Fern
albero di ontano
Il materiale che si interpone tra te e il colpo
I glifi oghamici sono mostrati in Unicode, disposti da sinistra a destra. Su una pietra eretta le lettere corrono dal basso verso l'alto lungo lo spigolo, pertanto questa sequenza costituisce una convenzione pratica piuttosto che una resa fedele.
- Sound
- f /w/ nell'irlandese arcaico, più tardi /f/
- Posizione
- 3
- Group
- Aicme Beithe
- Root meaning
- ontano: autentico, dal protoindoeuropeo *wernā
- Medieval tree gloss
- ontano (la glossa concorda)
- Unicode
- U+1683
- Tempistica
- Quando è necessario; non prima
- Sì / No
- Sì, e resisterà
Diritto
- ontano
- uno scudo
- protezione
- ciò che trattiene liquidi
- difesa
- valore materiale
- prima linea
- riparo
In the rune poems
airenach fían
avanguardia delle schiere guerriere
comét lachta
recipiente per il latte
dín cridi
protezione del cuore
Autenticamente un albero
Fern è il secondo degli otto nomi botanici storicamente accertati dell'Ogham. In antico irlandese fern significa ontano; discende dal protoindoeuropeo *wernā e trova immediato riscontro nel gallese gwern. Non richiede alcuna ricostruzione ipotetica.
Il suono della lettera è persino più interessante del suo nome. Nell'irlandese arcaico (primitivo) esprimeva /w/, l'approssimante labiovelare. Con l'evoluzione verso l'antico irlandese quel suono si è indurito in /f/; per questo motivo oggi la lettera viene traslitterata con f e il suo nome comincia proprio con questa consonante. Questo mutamento è chiaramente visibile nel corpus delle iscrizioni: le più antiche usano il segno dove ricorreva una w, mentre quelle più tarde dove compare una f.
Ciò rende Fern uno dei riferimenti in cui una pietra oghamica può essere datata osservando il comportamento di una singola lettera.
Lo scudo
Airenach fían è il kenning attorno a cui ruota tutto il resto. Airenach è il fronte, l'avanguardia, la prima linea; fían indica la banda guerriera, quelle compagnie itineranti di giovani combattenti di cui è ricca la letteratura irlandese arcaica.
I glossatori medievali lo spiegano senza mezzi termini, e per una volta la spiegazione convince appieno: l'ontano era il legno con cui si fabbricavano gli scudi.
La motivazione fisica è ineccepibile. L'ontano è leggero, elemento essenziale quando si deve imbracciare uno scudo per l'intera giornata. È abbastanza morbido da assorbire l'impatto anziché trasmettere la violenza del colpo al braccio. E soprattutto, non si fende lungo la venatura come accade ai legni più duri: la lama vi affonda e si blocca, invece di spaccare la tavola in due. Le tecniche di costruzione degli scudi nell'alto Medioevo europeo prediligevano proprio questa tipologia di legname; i reperti archeologici germanici documentano il tiglio e l'ontano esattamente per gli stessi motivi.
La definizione avanguardia delle schiere guerriere non è quindi un abbellimento poetico sul coraggio, ma una constatazione precisa di ciò che gli uomini in prima fila stringevano nelle mani.
E il secchio per il latte
Comét lachta, recipiente per il latte, mostra lo stesso albero impegnato in tutt'altro ruolo, e il contrasto è il vero punto focale.
L'ontano possiede una proprietà che lo rendeva irrinunciabile: resiste alla decomposizione se tenuto costantemente bagnato. Immerso nell'acqua o nell'umidità perenne dura straordinariamente a lungo, motivo per cui veniva impiegato per pali di fondazione, strutture sommerse e recipienti caseari (secchi, zangole, mastelli) destinati a una vita perennemente umida.
L'economia dell'Irlanda antica ruotava attorno all'allevamento da latte. Il sistema dell'alpeggio estivo (buaile) conduceva le mandrie sui pascoli alti per la mungitura, e i prodotti di quella stagione (burro, cagliata, formaggi freschi classificati per qualità nei testi giuridici) costituivano gran parte dell'alimentazione e dei tributi di ogni famiglia. Il burro veniva seppellito nelle torbiere per preservarlo, e ancora oggi la torba restituisce panetti intatti di questo burro antico.
Così un solo albero copre sia il muro di scudi sia la cascina da latte. Il terzo kenning, dín cridi, protezione del cuore, si colloca tra i due: dín indica riparo o difesa, e l'espressione si legge sia come lo scudo appoggiato al petto sia come principio più generale di ciò che custodisce una persona al sicuro.
Nella lettura
I mazzi moderni di Ogham seguono qui la glossa medievale, e per una volta a ragione, poiché la glossa e il nome coincidono.
Fern si legge come protezione attraverso la materia, non mediante la forza o la fortuna. Non un sortilegio, non una benedizione: una barriera fisica frapposta tra te e ciò che sta per arrivare. Lo scudo è passivo, viene portato da chi ne ha bisogno e agisce assorbendo il danno invece di impedire il colpo.
Il versante caseario aggiunge una seconda lettura più pacata: qualcosa che contiene senza perdite. Un recipiente affidabile, una confidenza custodita, un accordo che accoglie e trattiene ciò che vi viene versato.
A unire entrambi gli aspetti è il fatto che l'ontano viene scelto per come reagisce sotto sforzo: ammortizza, non si spezza, sopporta l'acqua. In una stesa Fern segnala spesso il componente discreto che regge l'intera struttura, sollevando una domanda opportuna: viene curato e mantenuto, o ci si limita a fare affidamento su di esso dandolo per scontato?
Questions to sit with
- Cosa si interpone attualmente tra te e il colpo, e quanto sta reggendo?
- C'è qualcosa nella tua vita da cui ci si aspetta che contenga tutto ciò che vi viene versato senza che nessuno ne controlli mai la tenuta?
- L'ontano viene scelto perché assorbe anziché spezzarsi. Chi attorno a te sta svolgendo questo ruolo?
Domande frequenti
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