Celestina
La celestina è solfato di stronzio, e il suo tenue azzurro polveroso è uno dei rari blu del tutto naturali nel regno minerale. La maggior parte degli esemplari sul mercato è costituita da geodi cavi del Madagascar foderati di cristalli celesti, fragili esattamente quanto sembrano: i cristalli si spezzano, il colore impallidisce e i bordi della roccia si sbriciolano facilmente.
At a glance
Solfato di stronzio azzurro chiaro, venduto principalmente in geodi cavi, tra i rarissimi minerali di colore blu genuino.
- Composizione
- SrSO₄
- Sistema cristallino
- Ortorombico
- Durezza
- Mohs 3.5
- Famiglia
- Evaporiti e alogenuri
- Raggio di colore
- Il raggio blu
- Fonti principali
- Madagascar, Stati Uniti (Ohio), Polonia, Egitto, Messico
- Cura
- Fragile a 3.5, sbiadisce alla luce. Minerale esclusivamente da esposizione.
Themes
Che cos è realmente
Solfato di stronzio, SrSO4, ortorombico, durezza da 3 a 3.5, con sfaldatura perfetta in una direzione e buona in un altra.
Il suo colore azzurro è intrinseco e generato da centri di colore legati a tracce di impurità e a irraggiamento naturale, motivo per cui impallidisce: la luce del sole distrugge proprio questi centri di colore.
La celestina è il minerale principale per l estrazione dello stronzio, impiegato nei fuochi d artificio per la tipica fiamma rossa brillante, nei magneti ceramici e un tempo nel vetro dei tubi catodici.
Viene chiamata anche celestite: celestina è il termine mineralogico riconosciuto a livello internazionale, mentre celestite è d uso frequente nel commercio, benché entrambi indichino la medesima specie.
La barite ne è stretto parente, condividendo la medesima struttura cristallina con il bario al posto dello stronzio, formando con essa una serie isomorfa.
Da dove proviene
Il Madagascar fornisce i geodi che dominano il settore ornamentale, provenienti dai depositi vicino a Sakoany. Si formano in rocce sedimentarie dove fluidi arricchiti di stronzio hanno colmato le cavità.
L Ohio, negli Stati Uniti, ha donato i celebri grandi cristalli di Put-in-Bay su South Bass Island, dove un geode di celestina abbastanza ampio da potervi camminare dentro è tutelato come grotta turistica.
Anche Polonia, Egitto, Tunisia, Messico e Gran Bretagna estraggono campioni degni di nota.
A livello industriale, la celestina è estratta in Spagna, Messico, Cina e Iran come materia prima per i composti di stronzio.
Il mercato dei geodi ha una logica precisa: i noduli vengono segati a metà e le due parti vendute separatamente, motivo per cui quasi tutti i pezzi in commercio sono cavità aperte con cristalli a vista.
Cosa sostenevano le tradizioni
La celestina non vanta praticamente alcun folklore antico. Fu battezzata nell Ottocento partendo dal latino caelestis, ossia celeste, per via della sua tonalità, e prima di allora non era un materiale catalogato.
La sua scarsa durezza e l accentuata fragilità spiegano questa assenza: non può essere montata in gioielleria, portata in tasca o lavorata in oggetti durevoli, per cui nessuna civiltà passata vi ha imperniato riti o tradizioni.
La visione contemporanea, che è l unica esistente, associa la celestina alla distensione, alla calma interiore e a ciò che i testi new age definiscono contatto angelico, facendo perno soltanto sul nome e sul delicato colore celeste. Tale letteratura è comparsa verso la fine del Novecento.
Si tratta di un significato ricavato da un nome ottocentesco a sua volta derivato da un colore: una catena concettuale brevissima di cui è utile rammentare la natura.
Ciò che la celestina offre con assoluta sincerità è una presenza visiva quieta, il che non è affatto trascurabile.
Come accoglierla
Trattatela come minerale puramente da vetrina. Metà geode appoggiato su una mensola dove la luce naturale accarezza le sfaccettature è l impiego corretto e ideale.
Tenetela lontana dalla luce solare diretta, che sbiadisce l azzurro in modo evidente nel giro di pochi mesi se posta su un davanzale illuminato. È uno dei minerali più sensibili alla luce dell intero catalogo.
Non lavatela con acqua, non strofinatela con spazzole rigide e non toccate le punte dei cristalli, poiché si troncano facilmente alla base e i bordi della matrice tendono a sbriciolarsi.
Se desiderate una pietra azzurra resistente da portare con voi, l agata blu pizzo con durezza 7 ha un costo simile e resiste all uso quotidiano.
Per favorire la quiete mentale, il cristallo dà il meglio di sé posizionato dove lo sguardo si posa di passaggio piuttosto che dove lo si tocca continuamente.
Acquistare con accortezza
La celestina raramente viene contraffatta del tutto, essendo abbondante e dal profilo inconfondibile.
Esistono talvolta geodi tinti artificialmente, in genere con un blu fin troppo carico, con addensamenti di colore alla base dei cristalli e nei pori della roccia madre.
Alcuni geodi economici presentano cristalli incollati con adesivo; controllate sempre la base delle punte per sincerarvi che non vi siano tracce di mastice.
Talvolta geodi di quarzo o calcite colorati vengono proposti erroneamente come celestina.
Il reale motivo di attenzione riguarda lo stato di conservazione e l eventuale sbiadimento. Gli esemplari rimasti a lungo nelle vetrine dei negozi hanno già perso parte dell azzurro originale e non vi è modo di rigenerarlo. Chiedete da quanto tempo il pezzo è esposto e acquistate da fornitori che tengono le scorte al riparo dalla luce.
Maneggiare con cura
Molto fragile a durezza 3.5 con sfaldatura perfetta; i cristalli si spezzano e i bordi del geode si sbriciolano. Sbiadisce in fretta al sole. Non bagnare, non portare in tasca e non maneggiare le cuspidi dei cristalli.
Domande di riflessione
- Cosa sto custodendo in un luogo che lentamente ne consuma il valore?
- Quale elemento della mia vita è così silenzioso che lo colgo solo quando lo cerco di proposito?
- In quale situazione la quiete mi gioverebbe più di un ulteriore tentativo?
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