nel tuo occhio, viene pronunciata a voce alta levando la mano e non esige alcun ciondolo materiale per agire.
Da dove ha origine
La mano aperta compare in contesti religiosi punici intorno a Cartagine assai prima dell'era cristiana, su stele legate alla dea Tanit, e manufatti di questo tipo circolano da allora in tutto il Mediterraneo occidentale. La derivazione diretta da quei reperti all'amuleto contemporaneo viene talvolta sostenuta con più audacia di quanta i documenti concedano, ma il profilo è di certo arcaico e radicato nel territorio.
I due appellativi devozionali sono comparsi assai più tardi. L'uso musulmano riconduce la mano a Fatima, la figlia del Profeta. Quello ebraico la collega a Miriam, sorella di Mosè, e ai cinque libri della Torah. Nessuno dei due nomi è delle origini, e i maestri di entrambe le fedi non hanno sempre accolto l'oggetto con favore, senza che ciò ne rallentasse l'adozione. In Marocco, in Tunisia e nel Levante, i medesimi argentieri battevano la forma per acquirenti di ogni credo lungo le strade.
Quale verso scegliere e cosa si incide nel palmo
Entrambe le posizioni vengono impiegate e ciascuna possiede una ragione precisa. Con le dita rivolte all'insù è la mano di guardia, il palmo dritto che respinge lo sguardo nemico. Con le dita rivolte all'ingiù è la mano che accoglie, dischiusa per far scendere benedizione e fortuna, ed è il modello solitamente appeso su una porta o sopra una culla.
Il palmo non rimane quasi mai vuoto. L'occhio è l'inserto più comune, che unisce in un unico supporto i due grandi rimedi contro il malocchio. Il pesce ricorre nelle opere nordafricane ed ebraiche, poiché i pesci sono ritenuti invulnerabili all'invidia, non avendo palpebre e vivendo celati nei flutti. Scritte in ebraico o citazioni coraniche, una stella di Davide, una colomba o semplici arabeschi sono frequenti. Quanto si trova nel palmo rivela chi ha creato o commissionato l'opera più di quanto non faccia il profilo della mano.
Quali sono le controversie
I punti dibattuti sono tre. Se il legame con Tanit sia una continuità storica documentata o una sistemazione postuma, questione tuttora aperta. Se un oggetto simile sia consentito, dato che settori della giurisprudenza islamica ed ebraica guardano con sospetto agli amuleti mentre la devozione popolare vi ricorre spontaneamente. E, in anni recenti, chi detenga la facoltà di commercializzarla, poiché la hamsa è divenuta uno dei monili più venduti al mondo, proposta in stili slegati dalle culture d'origine.
Nulla di tutto ciò ne ha intaccato l'impiego, poiché la vera forza della hamsa sta nell'appartenere a una terra anziché a un singolo dogma. È uno dei pochissimi simboli che una casa ebraica, musulmana e cristiana del medesimo borgo nordafricano esponevano entrambi sulla soglia.
Come viene fabbricata e collocata la hamsa
L'argento è il metallo d'elezione, e l'amuleto viene solitamente donato anziché comprato per sé.
- Fusa o sagomata da lastra d'argento, poi cesellata, traforata o rifinita in filigrana; i modelli economici ricorrono a ottone stampato o resina.
- Un occhio, un pesce o un versetto viene incastonato o bulinato al centro del palmo.
- Appesa con le dita verso il basso sull'uscio, su una culla o sopra il letto per favorire l'ingresso del bene.
- Indossata con le dita verso l'alto al collo o al polso, come gesto eretto di difesa.
- Donata in occasione di nascite, nozze o traslochi, i tre passaggi in cui un focolare è creduto più esposto all'invidia.
La hamsa simmetrica con due pollici costituisce la forma più remota. Le mani con resa anatomica del mignolo appartengono quasi per intero alla gioielleria odierna.
A cosa si affianca la hamsa
La tradizione in cui rientra e gli elementi con cui viene comunemente associata.
- Contro il malocchio Finalità La mano è il secondo grande rimedio contro l'invidia accanto alla perla azzurra, e le due figure si fondono di continuo.
- Protezione e difesa Finalità Fissata su porte e culle come tutela domestica diffusa, senza avere di mira un invidioso determinato.
- Nazar Amuleto Spesso montato al centro del palmo, combinando riflessione e arresto dello sguardo in un unico manufatto.
- Argento Materiale Il metallo classico in tutto il Nordafrica e il Levante, ragione per cui così tante hamsa superstiti sono opera di argentieri.
Domande per riflettere
- Le dita in su fermano una minaccia; le dita in giù raccolgono un dono. Quale delle due azioni cerchi davvero in un amuleto?
- La hamsa ha unito tre fedi lungo la stessa via. Cosa suggerisce questo riguardo alla sorgente autentica del suo valore?
- Preferisci possedere un amuleto dalla cronologia storicamente certa o uno arricchito da una narrazione popolare viva?
Domande frequenti
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