ᛥ

Stan

pietra

Un nesso consonantico dotato di un proprio carattere

Sound
st /st/
Posizione
34
Group
Lettere tarde e di manoscritti
Descended from
Nessuno. Un'aggiunta anglosassone tardiva
Unicode
U+16E5
Sì / No
Nessuna risposta tradizionale superstite

Diritto

  • una pietra
  • stabilità
  • un cippo di confine
  • permanenza
  • ciò che non si muove
  • un monumento

Across the scripts

—

Nessun antenato

Futhark Antico

Un'aggiunta tardiva priva di equivalente nel Futhark Antico. Queste lettere furono introdotte secoli dopo la serie originale.

—

Nessun equivalente

Futhark Recente

La Scandinavia non aggiunse mai lettere alla propria serie. Risolse gli stessi problemi riducendo i caratteri, affidandosi al contesto e, più tardi, punteggiando le rune esistenti.

ᛥ

Stan

Futhorc anglosassone

Un carattere simile a una legatura per il nesso consonantico st, presente nelle serie runiche manoscritte e raramente in iscrizioni epigrafiche.

Una lettera per un nesso consonantico

St è formato da due consonanti, non da un singolo suono, e l'antico inglese lo scriveva perfettamente con ᛋ sigel seguita da ᛏ tir.

Assegnare a questo gruppo un carattere dedicato non rispondeva quindi a un'esigenza fonetica. La forma è essenzialmente una legatura (sigel e tir combinate in un'unica asta), un accorgimento tipico delle tradizioni manoscritte, in cui le combinazioni grafiche più ricorrenti venivano fuse per risparmiare spazio e fatica.

Stan si presenta perciò come una comodità per gli scribi anziché come una necessità linguistica, frutto dello stesso impulso che generò Cweorð: un alfabeto riordinato e ampliato da dotti affascinati dai sistemi di scrittura, e non da persone che avevano bisogno di trascrivere suoni altrimenti impossibili da rendere.

Il nome

Stan è il termine comune dell'antico inglese per indicare la pietra, da cui discende l'inglese moderno stone. A differenza di Cweorð e Calc, il significato del nome non suscita alcun dibattito.

La parola ricorre ovunque nella lingua: in toponimi come Stanford (il guado pietroso) o Stanley (la radura di pietra), e in composti come stanbrycg (un ponte di pietra). Compare inoltre in tutta la prosa e la poesia in antico inglese nel suo senso proprio e letterale.

Ciò che manca del tutto è un indizio che la pietra avesse un valore simbolico per la runa. Non esiste alcuna strofa poetica, nessun commento e alcun uso simbolico attestato. Il nome appare puramente acrofonico: la lettera richiedeva un nome che iniziasse per st, e stan era la parola più immediata e naturale nella lingua a possedere tale requisito.

Le attestazioni superstiti

Stan compare nelle serie runiche dei manoscritti e in un numero assai ridotto di iscrizioni. Non compare nel Poema runico anglosassone, collocandosi oltre le ventinove rune descritte nel testo poetico.

È una delle lettere la cui inclusione o esclusione fa variare il conteggio del Futhorc, a seconda degli autori, tra 29 e 34 caratteri.

Questo è il quadro complessivo, e reale, delle evidenze storiche.

R. I. Page sosteneva che diverse rune tarde del Futhorc fossero pseudorune di interesse antiquario, create da scribi intenti a completare un inventario alfabetico piuttosto che nate da una reale necessità comunicativa. Stan corrisponde appieno a tale definizione: una legatura creata per un nesso consonantico che la scrittura sapeva già rendere, priva di una strofa poetica e quasi mai usata nell'uso pratico. Le vicine Calc e Gar rappresentano una situazione diversa, essendo state incise su monumenti come le croci di Ruthwell e di Bewcastle.

In lettura

Non esiste alcun significato tradizionale da recuperare, pertanto ogni applicazione pratica appartiene all'epoca moderna.

Il nome offre quantomeno un appiglio concettuale, a differenza di Cweorð e Cealc. Una pietra è salda, durevole e, nell'uso anglosassone, rappresentava assai spesso un segno di confine: i cippi lapidei delimitavano i possedimenti terrieri nei diplomi d'epoca (le charters), in cui i confini venivano descritti camminando di riferimento in riferimento, di pietra in pietra. Le pietre runiche commemorative rispondevano al medesimo intento.

Una lettura moderna plausibile ruota dunque attorno alla stabilità e alla demarcazione: ciò che rimane immobile, il punto da cui si misura un confine, quanto resta in piedi quando tutto il resto intorno è mutato.

Si tratta di un'interpretazione ricavata dal significato letterale del termine e non ereditata da una tradizione storica, e come tale va presentata.

Domande frequenti

Una pietra. A differenza delle altre aggiunte tarde, sul nome non vi è alcun disaccordo: *stan* è la comune parola dell'antico inglese da cui deriva l'inglese moderno *stone*, sopravvissuta in toponimi come Stanford e Stanley. Ciò che manca del tutto è una qualsiasi prova che la pietra avesse un significato simbolico per la runa.

Non per risolvere una difficoltà fonetica, dato che *st* è composto da due consonanti che l'antico inglese scriveva regolarmente con sigel e tir. Il segno è essenzialmente una legatura di queste due rune, un artificio diffuso nei manoscritti per unire coppie di lettere frequenti. Stan rappresenta una comodità grafica per gli amanuensi anziché una necessità linguistica.

No. Si trova al di fuori delle ventinove rune trattate dal Poema runico anglosassone e si conserva solo nelle serie runiche dei manoscritti e in un numero ridottissimo di iscrizioni. È una delle lettere la cui presenza fa oscillare il totale delle rune del Futhorc tra 29 e 34.

Qualsiasi significato attribuito è moderno, ma il nome offre un riferimento più concreto rispetto a Cweorð o Cealc. Una pietra è salda e durevole, e nella consuetudine anglosassone costituiva frequentemente un elemento di delimitazione: i cippi segnavano i confini delle proprietà e gli atti dell'epoca descrivevano i territori passando da un termine all'altro. Stabilità e demarcazione costituiscono perciò letture plausibili basate sul senso letterale del termine.